Ucraina, Conte spiazza il centrosinistra: “L’Ue ha fallito, trattino gli Usa”
di Gabriella CeramiLa conferenza stampa convocata dal Movimento 5 Stelle sulla violenza in rete è appena terminata quando Giuseppe Conte, conversando con i giornalisti, cambia registro e spiazza il campo largo dicendo che l’Europa ha fallito, che l’unica proposta in campo è quella degli Usa e quindi a loro vanno lasciate le redini dei negoziati per arrivare alla pace in Ucraina.
Parole dirompenti che in molti associano a quelle della Lega e che il presidente M5S pronuncia a Montecitorio, non distante dall’Aula dove si trovano i suoi alleati che poco dopo, sbalorditi, iniziano a compulsare le agenzie.
Nessuna sfumatura nel ragionamento di Conte: «Il governo italiano, insieme ai governi europei, ha fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia» a «colpi di invii di armi e di spese militari». E poi ancora: «L’Europa è completamente disorientata. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti».
La posizione di Conte irrompe nel dibattito sul destino di…
La conferenza stampa convocata dal Movimento 5 Stelle sulla violenza in rete è appena terminata quando Giuseppe Conte, conversando con i giornalisti, cambia registro e spiazza il campo largo dicendo che l’Europa ha fallito, che l’unica proposta in campo è quella degli Usa e quindi a loro vanno lasciate le redini dei negoziati per arrivare alla pace in Ucraina.
Parole dirompenti che in molti associano a quelle della Lega e che il presidente M5S pronuncia a Montecitorio, non distante dall’Aula dove si trovano i suoi alleati che poco dopo, sbalorditi, iniziano a compulsare le agenzie.
Nessuna sfumatura nel ragionamento di Conte: «Il governo italiano, insieme ai governi europei, ha fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia» a «colpi di invii di armi e di spese militari». E poi ancora: «L’Europa è completamente disorientata. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti».
La posizione di Conte irrompe nel dibattito sul destino di Kiev a pochi giorni dal nuovo decreto che il governo, non senza divisioni interne, si appresta a varare per un nuovo round di aiuti. Dal centrosinistra – soprattutto dai riformisti dem – arriva una pioggia di critiche all’ex premier che, anziché correggere il tiro o ammorbidire i toni, rilancia dando dei «farisei» a quelle «anime belle» che si «meravigliano» delle sue dichiarazioni. A loro dice che «se hanno soluzioni alternative si facciano avanti e la smettano con le chiacchiere».
La segretaria del Pd Elly Schlein preferisce non intervenire lasciando al responsabile Esteri il compito di ribattere. «L’Italia stia con l’Europa», precisa Giuseppe Provenzano prendendo le distanze da Conte e ricordando che «oggi è l’Ue che sta ponendo ai tavoli negoziali le ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale». E «l’Italia è lì che deve stare per una pace giusta e duratura».
Tra i primi a reagire c’è il segretario di +Europa Riccardo Magi bollando come «inaccettabili e irresponsabili le parole di Conte». Usa l’ironia l’eurodeputato Pd Giorgio Gori: «Ma sì, lasciamo che sia Trump a condurre il negoziato, e noi stiamone fuori! Facciamo anzi che siano i russi a fissare direttamente le condizioni, così evitiamo di perderci del tempo». E il senatore dem Filippo Sensi, della corrente riformista, aggiunge: «Ho letto una nota su Europa, Trump e Ucraina che pensavo fosse di Vannacci. Sbagliavo...». Sempre dei riformisti il senatore Graziano Delrio sostiene che «l’Europa non può e non deve rinunciare a giocare un ruolo per la pace in Ucraina, perché l’Europa è Europa. Il sostegno deve continuare forte e chiaro».
Anche Avs con il leader Angelo Bonelli dice di non condividere l’idea di Conte del «lasciamo fare a Trump». Ma l’Europa «deve modificare la sua posizione affinché sia più negoziale». Il leader di Italia viva Matteo Renzi mette in guardia: «La sfida non è attaccare Trump ma cambiare Bruxelles fino in fondo». Mentre il leader di Azione Carlo Calenda è netto nel giudizio sul presidente M5S: «Conte-Salvini era decisamente una coppia naturale». E al termine di una giornata in cui questo parallelismo si rincorre, a Rainews24 l’ex premier, ricordando quando era al governo con la Lega, dice di riconoscere a Salvini «una grande abilità comunicativa». Gli alleati del campo largo sono ancora più in allarme.