BRUXELLES – L’indagine della Procura europea sui bandi del Seae, il ministero degli Esteri della Commissione, non si ferma alla gara per l’Accademia diplomatica. Nelle acquisizioni documentali sono infatti finite anche altre carte, relative ad appalti e attività svolte durante il periodo in cui Stefano Sannino era segretario generale. Si tratta di una serie di affidamenti diversi, assegnati secondo un meccanismo simile a quello del Collegio: una prima parte del bando sotto soglia, per evitare le regole più rigide delle gare d’appalto, e poi l’affidamento finale. Dall’analisi di questi documenti si capirà se l’inchiesta — che gli investigatori definiscono «molto solida» sul fronte dell’affidamento della scuola diplomatica al Collegio di Bruges — potrà estendersi.
Anche perché, nonostante ieri dalla Commissione si sia tentato di smorzare i toni, è ormai chiaro che tutto sia partito dall’interno degli uffici: una segnalazione sui contatti tra Sannino e l’ex Alto rappresentante Federica…
BRUXELLES – L’indagine della Procura europea sui bandi del Seae, il ministero degli Esteri della Commissione, non si ferma alla gara per l’Accademia diplomatica. Nelle acquisizioni documentali sono infatti finite anche altre carte, relative ad appalti e attività svolte durante il periodo in cui Stefano Sannino era segretario generale. Si tratta di una serie di affidamenti diversi, assegnati secondo un meccanismo simile a quello del Collegio: una prima parte del bando sotto soglia, per evitare le regole più rigide delle gare d’appalto, e poi l’affidamento finale. Dall’analisi di questi documenti si capirà se l’inchiesta — che gli investigatori definiscono «molto solida» sul fronte dell’affidamento della scuola diplomatica al Collegio di Bruges — potrà estendersi.
Anche perché, nonostante ieri dalla Commissione si sia tentato di smorzare i toni, è ormai chiaro che tutto sia partito dall’interno degli uffici: una segnalazione sui contatti tra Sannino e l’ex Alto rappresentante Federica Mogherini nelle settimane precedenti alla pubblicazione del bando. «Ho fatto di tutto per mettere in condizione tutte le università di partecipare», ha spiegato l’ambasciatore. «A tutti ho fornito le stesse indicazioni, perché l’obiettivo era scegliere la soluzione migliore. Quando Mogherini mi ha detto che avrebbe acquistato quel palazzo per ospitare i giovani diplomatici — ciò che oggi viene indicato come la prova decisiva — le ho chiarito che non potevo darle alcuna garanzia di vittoria. E lei mi ha risposto che, in caso di sconfitta, avrebbe comunque utilizzato l’edificio come residenza per gli studenti».
Mogherini ha ribadito come quelle informazioni fossero pubbliche, trattandosi di una procedura che la Commissione aveva solo eseguito su impulso del Parlamento. In particolare, ricostruiscono gli investigatori, la richiesta era arrivata dall’iniziativa di un parlamentare spagnolo considerato molto vicino all’allora Alto rappresentante Josep Borrell: il socialista Nacho Sanchez Amor, che all’epoca rivendicò con orgoglio il progetto pilota e che oggi non ha voluto rilasciare commenti.
È in questo contesto che si inserisce la sensazione diffusa di un regolamento dei conti tra “vecchio” e “nuovo”. Un clima reso ancora più teso dal messaggio dell’attuale Alta rappresentante, Kaja Kallas, durissimo e con una presa di distanza netta da Mogherini e Sannino — e, indirettamente, anche da Borrell. «La vasta maggioranza di voi sta svolgendo un lavoro eccellente», ha scritto, lasciando affiorare l’ombra di un gruppo che, ai suoi occhi, eccellente non sarebbe. E ancora: «L’integrità e la responsabilità possono solo migliorare sotto la mia supervisione», frase letta da molti come un giudizio sulla stagione dello spagnolo.
Passaggi tutt’altro che neutri, che non a caso hanno provocato più di un malumore dentro la Commissione. Tanto che la portavoce di Ursula von der Leyen, Paula Pinho, è intervenuta cercando di raffreddare gli animi: quello dell’Alta rappresentante, ha assicurato, era soltanto «un messaggio di sostegno». Ma gli sviluppi dell’indagine, evidentemente, segneranno i prossimi passaggi politici.