Alessandra Moretti, europarlamentare del Pd, la Commissione giuridica dell’Eurocamera le ha negato l’immunità per il Qatargate. Lei l’ha definito un voto politico.
«Non l’ho detto io, ma Fratelli d’Italia. Hanno spiegato che non hanno valutato il merito della questione. Hanno fatto una scelta politica».
Come lo spiega?
«Come una resa dei conti tra gruppi parlamentari. E quindi io sono diventata lo strumento per fare pagare un prezzo. Mi è stata di conforto la telefonata in serata della segretaria Schlein, si è detta dispiaciuta e stupita per quanto avvenuto».
Alla sua collega, Gualmini, l’immunità però è stata confermata.
«La relazione del relatore, il polacco Marcin Sypniewsky, è stata praticamente identica, per entrambe aveva chiesto la revoca dell’immunità».
Sypniewsky è un sovranista. Ma poi anche il Ppe, che governa con voi, avrebbe votato contro di lei.
«Non so che tipo di valutazioni abbia fatto il Ppe».
Così dicono le cronache.
«Tutti i gruppi, incluso il Ppe, avevano…
Alessandra Moretti, europarlamentare del Pd, la Commissione giuridica dell’Eurocamera le ha negato l’immunità per il Qatargate. Lei l’ha definito un voto politico.
«Non l’ho detto io, ma Fratelli d’Italia. Hanno spiegato che non hanno valutato il merito della questione. Hanno fatto una scelta politica».
Come lo spiega?
«Come una resa dei conti tra gruppi parlamentari. E quindi io sono diventata lo strumento per fare pagare un prezzo. Mi è stata di conforto la telefonata in serata della segretaria Schlein, si è detta dispiaciuta e stupita per quanto avvenuto».
Alla sua collega, Gualmini, l’immunità però è stata confermata.
«La relazione del relatore, il polacco Marcin Sypniewsky, è stata praticamente identica, per entrambe aveva chiesto la revoca dell’immunità».
Sypniewsky è un sovranista. Ma poi anche il Ppe, che governa con voi, avrebbe votato contro di lei.
«Non so che tipo di valutazioni abbia fatto il Ppe».
Così dicono le cronache.
«Tutti i gruppi, incluso il Ppe, avevano constatato, dopo la mia audizione, e la produzione di 70 pagine di documenti, che la richiesta della Procura era debolissima. Tanto che la Commissione giuridica, Iuri, aveva chiesto di fornire nuovi elementi a supporto della revoca: una cosa mai successa prima».
L’accusano di avere favorito il Qatar.
«Cosa che io nego decisamente».
Nel merito come si difende?
«Intanto va detto che l’accusa colpisce le prerogative di un parlamentare, che può votare o esprimere le proprie opinioni in maniera libera».
Ha votato a favore del Qatar?
«Ho fatto il contrario. Sono sempre stata molto critica nei confronti del Qatar, ho espresso giudizi molto duri in linea con il gruppo dei socialisti democratici».
Allora perché lo definisce un attacco alle sue prerogative?
«Perché se anche avessi fatto il contrario questo sarebbe rientrato fra i miei diritti».
Non l’accusano di avere ottenuto una contropartita?
«Sì, dicono che io avrei ricevuto dei biglietti per andare a vedere una partita dei Mondiali 2022, ma io non sono mai stata a vedere la partita di calcio in Qatar. Ho prodotto il mio passaporto, da cui ciò emerge chiaramente».
Dicono anche che le sono stati pagati dei viaggi in Marocco.
«Ma io non sono mai stata in Marocco in vita mia».
Sono indizi della vicinanza alle lobby del Qatar?
«Così sostengono».
Ma quali sono le fonti di prova?
«I colloqui degli altri indagati, intercettati. Io non sono mai stata intercettata. Quindi sono illazioni».
Lei aveva collaborato con una figura chiave dell’inchiesta, Antonio Panzeri?
«No, io ho sempre lavorato nelle commissioni dei diritti umani, e ho avuto rapporti, come tutti, con Francesco Giorgi, uno degli indagati, che lavorava come assistente qualificato per la delegazione italiana e il nostro gruppo».
La sua vicenda si deciderà in aula.
«Sì, ma intanto oggi è morto in maniera definitiva l’istituto dell’immunità parlamentare».