Usare Italia, Austria, Ungheria e Polonia come grimaldelli per scardinare l’Unione Europea. Secondo il sito Defense One, questo è l’obiettivo dell’amministrazione Trump, contenuto in una versione più lunga della nuova Strategia per la sicurezza nazionale, non inclusa in quella ufficiale pubblicata il 5 dicembre. La Casa Bianca ha smentito, dicendo che non esistono documenti segreti nascosti.
Secondo Defense One, «mentre la NSS resa pubblica chiede la fine di una “Nato in continua espansione”, la versione completa entra più nei dettagli di come l’amministrazione Trump vorrebbe “Rendere l’Europa Grande di Nuovo”, pur invitando i membri europei dell’Alleanza a svezzarsi dal sostegno militare americano. Partendo dal presupposto che l’Europa stia affrontando una “cancellazione della sua civiltà” a causa delle politiche sull’immigrazione e della “censura della libertà di parola”, la NSS propone di concentrare le relazioni degli Usa con i paesi europei su alcune nazioni con amministrazioni e…
Usare Italia, Austria, Ungheria e Polonia come grimaldelli per scardinare l’Unione Europea. Secondo il sito Defense One, questo è l’obiettivo dell’amministrazione Trump, contenuto in una versione più lunga della nuova Strategia per la sicurezza nazionale, non inclusa in quella ufficiale pubblicata il 5 dicembre. La Casa Bianca ha smentito, dicendo che non esistono documenti segreti nascosti.
Secondo Defense One, «mentre la NSS resa pubblica chiede la fine di una “Nato in continua espansione”, la versione completa entra più nei dettagli di come l’amministrazione Trump vorrebbe “Rendere l’Europa Grande di Nuovo”, pur invitando i membri europei dell’Alleanza a svezzarsi dal sostegno militare americano. Partendo dal presupposto che l’Europa stia affrontando una “cancellazione della sua civiltà” a causa delle politiche sull’immigrazione e della “censura della libertà di parola”, la NSS propone di concentrare le relazioni degli Usa con i paesi europei su alcune nazioni con amministrazioni e movimenti affini — presumibilmente di destra». Qui interviene il disegno che riguarderebbe Roma, in un gruppo di Visegrad allargato: «Austria, Ungheria, Italia e Polonia sono elencati come paesi con cui gli Usa dovrebbero “collaborare di più con l’obiettivo di allontanarli dall’[Ue]. E dovremmo sostenere partiti, movimenti e figure intellettuali e culturali che cercano la sovranità e la conservazione/ripristino dei modi di vita tradizionali europei pur rimanendo filo-americani”».
Defense One aggiunge: «L’intera NSS discutere il “fallimento” dell’egemonia americana. “Dopo la fine della Guerra Fredda, le élite della politica estera Usa si convinsero che la dominazione permanente americana dell’intero mondo fosse nell’interesse del nostro paese. Ma gli affari degli altri paesi ci interessano solo se le loro attività ci minacciano direttamente”. L’amministrazione sembra utilizzare questo ragionamento per ritirarsi dal ruolo degli Usa nella difesa dell’Europa, puntando invece i cartelli della droga in Venezuela». L’obiettivo sarebbe anche rimpiazzare il G7 con un Core 5, o C5, composto da Usa, Cina, Russia, India e Giappone. Questo gruppo si riunirebbe regolarmente per discutere i temi internazionali, partendo dal Medio Oriente e la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia.
La Casa Bianca, attraverso la portavoce Anna Kelly, ha smentito così: «Non esiste alcuna versione alternativa, privata o classificata. Il presidente Trump è trasparente e ha firmato una NSS che istruisce chiaramente il governo Usa ad eseguirla secondo i suoi principi e priorità definiti. Qualsiasi altra cosiddetta “versione” viene diffusa da persone lontane dal Presidente che non hanno idea di cosa stiano parlando».
Pochi giorni fa Matt Schlapp, presidente della Conservative Political Action Conference, la lobby trumpiana più potente degli Stati Uniti, ci aveva detto che vorrebbe organizzare una conferenza in Italia per promuovere l’agenda sovranista. Fonti vicine al governo hanno lasciato intendere di non essere interessate, ma lui ha risposto così a Repubblica: «We will get it done», lo faremo.