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Paesi sicuri, arriva la stretta sulle Ong: “Vogliono criminalizzare la solidarietà”

(ansa)

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“Il nuovo approccio”, così come definito da Piantedosi, fa immaginare una nuova stagione di pugno duro nei confronti delle organizzazioni umanitarie e questa volta con il sostegno della Germania
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"Un nuovo approccio verso le Ong" lo definisce il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che ieri a Bruxelles, a margine dei lavori del Consiglio Ue che hanno portato all'approvazione di una proposta condivisa a maggioranza per una stretta sulla gestione dei flussi migratori, ha tenuto a far sapere di aver concordato con la Germania un comune atteggiamento da tenere nei confronti delle organizzazioni umanitarie.

Rispolverando addirittura il concetto di pull factoring (fattore di attrazione) abbandonato ormai da tempo visto che decine di statistiche consolidate hanno sempre smentito che la presenza di navi umanitarie nel Mediterraneo incoraggi le partenze di barche di migranti.

La sortita di Piantedosi fa dunque immaginare una nuova stagione di pugno duro nei confronti delle Ong e questa volta con il sostegno della Germania, Paese dal quale (a vario titolo, dai Land alla Chiesa) arrivano i maggiori finanziamenti alle missioni umanitarie in mare.

"Con la Germania - ha detto Piantedosi …

"Un nuovo approccio verso le Ong" lo definisce il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che ieri a Bruxelles, a margine dei lavori del Consiglio Ue che hanno portato all'approvazione di una proposta condivisa a maggioranza per una stretta sulla gestione dei flussi migratori, ha tenuto a far sapere di aver concordato con la Germania un comune atteggiamento da tenere nei confronti delle organizzazioni umanitarie.

Rispolverando addirittura il concetto di pull factoring (fattore di attrazione) abbandonato ormai da tempo visto che decine di statistiche consolidate hanno sempre smentito che la presenza di navi umanitarie nel Mediterraneo incoraggi le partenze di barche di migranti.

La sortita di Piantedosi fa dunque immaginare una nuova stagione di pugno duro nei confronti delle Ong e questa volta con il sostegno della Germania, Paese dal quale (a vario titolo, dai Land alla Chiesa) arrivano i maggiori finanziamenti alle missioni umanitarie in mare.

"Con la Germania - ha detto Piantedosi nel rivendicare il successo della linea italiana nella politica europea - abbiamo condiviso un nuovo approccio verso le Ong che abbiamo convenuto costituire spesso un fattore di pull factor per i flussi migratori irregolari. Si tratta di una visione non certo favorevole. Anche su questo l'Italia porta anche gli altri Paesi sulle proprie posizioni".

Parole a cui risponde la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi: "Il rilancio del “pull factor” da parte di Piantedosi, spalleggiato dalla Germania, è l’anticipo di una nuova stagione di ostilità contro le Ong, bersaglio politico funzionale a una transizione verso uno stato tecnocratico di polizia. Accusare chi salva vite permette di normalizzare controlli più invasivi, tecnologie di sorveglianza e misure restrittive pensate per "disciplinare" – leggasi "ostacolare" - il soccorso civile. Il mito del pull factor serve a legittimare un sistema che privilegia deterrenza e repressione sui diritti, normalizzando la criminalizzazione della solidarietà".

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