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Lite sull’antisemitismo. La destra apre a Delrio: “Troviamo un’intesa”

(ansa)

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Gasparri: “Ho parlato con il senatore dem”. La replica: “Non strumentalizzate”. Intanto il Pd lavora a un nuovo testo
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Adesso il centrodestra vuole accelerare. «In vista del 27 gennaio, Giorno della Memoria, chiederemo di calendarizzare al più presto tutti i disegni di legge contro l’antisemitismo». Tra questi il testo presentato dal senatore del Pd, Graziano Delrio. Ecco la mossa studiata dal presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, per insinuarsi nelle ferite degli avversari. Il Pd infatti sta facendo i conti con la proposta sottoscritta dai riformisti dem e disconosciuta dai vertici.

Quindi Gasparri gira il coltello nella piaga e annuncia prove di dialogo: «Ho parlato con Delrio, abbiamo intenzione di trovare dei punti d’intesa. Solo così potremo smascherare gli antisemiti, vittime della sindrome pro-Pal. Se il Pd non vuole approvare la legge, sapremo chi è antisemita e chi no».

Delrio, che vede i suoi colleghi dem prendere le distanze dal suo disegno di legge e quelli della maggioranza esprimergli invece solidarietà, risponde al telefono e ridimensiona le parole del forzista…

Adesso il centrodestra vuole accelerare. «In vista del 27 gennaio, Giorno della Memoria, chiederemo di calendarizzare al più presto tutti i disegni di legge contro l’antisemitismo». Tra questi il testo presentato dal senatore del Pd, Graziano Delrio. Ecco la mossa studiata dal presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, per insinuarsi nelle ferite degli avversari. Il Pd infatti sta facendo i conti con la proposta sottoscritta dai riformisti dem e disconosciuta dai vertici.

Quindi Gasparri gira il coltello nella piaga e annuncia prove di dialogo: «Ho parlato con Delrio, abbiamo intenzione di trovare dei punti d’intesa. Solo così potremo smascherare gli antisemiti, vittime della sindrome pro-Pal. Se il Pd non vuole approvare la legge, sapremo chi è antisemita e chi no».

Delrio, che vede i suoi colleghi dem prendere le distanze dal suo disegno di legge e quelli della maggioranza esprimergli invece solidarietà, risponde al telefono e ridimensiona le parole del forzista: «Lo scambio avuto con Gasparri fa parte delle normali interlocuzioni che si hanno nei corridoi tra chi presenta diversi progetti di legge. Cerchiamo di essere seri. Senza strumentalizzazioni si avvii un confronto all’interno dei partiti e fra i partiti nelle sedi opportune». Per adesso il senatore Pd non ha alcuna intenzione di ritirare il suo disegno di legge nonostante le riserve del Nazareno, che nel frattempo, con il capogruppo in commissione Affari costituzionali del Senato Andrea Giorgis, sta lavorando per presentare un altro testo. Il nodo alla base dello scontro è nella definizione di antisemitismo. Il ddl Delrio richiama quella data dall’Ihra, l’International Holocaust Remembrance Alliance, e che era stata recepita anche in una delibera del Consiglio dei ministri del 17 gennaio 2020, quando il Pd era al governo.

Nello specifico, anche se nel testo non vengono forniti esempi, sul sito dell’Ihra si legge che sarebbe antisemitismo «sostenere che l’esistenza dello Stato d’Israele sia un’espressione di razzismo», «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti» o «applicare nei confronti di Israele due pesi e due misure chiedendo un comportamento non richiesto a nessun altro Stato democratico». Chiunque dovesse scrivere contenuti che sono in qualche modo riconducibili a queste categorie sarebbe bandito dai social. Il disegno di legge, al contrario di quello di Gasparri, non prevede multe o sanzioni, ma dà una delega al governo per rafforzare i controlli, già previsti dalla legge, sulle piattaforme online.

La formula utilizzata nella proposta dei riformisti è stata criticata, oltreché dal Pd, anche da un gruppo di studiosi e scrittori. In un appello spiegano che in questo modo si rischia di «equiparare qualsiasi critica politica a Israele all’antisemitismo». Come a dire: si rischierebbe di bollare per antisemitismo anche la condanna a ciò che sta avvenendo a Gaza.

Sullo sfondo, dietro il disegno di legge di Delrio, nel Pd c’è chi vede una battaglia di posizionamento tra correnti in vista dell’assemblea dem convocata il 14 dicembre. È un braccio di ferro, una prova di forza dei riformisti dem. Il centrodestra, non a caso, c’è saltato sopra con esponenti di FdI e Lega che si sono uniti a Gasparri pressando il Pd e dando solidarietà al senatore: «Il Pd ha paura dei pro-Pal». Ma è il diretto interessato a chiedere di non strumentalizzare la vicenda.

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