Sardegna, l’ampliamento della fabbrica di armi divide il campo largo: Todde dà l’ok, Avs contraria
di Matteo PucciarelliPer la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, sfangata la questione giuridico-burocratica legata alla sua elezioni e ai rendiconti della campagna elettorale, si sta aprendo un nuovo capitolo tutto politico. Infatti Alleanza verdi sinistra, che ha un assessore e tre consiglieri ed è la terza forza della coalizione dopo Pd e M5S, annuncia che voterà contro la delibera di ampliamento nel Sulcis della fabbrica di armamenti Rwn del Gruppo Rheinmetall, quando questa verrà portata in giunta.
La questione tecnica, intanto: nel 2014 con presidente Francesco Pigliaru (centrosinistra), la Sardegna diede il via libera all'ingrandimento dello stabilimento, senza però chiedere preventivamente la valutazione di impatto ambientale. Gli uffici alla fine, dopo proteste, diatribe e rinvii lunghi anni, hanno predisposto il via libera, inizialmente respinto però da Todde, che è esponente di punta del M5S. Solo che i giudici amministrativi ingiungono alla giunta regionale di deliberare sull’ev…
Per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, sfangata la questione giuridico-burocratica legata alla sua elezioni e ai rendiconti della campagna elettorale, si sta aprendo un nuovo capitolo tutto politico. Infatti Alleanza verdi sinistra, che ha un assessore e tre consiglieri ed è la terza forza della coalizione dopo Pd e M5S, annuncia che voterà contro la delibera di ampliamento nel Sulcis della fabbrica di armamenti Rwn del Gruppo Rheinmetall, quando questa verrà portata in giunta.
La questione tecnica, intanto: nel 2014 con presidente Francesco Pigliaru (centrosinistra), la Sardegna diede il via libera all'ingrandimento dello stabilimento, senza però chiedere preventivamente la valutazione di impatto ambientale. Gli uffici alla fine, dopo proteste, diatribe e rinvii lunghi anni, hanno predisposto il via libera, inizialmente respinto però da Todde, che è esponente di punta del M5S. Solo che i giudici amministrativi ingiungono alla giunta regionale di deliberare sull’eventuale raddoppio entro il 16 dicembre, data fissata da una sentenza del Tar dello scorso 17 novembre ed emessa in seguito a un ricorso della Rwm. «E il parere degli uffici – ha spiegato nei giorni scorsi Todde – va rispettato e applicato».
Ma la questione è politica, etica e morale, secondo Avs e altre realtà del mondo pacifista e antimilitarista. La tedesca Rheinmetall infatti, secondo Der Spiegel, fornisce a Israele munizioni di precisione per carri armati, ampiamente utilizzate nell'attacco terrestre a Gaza. L'azienda è il più grande produttore di armi tedesco, ha visto il fatturato totale aumentare del 35% nel 2024, raggiungendo gli 11,4 miliardi di dollari. Le vendite di armi e munizioni sono aumentate del 58%, di 3,26 miliardi di dollari, secondo i suoi report finanziari.
«La Sardegna - dice l'assessore regionale ai Lavori pubblici, il rossoverde Antonio Piu - sostiene già un carico militare sproporzionato e aggiungere un’industria di armi vuol dire condannarla a essere retrovia di un’economia di guerra, riproponendo il vecchio ricatto del lavoro in cambio di attività invasive che consumano territorio, dividono le comunità e non lasciano futuro, solo capannoni vuoti e giovani costretti ad andare via. Rivendichiamo invece uno sviluppo fondato sulle risorse dell’isola, sulla pace, sulla qualità dell’ambiente e sulla dignità del lavoro, non sull’ennesima fabbrica di armi».
Anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde, l'anima ecologista di Avs, lo dice chiaro: «L'ampliamento della fabbrica di armi Rwn responsabile di vendere droni e munizioni a Israele va fermato. Non possiamo votarlo e bene fa Avs in Sardegna ad opporsi e ad annunciare il voto contrario. Vorrei parlare con la presidente Todde per aprire un confronto anche sulle politiche energetiche in Sardegna che ad oggi sono verso le fonti fossili».