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Zan: “L’Italia con il governo Meloni sta tornando indietro sui diritti”

Alessandro Zan 

 

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Domani l’Europarlamento celebra i 25 anni della Carta di Nizza. L’allarme dell’esponente dem: “Abbiamo al potere un governo che vuole comandare, non governare, e lo fa, sul modello Orban”
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Alessandro Zan, domani al Parlamento europeo ci sarà l'evento "25 anni della Carta dei diritti fondamentali dell'UE" che lei ha organizzato. È anche relatore del "progetto di Relazione Zan" sull'attuazione della Carta ora in fase di negoziazione. Di cosa si tratta?

“È una relazione chiave affinché il Parlamento europeo rimanga garante dei diritti fondamentali e della Carta. Vuole che la Carta non si occupi solo delle leggi europee, vogliamo che i diritti siano applicati in tutti gli Stati senza zone grigie come ci sono oggi”.

A cosa si riferisce?

“In Europa noi vogliamo potenziarla e renderla una vera e propria Costituzione europea, continuando il processo di integrazione dove ciascun Paese cede un po’ di sovranità per darla all’Ue. E poi ci sono i sovranisti che vogliono indebolire l’Europa, lasciare il progetto di integrazione a metà così com’è dicendo che il primato è dei singoli Stati membri. Quindi bloccano quelle riforme o quelle leggi che fanno sì che i cittadini siano uguali, …

Alessandro Zan, domani al Parlamento europeo ci sarà l'evento "25 anni della Carta dei diritti fondamentali dell'UE" che lei ha organizzato. È anche relatore del "progetto di Relazione Zan" sull'attuazione della Carta ora in fase di negoziazione. Di cosa si tratta?

“È una relazione chiave affinché il Parlamento europeo rimanga garante dei diritti fondamentali e della Carta. Vuole che la Carta non si occupi solo delle leggi europee, vogliamo che i diritti siano applicati in tutti gli Stati senza zone grigie come ci sono oggi”.

A cosa si riferisce?

“In Europa noi vogliamo potenziarla e renderla una vera e propria Costituzione europea, continuando il processo di integrazione dove ciascun Paese cede un po’ di sovranità per darla all’Ue. E poi ci sono i sovranisti che vogliono indebolire l’Europa, lasciare il progetto di integrazione a metà così com’è dicendo che il primato è dei singoli Stati membri. Quindi bloccano quelle riforme o quelle leggi che fanno sì che i cittadini siano uguali, abbiano le stesse opportunità e gli stessi diritti. Come stanno facendo con il regolamento sulla genitorialità”.

Quali sono le ripercussioni, per esempio?

“Il regolamento dice che se, per esempio, una famiglia francese attraversa la frontiera e arriva in Italia deve mantenere gli stessi diritti, invece succede che un bambino di una famiglia arcobaleno alla frontiera perde un genitore”.

Qual è quindi l’obiettivo dell’incontro?

“Il Parlamento celebra i 25 anni della Carta di Nizza, che con il trattato di Lisbona ha assunto appunto il rango di trattato, vale a dire che deve essere applicata e rispettata ogni volta che si applica una legge europea in Europa, tra cui regolamenti e direttive. È stato organizzato questo evento per aprire una riflessione sull'attuazione della Carta 25 anni dopo e per lavorare per darle più forza. La Carta dei diritti fondamentali rappresenta un pilastro dell'Unione europea ma il suo valore si misura nella capacità di garantire gli stessi diritti a tutte e a tutti, in ogni Stato membro e a volte non è così. L'Europa deve usare la Carta come bussola per difendere la dignità, la libertà e l'uguaglianza, soprattutto in un momento in cui questi principi sono in pericolo".

In che condizioni si trova l’Italia in tema di diritti?

“I dati ufficiali della Commissione europea, del Consiglio d'Europa, del Parlamento, di organizzazioni autorevoli come Amnesty o Liberties, ci restituiscono un quadro allarmante: in Italia il governo Meloni sta cancellando i diritti. Stiamo tornando indietro per quanto riguarda le libertà di stampa, di manifestazione, l'uguaglianza, la non discriminazione, e più in generale la separazione dei poteri. Abbiamo al potere un governo che vuole comandare, non governare, e lo fa, sul modello Orban, attaccando, un pezzo alla volta, i diritti specifici dei cittadini e poi restringendo gli spazi democratici di tutte e tutti noi. Sulla base dei dati emersi, la Commissione LIBE che si occupa di Stato di diritto in Europa e di cui sono vicepresidente aveva approvato una missione in Italia proprio per verificare lo Stato di diritto nel nostro Paese. Ma all’ultimo le destre in Europa l’hanno bloccata. Evidentemente Giorgia Meloni ha paura che si ficchi il naso dove sa benissimo che emergerebbero criticità evidenti".

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