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Meloni-Schlein e la politica WhatsApp: il duello è sempre a distanza

Elly Schlein e Giorgia Meloni (ansa)

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Stesso orario, giorni diversi: al tg di Mentana è andato in onda il confronto differito tra le due leader
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È la politica-WhatsApp: tu parli, l'altro ascolta, ma mai insieme. Ecco, dunque, dopo il mancato confronto sul palco di Atreju tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, il mancato faccia a faccia in tv da Enrico Mentana, che pure su Canale 5 riuscì ad arbitrare lo storico match tra Silvio Berlusconi e Achille Occhetto nel 1994. Niente da fare, Schlein ha parlato ieri sera e stasera la premier. Insieme no, non sia mai che una metta il piede in fallo o si veda contestato un dato gonfiato.

"Ho dichiarato varie volte la mia disponibilità a confrontarmi con il leader dell’opposizione, quando mi diranno chi è”, ha detto la premier dagli studi di La7. E infatti per evitare un faccia a faccia con Schlein ad Atreju la leader di FdI ha tirato in ballo Giuseppe Conte, nel classico gioco del cerino a cui la segretaria dem ha deciso di sottrarsi.

(ansa)

Dunque siamo alle solite: a parte qualche rara eccezione durante i…

È la politica-WhatsApp: tu parli, l'altro ascolta, ma mai insieme. Ecco, dunque, dopo il mancato confronto sul palco di Atreju tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, il mancato faccia a faccia in tv da Enrico Mentana, che pure su Canale 5 riuscì ad arbitrare lo storico match tra Silvio Berlusconi e Achille Occhetto nel 1994. Niente da fare, Schlein ha parlato ieri sera e stasera la premier. Insieme no, non sia mai che una metta il piede in fallo o si veda contestato un dato gonfiato.

"Ho dichiarato varie volte la mia disponibilità a confrontarmi con il leader dell’opposizione, quando mi diranno chi è”, ha detto la premier dagli studi di La7. E infatti per evitare un faccia a faccia con Schlein ad Atreju la leader di FdI ha tirato in ballo Giuseppe Conte, nel classico gioco del cerino a cui la segretaria dem ha deciso di sottrarsi.

(ansa)

Dunque siamo alle solite: a parte qualche rara eccezione durante i cosiddetti “premier-time” in Parlamento - quando Meloni è costretta a rispondere ma il tutto avviene secondo binari prefissati - il format scelto da palazzo Chigi non prevede interruzioni scomode da parte degli avversari, obiezioni in tempo reale, niente rischio di quella temibile "brutta figura" che può diventare virale sui social e costare punti nei sondaggi.

Meloni può dire la sua, controllare il messaggio, gestire i tempi. E così fa, lasciando l’inseguitrice a inseguire. Perché in fondo, come insegnano i grandi strateghi militari, il miglior duello è quello che non si combatte. O almeno, quello che si combatte in orari sfalsati. In differita.

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