Carlo Nordio torna a parlare di P2. E lo fa dal palco di Atreju, attaccando frontalmente i magistrati. «Mi ha disgustato qualche polemica da parte di magistrati che sono arrivati alla miseria argomentativa che ha evocato la P2» ha detto, ricordando le critiche che lo hanno travolto quando affermò che alcuni punti del programma della loggia potevano essere considerati giusti. «Nel programma della P2 c’era anche la riduzione dei parlamentari, cosa fatta dal governo grillino, e nessuno ha detto che fossero dei piduisti. L’argomento usato contro quelle dichiarazioni l’ho trovato davvero incredibile». Nordio ha poi spiegato che il governo pensa di far votare il referendum a marzo, «dal primo al 30, anche se in questo momento non dipende da noi», dice. Molti costituzionalisti non sono d’accordo con questa tesi: sostengono che non si possa votare prima della fine del mese, con la possibilità concreta di uno slittamento ad aprile.
Carlo Nordio torna a parlare di P2. E lo fa dal palco di Atreju, attaccando frontalmente i magistrati. «Mi ha disgustato qualche polemica da parte di magistrati che sono arrivati alla miseria argomentativa che ha evocato la P2» ha detto, ricordando le critiche che lo hanno travolto quando affermò che alcuni punti del programma della loggia potevano essere considerati giusti. «Nel programma della P2 c’era anche la riduzione dei parlamentari, cosa fatta dal governo grillino, e nessuno ha detto che fossero dei piduisti. L’argomento usato contro quelle dichiarazioni l’ho trovato davvero incredibile». Nordio ha poi spiegato che il governo pensa di far votare il referendum a marzo, «dal primo al 30, anche se in questo momento non dipende da noi», dice. Molti costituzionalisti non sono d’accordo con questa tesi: sostengono che non si possa votare prima della fine del mese, con la possibilità concreta di uno slittamento ad aprile.
Sul palco di Atreju accanto a Nordio c’erano Deborah Serracchiani e la magistrata Silvia Albano, che hanno segnalato come questa riforma non darà alcun vantaggio ai cittadini sul punto dei tempi. «Ma nessuno ha mai detto che questa riforma serve a quello», ha detto il ministro, rilanciando la polemica a distanza con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che aveva parlato di un indulto. «Noi abbiamo un 15 per cento di detenuti che non sono sottoposti a condanna definitiva, molti dei quali poi vengono prosciolti. Allora trovo più ragionevole evitare che si entri in prigione prima del processo quando si è presunti innocenti più che liberarli dopo».
Con Nordio, ad Atreju, anche Antonio Di Pietro, testimonial del sì. «Sono qui perché c’ero da poliziotto, da magistrato, da avvocato, da imputato, da indagato, da parte lesa, da parte civile. Ora, davanti a un giudice, vorrei sentirmi sereno. E in questo momento, senza separazione, non lo sono».