«Quando qui a Bruxelles è arrivata la notizia del fermo siamo rimasti tutti esterrefatti. Conosco molto bene Federica Mogherini, la sua limpidezza e correttezza. Sono convinto che da questa inchiesta uscirà presto, a testa alta». Dario Nardella, eurodeputato Pd e amico dell’ex Lady Pesc, è perplesso: «Non vorrei fosse un fuoco di paglia».
Cosa glielo fa dire?
«Federica è una persona integerrima, che peraltro ha fatto un ottimo lavoro come rettrice del Collegio d’Europa. È stata lei a promuovere la modernizzazione e l’internazionalizzazione di questa istituzione, allargata anche a Paesi extra Ue come i Balcani e l’Ucraina. Ne ha incrementato attività e corpo studentesco, avviando nuovi progetti fra cui il programma di formazione per i diplomatici, finito sotto la lente dei magistrati belgi».
Si sono sbagliati?
«Non conosco e non posso entrare nella vicenda giudiziaria. Solo non vorrei che si trasformasse in un fuoco di paglia con l’unico effetto di danneggiare ancora una volta l’i…
«Quando qui a Bruxelles è arrivata la notizia del fermo siamo rimasti tutti esterrefatti. Conosco molto bene Federica Mogherini, la sua limpidezza e correttezza. Sono convinto che da questa inchiesta uscirà presto, a testa alta». Dario Nardella, eurodeputato Pd e amico dell’ex Lady Pesc, è perplesso: «Non vorrei fosse un fuoco di paglia».
Cosa glielo fa dire?
«Federica è una persona integerrima, che peraltro ha fatto un ottimo lavoro come rettrice del Collegio d’Europa. È stata lei a promuovere la modernizzazione e l’internazionalizzazione di questa istituzione, allargata anche a Paesi extra Ue come i Balcani e l’Ucraina. Ne ha incrementato attività e corpo studentesco, avviando nuovi progetti fra cui il programma di formazione per i diplomatici, finito sotto la lente dei magistrati belgi».
Si sono sbagliati?
«Non conosco e non posso entrare nella vicenda giudiziaria. Solo non vorrei che si trasformasse in un fuoco di paglia con l’unico effetto di danneggiare ancora una volta l’immagine dell’Italia. Mogherini ha svolto con grande professionalità il ruolo di Alto rappresentante per gli Affari esteri, promuovendo la creazione del fondo europeo per la difesa, che è il primo passo verso la difesa comune. È stata bravissima nella mediazione con la Serbia e il Kosovo, decisiva nell’accordo sul nucleare iraniano. Insomma, una figura che ha fatto molto bene alla Ue e ha dato lustro all’Italia».
Appena nominata a Bruges ci fu però una specie di sollevazione perché Mogherini non è un’accademica. L’inchiesta può essere scaturita da una ritorsione?
«Mi auguro di no, anche perché il criterio della provenienza accademica non è vincolante e Mogherini ha portato un grande contributo di esperienza maturata sul campo, durante il suo incarico in Commissione europea. Pure l’attuale presidente dell’Istituto universitario europeo di Firenze, che è un po’ il gemello di Bruges, pur venendo dal mondo della ricerca è una politologa tedesca».
Le ultime inchieste belghe hanno spesso colpito esponenti del Pd, tant’è che oggi Vannacci accusa: “Ogni volta che in Europa scoppia uno scandalo, la ruota gira e si ferma sempre lì”. Vuol rispondere?
«Anziché lanciare accuse infondate su cose che non conosce, Vannacci ci spieghi a che punto è la restituzione dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali alla Lega, di cui lui è vicepresidente, sottratti in modo illecito allo Stato. Ancora una volta la destra è garantista a giorni alterni: indulgente con gli amici, giustizialista con gli avversari. L’ex generale guardi piuttosto dentro il governo Meloni, che è pieno di indagati e persino qualche condannato».
Anche Maria Zakarova, portavoce del ministro degli Esteri russo, prende spunto e accusa la Ue di essere corrotta.
«La Zakarova è diventata il grillo parlante di Putin, interviene su qualunque cosa pur di screditare l’Italia e l’Europa, come ha già fatto con l’indecente attacco al presidente Mattarella. Credo che anche lei, come Vannacci, soffra di amnesia visto che la Russia — secondo il più recente Corruption perception index — è al 154esimo posto per tasso di corruzione su 180 Paesi. Non esattamente il miglior pulpito da cui parlare o, peggio, emettere sentenze».