BRUXELLES – Dieci ore di interrogatorio, la liberazione quando era notte, senza alcuna restrizione. Federica Mogherini che rivendica i propri comportamenti: «Massima fiducia ma è stato tutto trasparente». L’ambasciatore Stefano Sannino che annuncia il «pensionamento anticipato» dal suo attuale incarico di direttore generale per il Medio Oriente, Nord Africa e Golfo.
L’inchiesta sull’assegnazione da parte del Seae, il servizio diplomatico della Commissione, al Collegio d’Europa di Bruges dell’Accademia diplomatica europea – circa 700 mila euro all’anno per sei anni – subisce una prima svolta: Sannino, Mogherini e Cesare Zegretti, dirigente del Collegio di Bruges, sono stati liberati nella notte tra martedì e mercoledì dopo essere stati interrogati dalla polizia giudiziaria federale belga. Sono accusati di frode negli appalti, conflitto di interessi, violazione del segreto professionale e corruzione, accuse che nel corso dell’interrogatorio sono state respinte. I magistrati hanno però r…
BRUXELLES – Dieci ore di interrogatorio, la liberazione quando era notte, senza alcuna restrizione. Federica Mogherini che rivendica i propri comportamenti: «Massima fiducia ma è stato tutto trasparente». L’ambasciatore Stefano Sannino che annuncia il «pensionamento anticipato» dal suo attuale incarico di direttore generale per il Medio Oriente, Nord Africa e Golfo.
L’inchiesta sull’assegnazione da parte del Seae, il servizio diplomatico della Commissione, al Collegio d’Europa di Bruges dell’Accademia diplomatica europea – circa 700 mila euro all’anno per sei anni – subisce una prima svolta: Sannino, Mogherini e Cesare Zegretti, dirigente del Collegio di Bruges, sono stati liberati nella notte tra martedì e mercoledì dopo essere stati interrogati dalla polizia giudiziaria federale belga. Sono accusati di frode negli appalti, conflitto di interessi, violazione del segreto professionale e corruzione, accuse che nel corso dell’interrogatorio sono state respinte. I magistrati hanno però ritenuto che non ci fosse alcun pericolo di fuga e, per questo, li hanno liberati senza alcun vincolo: si possono spostare dentro e fuori il Belgio.
L’indagine però prosegue. Sono stati copiati i telefoni e sequestrati documenti anche nella sede del Seae, una sorta di ministero degli Esteri della Commissione dove Sannino aveva lavorato come segretario generale. Tra il 2020 e il 2021 era stata immaginata la realizzazione dell’Accademia diplomatica europea, una scuola comune per formare i diplomatici dell’Unione. Una struttura pensata per affiancare i singoli Stati, creare «un linguaggio condiviso nella politica estera e rafforzare la presenza dell’Ue nel mondo». È un programma nato come progetto pilota dell’Europarlamento nel 2021 e affidato prima in via sperimentale e poi, successivamente, con un incarico quadriennale al Collegio di Bruges diretto da Mogherini. Secondo i documenti dell’accusa non sarebbe stato fatto in maniera trasparente. Il Collegio di Bruges, grazie ai rapporti privilegiati che Mogherini avrebbe avuto con Sannino (Mogherini era stata prima ministro degli Esteri e poi Alto rappresentante e vicepresidente della Commissione), avrebbe avuto – si legge negli atti – accesso privilegiato a «informazioni riservate sulla gara d’appalto», circostanza che avrebbe conferito loro «un vantaggio ingiusto rispetto agli altri offerenti».
L’analisi dei documenti, e soprattutto di telefoni e mail, consentirà agli investigatori di verificare se effettivamente ci sia stato questo «accesso privilegiato» o se invece, come hanno spiegato gli indagati, si trattava di notizie pubbliche, veicolate a un’istituzione prestigiosa come il Collegio di Bruges senza alcuna intenzione di favorirla. L’indagine sarà lunga. E anche per questo Sannino ha deciso di dimettersi. In una nota ai dipendenti della Direzione generale per il Medio Oriente ha spiegato di «essere fiducioso nel lavoro dei magistrati e fiducioso che tutto verrà chiarito». E contemporaneamente ha spiegato di non voler tirare dentro questa vicenda l’istituzione, che «deve restare concentrata sulla propria attività e attuare l’ambizioso programma che abbiamo elaborato». Da qui le dimissioni per il pensionamento.
Il «diplomazia gate», come lo definiscono nei corridoi del Parlamento, ha creato una bufera politica. Mentre Sannino si dimetteva, l’attuale Alta rappresentante Kaja Kallas inviava una mail dai toni durissimi: parlava di «accuse scioccanti» e sottolineava la necessità che «integrità e responsabilità migliorino» sotto la sua supervisione. Una preoccupazione condivisa a margine della riunione della Commissione, dove si è parlato informalmente della vicenda: da tutti è emersa preoccupazione perché lo scandalo danneggia ulteriormente l’immagine e la credibilità dell’Ue, in un momento di forti attacchi dall’esterno. Non a caso ieri il portavoce del Cremlino ne ha parlato: «La corruzione esiste ovunque», ha detto. «Noi facciamo di tutto per combatterla».