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L’indagine sugli appalti. Mogherini si dimette: “Favorita da Sannino”

Federica Mogherini

 

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L’ex commissaria lascia l’incarico nell’ateneo. Per la procura europea contatti con l’ambasciatore. Lui si difende: “Dato informazioni a tutti”
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Bruxelles – Federica Mogherini ha scelto di lasciare. Dopo cinque anni alla guida del College of Europe e della European Union Diplomatic Academy, al termine di una lunga riunione ha deciso di dimettersi. Troppa esposizione per il Collegio, il timore che possano essere compromessi i rapporti con il Parlamento e la Commissione, la consapevolezza che l’indagine non è ancora finita. «In linea con il massimo rigore e senso di correttezza» ha scritto in una mail allo staff dei tre campus del Collegio, quello di Bruges, Tirana e Natolin, «ho deciso di dimettermi dalla carica di rettrice del College of Europe e di direttrice della European Union Diplomatic Academy».

Mogherini è stata incerta fino all’ultimo: ha specificato che il passo indietro non è figlio di una «debolezza rispetto all’inchiesta», ma della valutazione di ciò che fosse meglio per l’istituzione. Non a caso nella riunione di ieri, con gli altri vertici del Collegio, era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di una so…

Bruxelles – Federica Mogherini ha scelto di lasciare. Dopo cinque anni alla guida del College of Europe e della European Union Diplomatic Academy, al termine di una lunga riunione ha deciso di dimettersi. Troppa esposizione per il Collegio, il timore che possano essere compromessi i rapporti con il Parlamento e la Commissione, la consapevolezza che l’indagine non è ancora finita. «In linea con il massimo rigore e senso di correttezza» ha scritto in una mail allo staff dei tre campus del Collegio, quello di Bruges, Tirana e Natolin, «ho deciso di dimettermi dalla carica di rettrice del College of Europe e di direttrice della European Union Diplomatic Academy».

Mogherini è stata incerta fino all’ultimo: ha specificato che il passo indietro non è figlio di una «debolezza rispetto all’inchiesta», ma della valutazione di ciò che fosse meglio per l’istituzione. Non a caso nella riunione di ieri, con gli altri vertici del Collegio, era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di una sospensione. Ma alla fine si è deciso per le dimissioni. «Sono certa che la comunità del College continuerà sul percorso di innovazione ed eccellenza», scrive Mogherini. E ancora: «Sono orgogliosa di ciò che abbiamo realizzato insieme».

L’ex Alto rappresentante dell’Ue è stata travolta dall’inchiesta dell’EPPO sulle presunte irregolarità nell’appalto per la nuova Accademia diplomatica. Il 2 dicembre il fermo in Belgio, insieme a due collaboratori. Rilasciata dopo un interrogatorio di oltre dieci ore, ha sostenuto che tutto fosse trasparente: «Le informazioni erano pubbliche». L’indagine resta però aperta e si potrebbe allargare. Al momento si sta concentrando sui rapporti che Mogherini aveva con l’ambasciatore Stefano Sannino, all’epoca segretario generale del Seae, il Servizio europeo per l’azione esterna, il “ministero degli Esteri” della Commissione, che aveva bandito l’appalto per la realizzazione della scuola. Appalto vinto appunto dal Collegio di Bruges guidato da Mogherini. Dagli atti risulta inequivocabilmente che ci sono stati contatti tra i due nella fase preparatoria del bando e che Bruges abbia acquistato un immobile, poi rivelatosi decisivo per l’assegnazione, prima che il bando fosse pubblicato. Su questo però sia Mogherini sia Sannino hanno risposto ai magistrati. L’ex ministra degli Esteri ha spiegato che è stato «tutto trasparente», che le procedure in questione erano pubbliche e che il Collegio si è mosso su informazioni accessibili a tutti. Sannino non ha negato di aver sentito Mogherini ma, come ha avuto poi modo di spiegare ad amici, «io ho fatto di tutto per mettere in condizione tutte le università di partecipare al bando. A tutti ho fornito ogni indicazione, anche perché l’obiettivo era semplicemente scegliere la soluzione migliore. Anzi, quando la Mogherini mi ha detto che avrebbe acquistato quel palazzo per ospitare i giovani diplomatici – ossia quella che viene considerata la prova decisiva – io le ho spiegato che non potevo darle la garanzia di vittoria. E infatti lei mi ha detto che, nel caso avesse perso, avrebbe comunque utilizzato quell’edificio come residenza per gli altri studenti». Dunque: una conferma dei contatti avvenuti, ma nessuna ammissione sulle «informazioni privilegiate» che vengono loro contestate.

Anche Sannino si è dimesso dall’incarico che ricopriva: era direttore generale per il Medio Oriente, Nord Africa e Golfo per la Commissione e ha lasciato dopo lo scandalo, andando in pensione. Ha preferito farlo – ha spiegato – perché, avendo 66 anni, avrebbe dovuto chiedere proprio adesso la proroga per un altro anno e ha scelto di evitare. È evidente che questa indagine rappresenti qualcosa di più di uno scandalo giudiziario: è diventata anche uno strumento per attaccare l’Unione europea. La portavoce del ministero degli Esteri russo ha parlato di «un piccolo pesce in un mare di corruzione». Mentre il vicesegretario di Stato Usa Christopher Landau, ha ricordato le visite di Mogherini a Cuba in difesa di «un regime».

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