Lega, Nord in pressing: un ruolo a Zaia. Ma Salvini lo preferisce sindaco di Venezia
di Lorenzo De CiccoUn Consiglio federale, di quelli in cui la discussione è franca e qualche nodo va sciolto, ancora non è alle viste, non è stato fissato. Ma nella Lega la discussione è già ben avviata. Il Carroccio è un pentolone. Da Nord la pressione è forte: dare un ruolo a Luca Zaia, il Doge uscente, rimpiazzato da Alberto Stefani al timone del Veneto. Quale? Vicesegretario federale, al posto del neo governatore appena eletto. “Referente del Nord”. È un modo, spiegano fonti leghiste del Settentrione, per far rientrare dalla finestra una suggestione che Matteo Salvini finora ha tenuto fuori dal portone principale di via Bellerio: il famoso spacchettamento della Lega, la creazione di due partiti in uno, quello nazionale e quello del Nord, modello Cdu-Csu. La suggestione bavarese per Salvini non è all’ordine del giorno: il segretario l’ha detto chiaro nell’intervista a Repubblica della settimana scorsa. Semmai, se ne riparla tra un paio d’anni, prima tocca pensare alle Politiche e non c’è tempo per de…
Un Consiglio federale, di quelli in cui la discussione è franca e qualche nodo va sciolto, ancora non è alle viste, non è stato fissato. Ma nella Lega la discussione è già ben avviata. Il Carroccio è un pentolone. Da Nord la pressione è forte: dare un ruolo a Luca Zaia, il Doge uscente, rimpiazzato da Alberto Stefani al timone del Veneto. Quale? Vicesegretario federale, al posto del neo governatore appena eletto. “Referente del Nord”. È un modo, spiegano fonti leghiste del Settentrione, per far rientrare dalla finestra una suggestione che Matteo Salvini finora ha tenuto fuori dal portone principale di via Bellerio: il famoso spacchettamento della Lega, la creazione di due partiti in uno, quello nazionale e quello del Nord, modello Cdu-Csu. La suggestione bavarese per Salvini non è all’ordine del giorno: il segretario l’ha detto chiaro nell’intervista a Repubblica della settimana scorsa. Semmai, se ne riparla tra un paio d’anni, prima tocca pensare alle Politiche e non c’è tempo per dedicarsi a tribolati tetris interni.
Ecco allora il piano B dei colonnelli del Nord: far entrare Zaia ai vertici della segreteria. Con una delega al Settentrione. Problema: Salvini non vuole nemmeno rimettere mano alla squadra. Stefani, anche da presidente del Veneto, resterà con i galloni di vicesegretario nazionale. “Anche lui è del Nord”, replicano freddamente dalla cerchia del vicepremier. Ma non è finita: in Lombardia alcuni circoli cittadini (per prima Brescia) hanno lanciato una raccolta firme, forse spontanee, per dare un ruolo al Doge. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha benedetto l’operazione, dicendo ieri: l’ipotesi va messa “al centro della discussione” del partito, perché le istanze dei territori vanno sempre “valorizzate”.
Ai vertici del Carroccio hanno altri piani. Salvini e Zaia si sono incontrati la settimana scorsa, dopo le regionali che hanno visto il governatore uscente sbancare con 203mila preferenze personali. Nell’entourage del segretario gira questa ipotesi, per Zaia: può fare subito il presidente del consiglio regionale del Veneto. Poi, in primavera, c’è il posto di sindaco di Venezia.