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Meloni sente Zelensky: “Sostegno al piano Usa”. Il leader presto a Roma

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni

 

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Telefonata della premier che oggi non sarà al vertice di Londra Domani o mercoledì la visita. Il presidente ucraino: vi sono grato
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ROMA – L’appuntamento è per oggi, a Londra. Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz — il formato E3 — si riuniranno nel Regno Unito con Volodymyr Zelensky. I big Ue hanno deciso di non coinvolgere Giorgia Meloni (che sarà però contattata subito dopo, in una video-call dei quattro con gli altri membri del “formato di Washington”). Non è dunque un caso se proprio ieri la premier abbia voluto sentire il presidente ucraino. E lo abbia invitato a Roma, per una visita che si terrà martedì pomeriggio o, al più tardi, mercoledì.

Sono schermaglie diplomatiche, ma raccontano di una distanza tra alleati europei. Nell’ottica dei tre europei pesa la scelta della presidente del Consiglio di mantenersi molto cauta con Donald Trump, nonostante gli schiaffi che contin…

ROMA – L’appuntamento è per oggi, a Londra. Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz — il formato E3 — si riuniranno nel Regno Unito con Volodymyr Zelensky. I big Ue hanno deciso di non coinvolgere Giorgia Meloni (che sarà però contattata subito dopo, in una video-call dei quattro con gli altri membri del “formato di Washington”). Non è dunque un caso se proprio ieri la premier abbia voluto sentire il presidente ucraino. E lo abbia invitato a Roma, per una visita che si terrà martedì pomeriggio o, al più tardi, mercoledì.

Sono schermaglie diplomatiche, ma raccontano di una distanza tra alleati europei. Nell’ottica dei tre europei pesa la scelta della presidente del Consiglio di mantenersi molto cauta con Donald Trump, nonostante gli schiaffi che continua a riservare a Zelensky e a chi, in Europa, lo sostiene. Pesa pure, però, la tensione generata dal documento sulla Strategia Usa, diffuso dalla Casa Bianca, assai sprezzante verso il vecchio continente. Per bilanciare l’attivismo dei “volenterosi”, ma seguendo la linea decisa da tempo di non polemizzare su questo terreno con i partner, Meloni sceglie di invitare l’ucraino nella Capitale: volerà in Italia subito dopo una visita a Bruxelles, in agenda per domani.

Esiste però un punto su cui la presidente del Consiglio non modifica la propria posizione, almeno ufficialmente: il sostegno alla mediazione del tycoon per risolvere il conflitto. Ecco perché esprime «sostegno al processo negoziale in corso e all’impegno degli Stati Uniti per individuare un percorso che possa condurre a una pace giusta e duratura».

Sono ore delicate, in cui il posizionamento di Washington sembra sbilanciato a favore di Mosca. Per rassicurare Zelensky, quindi, Meloni accompagna l’apprezzamento per il ruolo di Trump a parole aspre dedicate al Cremlino. Ribadisce la propria «solidarietà» per la «nuova serie di attacchi indiscriminati russi contro obiettivi civili ucraini» e chiede a Putin di cambiare atteggiamento, accettando di sedere in «buona fede al tavolo negoziale», al pari di Kiev. Durante il colloquio, anticipa anche «l’invio di forniture di emergenza a sostegno delle infrastrutture energetiche e della popolazione». Sono i generatori forniti da aziende italiane che verranno spediti in Ucraina «già nelle prossime settimane». Un impegno apprezzato dal diretto interessato: «Sono grato all’Italia per la grande attenzione prestata agli sforzi diplomatici — scrive su X — e per il sostegno alle nostre infrastrutture energetiche».

Infine: nei prossimi giorni è in programma anche un altro appuntamento tra alleati europei, questa volta con Roma. Il ministro della Difesa Guido Crosetto parteciperà giovedì a una video-call con gli omologhi di Francia, Regno Unito e Germania, centrata sul futuro della Nato. Al tavolo anche il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius e l’alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas.

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