Taruffi: “La nostra leader vuole parlare al Paese e punta all’unità del partito”
di Giovanna VitaleROMA – Non vede «problemi» Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd. L’appuntamento di oggi «è molto importante per parlare al Paese del Paese, l’unica cosa che a noi interessa». Tutto il resto, le beghe interne, i malumori della minoranza lasciano alquanto indifferente il braccio destro e sinistro di Elly Schlein.
Perché è così importante?
«Questa mattina abbiamo letto un’intervista di Arianna Meloni in cui la responsabile della segreteria di Fratelli d’Italia indicava quali fossero le loro priorità per il 2026. Ovvero, la riforma della legge elettorale e il premierato».
E allora?
«Noi pensiamo che queste priorità siano lontane anni luce dalle reali esigenze del Paese: i bisogni degli italiani sono soprattutto di carattere economico e sociale. Ed è quello che noi denunceremo, illustrando le nostre proposte».
Non è quel che già fate da tre anni a questa parte?
«Ma più tempo passa, più la crisi si aggrava, complice un governo incapace di dare risposte e indicare soluzioni…
ROMA – Non vede «problemi» Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd. L’appuntamento di oggi «è molto importante per parlare al Paese del Paese, l’unica cosa che a noi interessa». Tutto il resto, le beghe interne, i malumori della minoranza lasciano alquanto indifferente il braccio destro e sinistro di Elly Schlein.
Perché è così importante?
«Questa mattina abbiamo letto un’intervista di Arianna Meloni in cui la responsabile della segreteria di Fratelli d’Italia indicava quali fossero le loro priorità per il 2026. Ovvero, la riforma della legge elettorale e il premierato».
E allora?
«Noi pensiamo che queste priorità siano lontane anni luce dalle reali esigenze del Paese: i bisogni degli italiani sono soprattutto di carattere economico e sociale. Ed è quello che noi denunceremo, illustrando le nostre proposte».
Non è quel che già fate da tre anni a questa parte?
«Ma più tempo passa, più la crisi si aggrava, complice un governo incapace di dare risposte e indicare soluzioni. Parleremo della produzione industriale in calo da 30 mesi. Dei salari che dal 2021 sono scesi dell’8,8%. Dei dati Eurostat che segnalano l’Italia come il Paese che investe meno in istruzione di tutta la Ue. Abbiamo la sanità sotto finanziata che mette i bilanci regionali in difficoltà; i tagli agli enti locali che negli tre ultimi anni hanno messo i sindaci davanti a una scelta terribile: decidere se ridurre i servizi o aumentare le imposte».
E quindi?
«Mentre la destra parla di legge elettorale noi vogliamo parlare di come dare all’Italia un governo che si occupi di questi problemi».
Parlerete anche dello scontro che si è aperto con i riformisti?
«Non c’è nessuno scontro. La relazione della segretaria conterrà tutti i punti e gli elementi su cui l’assemblea sarà chiamata a esprimersi».
Metterete ai voti anche un documento politico per ufficializzare l’allargamento della maggioranza a Bonaccini & Co?
«Votare la relazione della segretaria o un documento che contiene la relazione della segretaria che differenza fa? È chiaro che non cambia di una virgola la sostanza politica».
Dunque l’ingresso di Bonaccini sarà sottoposto al giudizio del parlamentino dem?
«Maggioranze e minoranze si determinano in base alle posizioni politiche. Chi vota con la segretaria si trova in maggioranza; chi vota contro, non partecipa o si astiene, evidentemente no».
Ma così non si rischia di sancire la spaccatura del Pd?
«Il Pd non è mai stato così unito. Se qualcuno si è chiamato fuori dalla gestione unitaria ne prendiamo atto».
Quindi Schlein non farà nessun appello all’unità interna?
«Ripeto. La segretaria parlerà al Paese. Per convincere chi non va più alle urne che può tornarci perché con noi al governo le loro condizioni di vita possono cambiare. Siamo concentrati sulla costruzione di un partito e di una coalizione forti, in grado di andare al governo solo vincendo le elezioni. Cosa che oggi in tanti cominciano a ritenere possibile. Non è un caso se FdI intende modificare la legge elettorale: dopo le regionali hanno capito che perderebbero».
State ancora pensando ad anticipare il congresso?
«Noi siamo impegnati nel percorso di confronto con gli italiani e con gli alleati per offrire un’alternativa alla destra».
Quindi è un no?
«Ribadisco quanto detto sopra».
Le polemiche fanno male al Pd?
«Io non vedo polemiche, vedo un partito che sta meglio di tre anni fa grazie a un lavoro che sta dando risultati. Perché il problema non è quel che accade dentro il Pd ma quel che accade fuori, nella realtà».