"Il 'dome' nazionale, lo scudo, è un'architettura protettiva multilivello che prevede la difesa spaziale, missilistica e antidrone. Una difesa che non abbiamo mai avuto e non più rinunciabile, che assorbe investimenti nelle annualità pari a circa 4,4 miliardi di euro". A dirlo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera, sul Documento programmatico pluriennale.
Si tratta, spiega Crosetto, "di sistemi spaziali per l'allarme missilistico, radar avanzati, velivoli di difesa aerea come il Gcap, il caccia di sesta generazione, la batteria Samp-T next generation, sistemi antidroni. Un sistema multilivello interoperabile in grado di garantire in futuro, purtroppo non adesso, protezione e difesa al nostro territorio. Una cosa che nasce da quello che abbiamo visto succedere in Israele e che vediamo ogni giorno in Ucraina".
“In Ucraina una war of drones”
A proposito del conflitto in Ucraina, il ministro afferma: "La guerra in Ucraina prosegue con intensi attacchi russi. Constatiamo come questa sia ormai una 'war of drones', sempre più rapido ciclo di innovazione tecnologica. Tecnologie emergenti dirompenti assumono un ruolo chiave".
"Le tecnologie emergenti assumono un ruolo chiave nelle dinamiche strategiche militari industriali - prosegue - La crescente accessibilità a nuove tecnologie consente anche a soggetti ostili di acquisire strumenti avanzati a basso costo, difficili da identificare e contrastare come droni e mini droni, impiegabili individualmente o in sciame".
“A inizio 2026 porrò questione della riforma della Difesa”
Crosetto sottolinea anche che c’è “l'esigenza di dotarci di uno strumento militare efficiente ed efficace, pronto ad adeguarsi a cambi repentini che ci rendono impossibile definire il futuro dal punto di vista della minaccia, degli scenari e delle tecnologie. È un tema che richiede un profondo rinnovamento della difesa, che possiamo gestire insieme e che deve essere approvato dal Parlamento, dove lo proporrò all'inizio del prossimo anno perché è il tempo maturo per ridefinire il quadro della nostra difesa".
"Leva volontaria? Aumentare forze armate anche con specificità civili”
Il ministro ha affrontato anche la questione della leva volontaria: "Cosa si racchiude dietro il termine 'leva volontaria'? La 244 va buttata via, perché costruita in tempi diversi e vanno aumentate le forze armate, la qualità, utilizzando professionalità che si trovano nel mercato – dice -. Servono strumenti che mi consentano di avere le risorse necessarie per le forze armate, per implementare alcune specificità anche utilizzando dei civili. Ho parlato più volte di riserva selezionata, di meccanismi per attirare le persone, di incentivi economici. C'è bisogno di forze armate professionali, anche perché stiamo pensando di aumentare le missioni all'estero".