Carceri, La Russa insiste: "Prendo schiaffi, ma ampliamo domiciliari". E chiede la Lombardia per FdI
di Gabriella Cerami“Nessuno può pretendere che il candidato alla presidenza della Lombardia non sia di Fratelli d’Italia”. “Allarghiamo il criterio degli arresti domiciliari”. Politica interna e politica internazionale. Ma anche questioni di partito e diatribe tra gli alleati, e soprattutto un ritorno sull’emergenza carceraria. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, risponde alle domande della stampa parlamentare in occasione dello scambio di auguri di Natale.
Sulla futura amministrazione della regione Lombardia "il problema non è che deve andare per forza a Fratelli d'Italia ma che nessuno può pretendere che non vada a FdI. Non si può cominciare a discutere dicendo di no. Quindi io inverto il problema, può essere un civico, un politico, l'importante è che sia una situazione aperta", dice la seconda carica dello Stato intervenendo su una questione che tiene banco nel centrodestra dopo la tornata elettorale che si è da poco conclusa.
La Russa, che poche settimane fa aveva proposto un mini indulto pe…
“Nessuno può pretendere che il candidato alla presidenza della Lombardia non sia di Fratelli d’Italia”. “Allarghiamo il criterio degli arresti domiciliari”. Politica interna e politica internazionale. Ma anche questioni di partito e diatribe tra gli alleati, e soprattutto un ritorno sull’emergenza carceraria. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, risponde alle domande della stampa parlamentare in occasione dello scambio di auguri di Natale.
Sulla futura amministrazione della regione Lombardia "il problema non è che deve andare per forza a Fratelli d'Italia ma che nessuno può pretendere che non vada a FdI. Non si può cominciare a discutere dicendo di no. Quindi io inverto il problema, può essere un civico, un politico, l'importante è che sia una situazione aperta", dice la seconda carica dello Stato intervenendo su una questione che tiene banco nel centrodestra dopo la tornata elettorale che si è da poco conclusa.
La Russa, che poche settimane fa aveva proposto un mini indulto per far trascorrere il Natale in famiglia a chi uscirebbe dal carcere a febbraio, lancia una nuova idea dopo la precedente che è stata bocciata dagli alleati. "Io ne prendo atto, il governo nella sua autonomia ha ritenuto di non poter fare un mini mini mini" indulto ma “ci sono altre vie. Faccio un'altra proposta, così subito mi dicono di no, tra venti minuti, ma non mi sono fermato. Non pretendo di convincere nessuno ma neanche di dovere completamente chinare la testa nella sabbia. Un'altra strada è: facciamo una norma che semplifichi la concessione degli arresti domiciliari o allarghiamo il criterio degli arresti domiciliari subito".
Quanto alla prossima riforma costituzionale, quella sul premierato, nella legge elettorale “io farei il ballottaggio anche se ci fosse un distacco minimo tra i due vincitori, inferiore a un punto, anche se viene superato il limite previsto per il premio di maggioranza, il 40% o quello che è".
Quando un cronista legge le parole di Matteo Salvini sul no agli aiuti a Kiev, La Russa ironico domanda: "Ma è Conte a parlare?". Poi precisa: "La cosa tipica del centrodestra è che trova sempre la sintesi. Quindi se Salvini ha detto 'Non tolgo soldi alla sanità per la guerra in Ucraina', la Meloni ha detto: 'Stai tranquillo che non viene tolto un euro alla sanità' e così abbiamo risolto il problema".
Il presidente del Senato interviene anche a proposito delle vicende del gruppo Gedi e delle preoccupazioni dei suoi giornalisti che definisce giustificate. “Le proprietà – spiega - hanno diritto a cambiare, vendere, cedere, ma non hanno diritto di imporre linee di condotta univoche alla redazione. Le vostre preoccupazioni le capisco e sono a disposizione anche come intermediario perché abbiate soddisfazione nelle risposte che attendete".