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Tajani convoca la segreteria di FI per uscire dall’angolo e lancia la campagna referendaria

Antonio Tajani apre la riunione della segreteria nazionale di Forza Italia (ansa)

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Il segretario azzurro allarga la squadra e affida a Mulè il ruolo di coordinatore della campagna. Occhiuto però lavora al suo evento del 17 dicembre
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A una settimana dal pranzo con Marina Berlusconi e quando le voci di un cambio al vertice circolano in modo incontrollato, Antonio Tajani convoca la segreteria del partito per uscire dall’angolo e riprendersi la scena. Ci sono tutti i suoi presunti rivali nella sala Colletti del palazzo dei gruppi di Montecitorio venerdì mattina. C’è Alberto Cirio, presidente del Piemonte, e c’è Roberto Occhiuto, governatore della Calabria appena rieletto a pieni voti, che al termine della riunione ha un lungo colloquio con il vicepremier azzurro.

Entrambi hanno avuto incontri riservati con la figlia del Cavaliere ma il secondo in particolare ha in programma per il 17 dicembre, a Palazzo Grazioli, luogo evocativo perché dimora romana di Silvio Berlusconi, un convegno dal titolo “In libertà”, c…

A una settimana dal pranzo con Marina Berlusconi e quando le voci di un cambio al vertice circolano in modo incontrollato, Antonio Tajani convoca la segreteria del partito per uscire dall’angolo e riprendersi la scena. Ci sono tutti i suoi presunti rivali nella sala Colletti del palazzo dei gruppi di Montecitorio venerdì mattina. C’è Alberto Cirio, presidente del Piemonte, e c’è Roberto Occhiuto, governatore della Calabria appena rieletto a pieni voti, che al termine della riunione ha un lungo colloquio con il vicepremier azzurro.

Entrambi hanno avuto incontri riservati con la figlia del Cavaliere ma il secondo in particolare ha in programma per il 17 dicembre, a Palazzo Grazioli, luogo evocativo perché dimora romana di Silvio Berlusconi, un convegno dal titolo “In libertà”, che già in tanti vedono come un evento di corrente. “Servirà a smuovere un po’ le acque”, va dicendo il presidente della Calabria nel diffondere gli inviti.

E stretto in questa morsa, Tajani prova ad allargare la squadra. Al vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, non certamente uno della sua cerchia ristretta, affida l’incarico di coordinatore della campagna referendaria. Dovrà organizzare gazebo e manifestazioni sui territori. In più, a gennaio una doppia iniziativa a Roma e Milano, e forse anche al sud, forse a Napoli, nel weekend del 24 e 25 gennaio scelto per ricordare il giorno in cui Silvio Berlusconi scese in campo.

"Abbiamo massima libertà di iniziativa. Anche un comitato di quartiere va benissimo", sorride Francesco Paolo Sisto, che fu legale di Berlusconi e oggi viceministro della Giustizia e in primissima fila per la causa.L'essenziale, per Forza Italia è muoversi in autonomia, Poco convinti del "comitatone" fortemente voluto dai meloniani, come voce unica della coalizione pro riforma, gli azzurri rivendicano il loro di comitato. La riunione in via della Scrofa di martedì scorso non è andata benissimo. Da qui la scelta di fare chiarezza, dentro e fuori il partito, con un documento approvato all'unanimità dalla segreteria. Scegliendo di mettere in grassetto alcune parole, il testo ricorda che la separazione delle carriere "rappresenta da sempre una bandiera per FI, che ne rivendica orgogliosamente la primogenitura".

E parallelamente, in un messaggio più rivolto agli alleati che all'interno, enfatizza il primato: "Siamo stati i primi a ritenere giusto che su una legge così importante si dovessero esprimere i cittadini" e per questo, "insieme agli altri partiti della maggioranza, abbiamo chiesto il referendum in Cassazione". Tajani quindi incarica Mulè di coordinare il partito in questa 'sfida madre', affiancato dai parlamentari Enrico Costa e Pierantonio Zanettin. Parte così una campagna elettorale di partito che coinvolgerà esponenti della società civile disponibili a promuovere comitati cittadini per il sì tenendo nello stesso tempo anche la dovuta distanza dagli alleati.

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