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Stefani accelera, Fico prende il via, Decaro in stallo. Veneto, Campania e Puglia: la situazione

Antonio Decaro, Alberto Stefani, Roberto Fico 

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Ecco qual è lo stato dell’arte nella formazione delle giunte nelle tre regioni dove si è votato recentemente
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Il Veneto accelera, la Campania scalda i motori, la Puglia è ferma al palo. A quasi tre settimane dalle elezioni ecco qual è lo stato dell’arte nella formazione delle giunte nelle tre regioni dove si è votato. Con il totonomi di esponente, più o meno noti, che continua a caratterizzare questi giorni di attesa.

Come detto, chi non ha perso tempo è stato il neopresidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che proprio ieri ha comunicato la scelta di optare per Palazzo Balbi, lasciando quindi lo scranno di Montecitorio. Già giovedì o venerdì il leghista potrebbe dunque presentare la sua squadra. Con Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, forte delle 200mila preferenze ottenute, il governo di coalizione Lega-FdI-FI vedrà all’assessorato per le imprese Massimo Bitonci, attuale sottosegretario al Mimit, che dovrebbe lasciare l'esecutivo per volare in Veneto. Al partito di Matteo Salvini andrebbero poi il Turismo, con il pole Francesco Calzavara, l'assessorato al Sociale e le Infr…

Il Veneto accelera, la Campania scalda i motori, la Puglia è ferma al palo. A quasi tre settimane dalle elezioni ecco qual è lo stato dell’arte nella formazione delle giunte nelle tre regioni dove si è votato. Con il totonomi di esponente, più o meno noti, che continua a caratterizzare questi giorni di attesa.

Come detto, chi non ha perso tempo è stato il neopresidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che proprio ieri ha comunicato la scelta di optare per Palazzo Balbi, lasciando quindi lo scranno di Montecitorio. Già giovedì o venerdì il leghista potrebbe dunque presentare la sua squadra. Con Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, forte delle 200mila preferenze ottenute, il governo di coalizione Lega-FdI-FI vedrà all’assessorato per le imprese Massimo Bitonci, attuale sottosegretario al Mimit, che dovrebbe lasciare l'esecutivo per volare in Veneto. Al partito di Matteo Salvini andrebbero poi il Turismo, con il pole Francesco Calzavara, l'assessorato al Sociale e le Infrastrutture, poltrone per le quali si fanno i nomi degli eletti Sonia Brescacin, Paola Roma, sindaco di Ponte di Piave e del vicentino Marco Zecchinato. Attesa per il nome invece dell'assessorato alla Sanità, che potrebbe vedere Fratelli d'Italia esprimere un tecnico, per gestire il delicato settore, al centro della campagna elettorale.

In Campania ieri Roberto Fico è stato proclamato nuovo governatore, chiudendo definitivamente l’era De Luca. Nessun passaggio di consegne tra i due, ma solo una telefonata “molto cordiale” con “gli auguri di buon lavoro” da parte dell’uscente. In quanto ai tempi per la nuova giunta, "non ci siamo dati un termine", ha detto Fico. Tuttavia i lavori sono partiti e la deadline dovrebbe attestarsi a prima di Natale. Non mancano i punti fermi: non ci saranno assessori tra i consiglieri regionali, ma solo dieci volti nuovi. Automatica l’esclusione di Pellegrino Mastella, nonostante i quasi 14mila voti presi a Benevento, conseguente l’ira del padre Clemente: “La gente ci sta chiamando incazzata”. Probabile inoltre che lo stesso Fico si tenga la delega pesante sulla sanità. Altra regola: non possono essere assessori neanche i candidati non eletti. È il caso di Armando Cesaro, primo dei non eletti (Casa riformista di Renzi) e figlio di Luigi, il politico campano incappato in diverse inchieste. In generale il nodo da sciogliere è con i partiti della coalizione, a partire dal Pd, che ha ottenuto più voti e che potrà contare su tre nomi da portare in giunta. In Avs, a livello locale, c’è tensione sul nome del verde Francesco Borrelli, non molto gradito da Sinistra italiana. In quota lista Fico restano alte le quotazioni della parlamentare grillina, Gilda Sportiello.

In Puglia invece la giunta è in alto mare. È slittata ancora la proclamazione degli eletti, compresa quella del neopresidente Antonio Decaro che almeno dovrebbe arrivare a giorni. Per i 50 consiglieri regionali, invece, bisognerà aspettare ancora. Il ritardo è dovuto al complicato meccanismo di assegnazione dei seggi, previsto dalla legge elettorale pugliese, che comporterà una serie di ricorsi. Il responso non si conoscerà prima di Natale. Ecco dunque che Decaro non ha nessuna fretta di convocare i partiti. La legge regionale lo pone in una condizione praticamente opposta a quella del suo omologo campano: dei dieci assessori previsti, potrà nominarne solo due esterni ai consiglieri eletti. Dei due esterni, uno lo ha prenotato Michele Emiliano. Il governatore uscente ha escluso un suo ritorno in magistratura: “Sarei una specie di orso al lunapark”, le sue parole.

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