Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria Alberto Barachini convoca i vertici di Gedi e i comitati di redazione de la Stampa e la Repubblica in relazione alla ventilata cessione delle due testate del gruppo. Lo annuncia una nota arrivata nella tarda mattinata, dopo che in Aula alla Camera le opposizioni avevano chiesto al governo di riferire al Parlamento sulla vicenda. L'incontro, fa sapere il governo, si terrà domani.
Domenica un portavoce dell’azienda editoriale, che fa capo alla holding Exor, di John Elkann, ha fatto sapere che è in corso una trattativa in esclusiva con il gruppo greco Antenna, guidato da Theodore Kyriakou, confermando le indiscrezioni che erano circolate negli ultimi mesi. Una dichiarazione volta a negare, proprio in virtù dell’esclusiva con Antenna, che avessero fondamento le voci di una trattativa parallela con Lmdv, la holding di Leonardo Maria Del Vecchio.
Le rappresentanze sindacali delle testate del gruppo hanno reagito denunciando la mancanza di trasparenza di Gedi e hanno indetto assemblee sindacali per discutere del futuro delle redazioni. La Stampa oggi non è stata in edicola, per l’iniziativa dei giornalisti, riuniti in assemblea permanente mercoledì sera. La richiesta all’azienda è avere garanzie sul futuro sia dal punto di vista della linea editoriale, sia da quello dell’occupazione.
Dopo le notizie degli ultimi giorni le opposizioni hanno deciso di chiedere al governo di riferire in Aula sulla vicenda, anche in virtù del fatto che la proprietà del gruppo finirebbe a un soggetto non italiano. L’agenzia Bloomberg ha intanto rivelato che Antenna sta valutando almeno tre target in Italia.
Schlein: “In gioco un presidio di democrazia”
La segretaria del Pd, Elly Schlein commenta: “Le informazioni che circolano sulla vendita del gruppo Gedi sono allarmanti. Le preoccupazioni espresse dai Comitati di redazione sono anche nostre. Dopo anni di scelte finanziarie che hanno progressivamente indebolito l’azienda, si arriva oggi alla cessione a un soggetto straniero che non offre garanzie su occupazione, prospettive future, qualità e pluralismo dell’informazione".
La leader dem prosegue: “Siamo estremamente preoccupati dai rischi di indebolimento o addirittura di smantellamento di un presidio fondamentale della democrazia, fondato su testate che hanno segnato la storia del giornalismo italiano e che rappresentano un patrimonio unico anche per il radicamento territoriale”.
“Non è possibile restare in silenzio di fronte a tutto questo – afferma la leader del Pd –. Non ci sono certezze sulle intenzioni del potenziale acquirente. Le richieste delle redazioni non hanno ricevuto risposta: servono garanzie occupazionali per il futuro dei dipendenti del gruppo e serve assicurare i principi costituzionali di pluralismo dell’informazione e di libertà di stampa. Sono principi cardine della nostra democrazia. Per questo siamo al fianco dei giornalisti e sosterremo ogni iniziativa volta a mantenere alta l’attenzione e ottenere chiarimenti su una vicenda che tocca direttamente la salute del sistema democratico. In gioco non c’è solo un gruppo editoriale, ma un patrimonio storico e civile del Paese”.
Per il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia “il governo italiano non può restare silente e fermo. Palazzo Chigi deve assumere un'iniziativa immediata di fronte a quella che appare come una vera e propria dismissione di un patrimonio della democrazia italiana, un gruppo editoriale che ha segnato la storia del nostro giornalismo e rappresenta un presidio essenziale del pluralismo". Per questo, continua Boccia, “c’è da chiedersi se, di fronte a una delle più grandi aziende editoriali italiane, che rischia di essere ceduta senza garanzie a un soggetto estero con soci di varia entità e origine, non sia necessario valutare seriamente lo strumento del Golden Power, verificandone con rigore la piena coerenza normativa”.
M5S: “Chiediamo trasparenza”
Sulla stessa linea anche M5S, con la deputata Chiara Appendino: "Solidarietà alla comunità del gruppo che sta vivendo un momento difficile. Chiediamo trasparenza, siamo preoccupati". "Servono garanzie concrete e immediate e il governo non può chiamarsi fuori, anche alla luce dei retroscena che chiamano in causa Giorgia Meloni e i suoi "abboccamenti" con l'editore Kyriakou. Al Paese serve un sistema editoriale solido, autonomo e capace di guardare al futuro, non un terreno di scambio tra investitori e gruppi economici", dichiarano gli esponenti M5S in commissione cultura.
Avs: “A rischio il pluralismo, garantire i lavoratori”
Angelo Bonelli di Avs attacca: "La vendita de La Repubblica, La Stampa, Huffington, delle radio e dei siti web connessi all'armatore greco Kyriakou è un fatto che desta profonda preoccupazione anche per la qualità della nostra democrazia".
Sulla vicenda interviene anche Nicola Fratoianni: “In pochi anni il gruppo Gedi è stato spolpato e smembrato in nome di operazioni finanziarie: e i risultati, per quanto riguarda ad esempio il settore dei giornali locali, sono sotto gli occhi di tutti. Ora la proprietà Elkann sta procedendo alla liquidazione degli ultimi asset di valore ad un gruppo straniero, di cui non si conoscono le intenzioni, senza garanzie per la tutela dell'occupazione, né per garantire un'informazione libera e di qualità".
Sempre per Avs, Elisabetta Piccolotti spiega: “È impensabile che non vi sia un dibattito in Parlamento teso a fare chiarezza in merito alla qualità e alle intenzioni dell'eventuale compratore greco”.
Magi (+ Europa): “Governo riferisca”
Anche il segretario di + Europa Riccardo Magi chiede al governo di intervenire in parlamento: "La vendita di Repubblica e La Stampa e del resto delle testate del gruppo Gedi non è solo una crisi industriale dell'editoria ma investe direttamente il diritto costituzionale della libertà di stampa, della pluralità di informazione e del diritto dei cittadini ad essere informati. Alle giornaliste e ai giornalisti delle testate del Gruppo Gedi va la nostra solidarietà e il nostro sostegno in una battaglia che riguarda non solo la tutela dei posti di lavoro ma anche la difesa di un presidio democratico che oggi è più importante che mai. Visto che il governo sembra essere direttamente coinvolto in questa trattativa è necessario che venga in aula a riferire tramite il sottosegretario all'Editoria Barachini".
Azione chiede interrogazione alla ministra Calderone
Sulla vicenda, Azione depositerà una interrogazione alla ministra del Lavoro Calderone. Particolare attenzione sarà rivolta alla tutela dei livelli occupazionali delle testate del gruppo, alla difesa delle redazioni locali e alle prospettive del progetto industriale dell'eventuale acquirente.
La Russa: “Disposto a fare da intermediario”
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante il tradizionale scambio di auguri con la stampa parlamentare: “Le proprietà hanno diritto a cambiare, vendere, cedere, ma non hanno diritto di imporre linee di condotta univoche alla redazione. Le vostre preoccupazioni le capisco e sono a disposizione anche come intermediario perché abbiate soddisfazione nelle risposte che attendete".
Lega: "Cessione è un'opportunità di pluralismo”
"La trattativa sulla cessione dell'ex Gruppo Espresso è un'occasione da cogliere per aprire finalmente una stagione di maggiore pluralismo e concorrenza ma può essere anche il segnale del definitivo trasloco degli Elkann dall'Italia con tutte le conseguenze del caso – commenta il senatore della Lega, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli – Restando al comparto editoria, che da anni affronta una crisi strutturale, la prospettiva di un nuovo assetto proprietario, capace di introdurre energie fresche e visioni meno condizionate da storiche impostazioni di parte, può rappresentare un'opportunità concreta per rafforzare la concorrenza, ampliare il pluralismo e rilanciare la capacità di investimento del sistema editoriale”. E FdI con il deputato Paolo Pulciani aggiunge: “È importante che, nell'eventuale cessione del gruppo, siano garantite la tutela dei lavoratori e il pluralismo. Allo stesso tempo, potrebbe rivelarsi un'opportunità significativa per riavere due testate autorevoli impegnate a raccontare le dinamiche del comparto automotive in Italia, di Stellantis, dei suoi stabilimenti produttivi, a partire dallo storico impianto di Cassino, dopo anni in cui si è percepita una certa timidezza e un evidente imbarazzo nell'affrontare tali vicende”.
Il ministro Zangrillo: “Seguo gli sviluppi”
Interviene il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo: “La Stampa e La Repubblica sono un patrimonio storico dell'informazione e della cultura del nostro Paese – dice – Seguo con grande attenzione i nuovi possibili assetti di Gedi, il futuro dei suoi giornalisti e di tutti i lavoratori del gruppo. La stampa deve continuare ad avere proprietà trasparenti e solide, capaci di garantire ancora quella libertà di informazione che è storicamente uno dei capisaldi della nostra Repubblica. Per questo considero necessario che, nel caso di un passaggio di proprietà, siano illustrati piano industriale e conseguenti garanzie occupazionali", conclude il ministro.