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Zuppi in videocollegamento con Atreju: “La Chiesa è con gli ultimi, bisogna curare tutti”

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Il presidente della Cei interviene da Bologna ad un panel sul welfare. Nei mesi passati le polemiche con la maggioranza su migranti e riforme costituzionali. “Serve una grande alleanza, la Chiesa c’è”
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Inizia in affanno, cammina, sale in ascensore, l’immagina rimane congelata per diversi secondi, poi entra nel suo ufficio, parla al microfono degli auricolari ma non si sente niente. “Non si può assolutamente allontanare dal microfono, guardi quanta gente c’è in sala, siamo ansiosi di ascoltarla”, gli dice Monica Setta che modera l’incontro. Il cardinale Matteo Zuppi è ospite di Atreju, la festa del partito di Giorgia Meloni. Nel corso dei mesi non sono mancate le polemiche con la maggioranza di centrodestra, sui migranti o sulle riforme costituzionali. Il suo nome ora è inserito nel panel intitolato “Rivoluzione e sussidiarietà per il welfare”, ma si video-collega da Bologna via smartphone.

Chiesa e welfare

“Mi sentite? Mi spiace…” dice il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana, arcivescovo di Bologna. “Stia fermo cardinale, non si sposti”, gli dice la giornalista. Alla fine il collegamento fila liscio, e dura qualche minuto. Zuppi sta sul tema. L’impegno a favore …

Inizia in affanno, cammina, sale in ascensore, l’immagina rimane congelata per diversi secondi, poi entra nel suo ufficio, parla al microfono degli auricolari ma non si sente niente. “Non si può assolutamente allontanare dal microfono, guardi quanta gente c’è in sala, siamo ansiosi di ascoltarla”, gli dice Monica Setta che modera l’incontro. Il cardinale Matteo Zuppi è ospite di Atreju, la festa del partito di Giorgia Meloni. Nel corso dei mesi non sono mancate le polemiche con la maggioranza di centrodestra, sui migranti o sulle riforme costituzionali. Il suo nome ora è inserito nel panel intitolato “Rivoluzione e sussidiarietà per il welfare”, ma si video-collega da Bologna via smartphone.

Chiesa e welfare

“Mi sentite? Mi spiace…” dice il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana, arcivescovo di Bologna. “Stia fermo cardinale, non si sposti”, gli dice la giornalista. Alla fine il collegamento fila liscio, e dura qualche minuto. Zuppi sta sul tema. L’impegno a favore della dignità della persona, dice, “è connaturale alla Chiesa”, che “deve vivere il Vangelo e mettere al centro l’altro, il prossimo, a partire dai più piccoli”, poveri, carcerati, malati, anziani. “La Chiesa non solo può, ma deve fare molto, credere al Signore significa voler bene agli altri, e volere bene significa mettere al centro l’altro, trovare risposte, aiutare nell’emergenza, ma poi risolvere le cause”, dice il cardinale, “l’assistenzialismo fa male”, e “c’è tanto da fare, c’è davvero molto, abbiamo nuove povertà e vecchie povertà, il rischio che le povertà diventano croniche”. Serve, dice Zuppi, “una grande alleanza, e la Chiesa è dentro questa alleanza”. Il presidente della Cei cita più volte Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità presente alla festa di Atreju, fa un solo accenno, implicito, ai dibattiti politici, quando accenna al tema del fine vita: “Quest’anno è il Giubileo della speranza, pensiamo a tantissimi che la speranza non ce l’hanno: a chi in carcere, a chi ha bisogno di cure e non le trova, cure palliative ma non solo, ci sono disequilibri nella cura… dobbiamo toglierci dalla testa – dice – l’idea che guarire e curare siano stessa cosa, dobbiamo essere tutti curati anche se purtroppo non tutti possiamo guarire. Penso agli anziani”, continua Zuppi, “alle loro fragilità: ho 70 anni e faccio parte di categoria”, scherza, “serve sempre più welfare capace di sostegno, serve grande alleanza”. La Chiesa, dice l’arcivescovo di Bologna, “anima tantissimo terzo settore”, cita le associazioni, Caritas, le parrocchie, Sant’Egidio, dalla quale proviene, e San Vincenzo de’ Paoli: “La Chiesa può mio parere fare di più, senza mettere in alternativa l’amore al Signore al prossimo”. Zuppi ringrazia, Monica Setta chiede l’applauso, la sala dedicata al giudice Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” ucciso dalla mafia beatificato da papa Francesco, e l’intervento di Zuppi ad Atreju è finito.

Il dibattito

Il dibattito prosegue con gli altri interventi: c’è la ministra Locatelli che parla di disabilità, Barbara Rosina (presidente nazionale dell’ordine nazionale degli assistenti sociali), Oscar Bianchi (presidente di Avis), l’ex ministro Giulio Tremonti, oggi parlamentare con Fratelli d’Italia, parla dell’otto per mille. Nico Acampora, fondatore di PizzAut, mette in chiaro le cose: “Qualcuno sui social ha detto che non sarei dovuto venire qui, voglio rispondere: se chi si occupa delle persone non vuole dialogare con la politica non so cosa debba fare”.

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