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Mattarella: “La Russia vuole ridefinire con la forza i confini dell’Europa”

Sergio Mattarella 

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Il capo dello Stato alla Conferenza degli ambasciatori d'Italia nel mondo: “Inediti centri opachi di potere disinformano”
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«Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori», ammonisce in un amarissimo discorso Sergio Mattarella alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. «È evidente che è in atto un’operazione diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni». Spaccare l’Ue, insomma. Perciò bisogna «saper tempestivamente riconoscere i pericoli in cui ci troviamo». Altrimenti si rischia «un generale arretramento della civiltà».

I centri del discorso sono due: l’attacco al multilateralismo, all’Unione europea, ai nostri «valori e diritti», e la guerra in Ucraina. «La Russia vuole ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa, azione irresponsabile e inammissibile», ammonisce mentre si discute del destino di Kiev a Berlino. Servirà «una pace giusta, nella sicurezza». Definisce inoltre figlia di «un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato» la pretesa dei russi di imporre puniz…

«Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori», ammonisce in un amarissimo discorso Sergio Mattarella alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. «È evidente che è in atto un’operazione diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni». Spaccare l’Ue, insomma. Perciò bisogna «saper tempestivamente riconoscere i pericoli in cui ci troviamo». Altrimenti si rischia «un generale arretramento della civiltà».

I centri del discorso sono due: l’attacco al multilateralismo, all’Unione europea, ai nostri «valori e diritti», e la guerra in Ucraina. «La Russia vuole ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa, azione irresponsabile e inammissibile», ammonisce mentre si discute del destino di Kiev a Berlino. Servirà «una pace giusta, nella sicurezza». Definisce inoltre figlia di «un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato» la pretesa dei russi di imporre punizioni ai giudici delle corti internazionali. Il riferimento è al caso del giudice Rosario Salvatore Aitala, firmatario all’Aia del mandato di arresto emesso dalla Corte penale contro Putin, per la deportazione dei bambini ucraini e altri crimini di guerra. Nei suoi confronti, per ritorsione, il tribunale di Mosca ha emesso una sentenza in contumacia a 15 anni di carcere «per avere perseguito persone innocenti» e «per tentata violenza contro persone che godono di protezione internazionale». Mattarella è durissimo contro questa vendetta. «Un mondo rovesciato» lo definisce. A Mosca ricorda che fu «promotore del processo di Norimberga». Sono ragionamenti opposti a quelli di Matteo Salvini, che ha ribadito «che l’emergenza per l’Italia dal punto di vista della sicurezza nazionale non arriva da Est, ma da Sud, dall’immigrazione clandestina e dal fanatismo islamico, e da non un’improbabile invasione di carrarmati sovietici». Mattarella invece cita Aldo Moro, che parlava de «la ricerca della pace nella sicurezza».

Amarissimo discorso, perché è come se percepisse lo sfaldamento di un mondo, che ha avuto nella difesa delle ragioni dell’Ucraina il suo cimento. Siamo disorientati, ammette. L’ordine geopolitico «mostra crepe». I valori con i quali siamo cresciuti sono minacciati. Siamo dentro una frammentazione che «si insinua nelle relazioni internazionali, con la pretesa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero». Difende l’Europa come giacimento di pace. «È in corso una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti dell’Unione europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e i diritti dei popoli come una organizzazione oppressiva se non addirittura nemica della libertà».

Prevalgono gli autocrati. «La pace – ammonisce però – non è solo l’assenza di conflitti ma anche un’architettura politica complessa, giuridica, morale, che va realizzata giorno per giorno». E oggi più che mai, per arrivare alla pace, a un mondo pacificato, serve diplomazia a «colmare i deficit di reciproca sfiducia». Solo che le minacce sono molteplici. Di varia natura. Torna a puntare il dito contro «i conflitti ibridi», condotti «con vari strumenti ostili, che congiungono il fronte interno e quello esterno». Per non parlare degli «opachi centri di potere», di fatto «sottratti alla capacità normativa e giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali», e qui il destinatario sembra Musk. C’è un riferimento all’America coloniale, per come opera in Sudamerica, in Venezuela, denuncia «una sorta di riedizione della cosiddetta dottrina di James Monroe», roba «di due secoli fa».

L’intelligenza artificiale va gestita, perché «affidare ad algoritmi la decisione sulla vita e la morte segnerebbe un arretramento drammatico della sicurezza collettiva. Penso sia molto sottile il crinale tra l’illusione del dominio infallibile delle intelligenze artificiali e la prevalenza definitiva della stupidità naturale».

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