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Suppletive Veneto, per il seggio a Montecitorio di Stefani sfida tra i leghisti Zaia e Di Rubba

Luca Zaia

 (agf)

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È corsa a due nel Carroccio. Per l’ex presidente l’alternativa è la candidatura a sindaco di Venezia
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È corsa a due nella Lega per il posto lasciato libero da Alberto Stefani alla Camera. Il neo-governatore del Veneto si è dimesso l’altro ieri dall’incarico a Montecitorio. L’uninominale di Rovigo va dunque riassegnato, con elezioni suppletive che dovrebbero tenersi tra marzo e aprile (prima sulle dimissioni di Stefani deve esprimersi la giunta della Camera e poi l’Aula). Il predestinato per quel seggio sembrava essere Luca Zaia, ma nelle ultime ore nella cerchia del vicepremier Matteo Salvini hanno preso a salire le quotazioni del tesoriere del partito, Alberto Di Rubba. «È l’unico tesoriere senza seggio», la tesi.

Salvini aveva già accarezzato l’idea di portare Di Rubba alla Camera prima dell’estate. In quel caso, avrebbe dovuto prendere il posto di Laura Ravetto, l’ex berlusconiana data in pole per la presidenza dell’Arera, l’authority dell’energia. Nomina poi saltata. Questa potrebbe essere la volta buona, per il tesoriere di Salvini.

Sempre che Zaia accetti: il Doge, dicono i suoi…

È corsa a due nella Lega per il posto lasciato libero da Alberto Stefani alla Camera. Il neo-governatore del Veneto si è dimesso l’altro ieri dall’incarico a Montecitorio. L’uninominale di Rovigo va dunque riassegnato, con elezioni suppletive che dovrebbero tenersi tra marzo e aprile (prima sulle dimissioni di Stefani deve esprimersi la giunta della Camera e poi l’Aula). Il predestinato per quel seggio sembrava essere Luca Zaia, ma nelle ultime ore nella cerchia del vicepremier Matteo Salvini hanno preso a salire le quotazioni del tesoriere del partito, Alberto Di Rubba. «È l’unico tesoriere senza seggio», la tesi.

Salvini aveva già accarezzato l’idea di portare Di Rubba alla Camera prima dell’estate. In quel caso, avrebbe dovuto prendere il posto di Laura Ravetto, l’ex berlusconiana data in pole per la presidenza dell’Arera, l’authority dell’energia. Nomina poi saltata. Questa potrebbe essere la volta buona, per il tesoriere di Salvini.

Sempre che Zaia accetti: il Doge, dicono i suoi, sta ancora riflettendo sullo scranno romano. L’alternativa è la candidatura a sindaco di Venezia, la prossima primavera. Intanto sarà eletto presidente del consiglio regionale del Veneto.

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