Opposizione all’attacco per i cambi da 3,5 miliardi di euro alla manovra. "Il governo cambia la manovra di 3,5 miliardi di euro. Una cosa mai vista. Abbiamo preteso tutto il tempo per valutare bene". Si tratta di uno dei primi commenti dell’opposizione, per bocca della capogruppo al Senato Raffaella Paita, alla mossa annunciata oggi dall’esecutivo. "Il governo - prosegue – si è accorto adesso che esiste l'adeguamento dei prezzi per il caro materiali nelle opere pubbliche. Peccato che ci siano decine di emendamenti di Iv depositati su questo. E a proposito di infrastrutture, hanno capito che Salvini non è capace di fare il ponte sullo stretto e quindi lo definanziano. Carramba che sorpresa", aggiunge Paita.
Sulla questione interviene anche il Pd con il responsabile Economia Antonio Misiani: "L'annuncio inatteso del ministro Giorgetti certifica il caos in cui è sprofondata la discussione parlamentare della legge di Bilancio. Con un emendamento da 3,5 miliardi su Transizione 5.0, Zes, iperammortamento e caro-materiali, il governo di fatto riscrive la Manovra su un punto cruciale: le politiche industriali. Proprio il terreno su cui il Pd aveva denunciato, fin dall'inizio, l'inadeguatezza più evidente della politica economica del governo". Sempre dal Pd, Daniele Manca aggiunge: "Le modifiche confermano il fallimento di questa manovra che è sbagliata. Ora serve un tempo adeguato al parlamento per approfondire queste modifiche e capire se sono utili o dannose.
Duro anche l’affondo di Avs, che attraverso il senatore Tino Magni spiega: "Sulla manovra il Senato è ostaggio della divisione e dei problemi interni alla maggioranza di destra. I lavori in commissione forse iniziano oggi, mentre il paese attende risposte su salari, pensioni, lavoro, crescita economica, sanità, scuola e caro vita".
Secondo i parlamentari M5s il "governo nel caos, manovra ancora di più da buttare nel secchio e un Ponte sullo stretto che, come volevasi dimostrare, si è perso nel globo terracqueo. In uno dei momenti economici più allarmanti per il Paese, con crescita zero, crollo della produzione industriale, salari reali a picco e lavoro povero dilagante, la manovra di fatto non c'è, perché è in parte da riscrivere e il Parlamento ha votato zero".