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Droni e navi: decreti per 3,5 mld. Conte, Schlein e Fratoianni: “Governo pensi a scuola e sanità”

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Saranno valutati per dare un parere entro il 12 gennaio del nuovo anno. Dopo la notizia di Repubblica intervengono i leader del centrosinistra: “Uno schiaffo alle famiglie italiane”
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Mentre il governo è impegnato sulla manovra di bilancio, e alla ricerca di entrate per coprire interventi e spese, in Parlamento piovono quattro decreti “urgenti” con parere da dare entro il 12 gennaio per finanziare o rifinanziare programmi di spesa per acquisti militari: droni, navi e sottomarini militari. Il tutto per una cifra pari a 3,5 miliardi di euro a valere sui fondi già stanziati. Una manovrina della difesa, insomma.

I decreti sono stati già consegnati alle rispettive commissioni competenti di Camera e Senato. Un decreto da 100 milioni prevede di coprire la seconda fase di acquisti di droni per la marina militare. L’obiettivo è quello di armare le nostre navi, ma anche di vendere a terzi: “Lo sviluppo di tali tecnologie – si legge nella relazione degli uffici parlamentari – potrebbe avere notevoli prospettive di export soprattutto verso quelle nazioni per cui sono già in atto programmi di fornitura navale (Qatar, Algeria Egitto, Singapore)”. Le imprese interessate sarebbero…

Mentre il governo è impegnato sulla manovra di bilancio, e alla ricerca di entrate per coprire interventi e spese, in Parlamento piovono quattro decreti “urgenti” con parere da dare entro il 12 gennaio per finanziare o rifinanziare programmi di spesa per acquisti militari: droni, navi e sottomarini militari. Il tutto per una cifra pari a 3,5 miliardi di euro a valere sui fondi già stanziati. Una manovrina della difesa, insomma.

I decreti sono stati già consegnati alle rispettive commissioni competenti di Camera e Senato. Un decreto da 100 milioni prevede di coprire la seconda fase di acquisti di droni per la marina militare. L’obiettivo è quello di armare le nostre navi, ma anche di vendere a terzi: “Lo sviluppo di tali tecnologie – si legge nella relazione degli uffici parlamentari – potrebbe avere notevoli prospettive di export soprattutto verso quelle nazioni per cui sono già in atto programmi di fornitura navale (Qatar, Algeria Egitto, Singapore)”. Le imprese interessate sarebbero riconducili a pmi del territorio nazionale.

Il secondo programma da 2,5 miliardi di euro prevede l’ammodernamento e acquisto di unità navali di tipo Fremm, fregate di pattugliamento e difesa. Si tratta di un progetto di cooperazione con la Francia per la costruzione di fregate di nuova generazione.

Sempre in ambito marina, sul tavolo delle commissioni Difesa di Camera e Senato è arrivato anche un decreto da 360 milioni di euro per ammodernamento sottomarini. Si tratterebbe di una prima tranche di un progetto da 770 milioni. In questo caso però non è chiaro quali industrie, se italiane, europee o extra Ue, saranno interessati dai lavori e dagli appalti: e su questo punto gli uffici parlamentari scrivono che occorre valutare “l’opportunità di acquisire chiarimento sul punto”.

Un altro programma da 600 milioni di euro servirà a coprire gli interventi fino al 2038 dell’aeronautica militare per aerei “a pilotaggio remoto”. Si tratta di componenti, anche da terra per il controllo dei mezzi, che verranno acquistati attraverso un accordo con il governo Usa per la “specificità ed unicità di talune componenti”.

In totale sono quattro i decreti per una spesa di 3,5 miliardi di euro che saranno valutati per dare parere entro il 12 gennaio. Tempi ristretti considerando “l’urgenza” manifestata dal ministero.

Sulla questione dura l’opposizione. Nicola Fratoianni di Avs attacca: “Mentre la manovra finora ha arrancato per mesi al Senato, fra i contrasti nella maggioranza, ecco arrivare nuovi decreti urgenti del governo, naturalmente per nuove spese militari. A me pare un vero e proprio schiaffo alle famiglie italiane”. Poco dopo interviene la segretaria del Pd Elly Schlein: “I decreti per l'acquisto di armi per

un valore di 3,5 miliardi - di cui ha dato notizia Repubblica - "non li abbiamo ancora visti, naturalmente li guarderemo con attenzione. Mi viene da dire che se si tratta di 3,5 miliardi, è la stessa cifra che stanno recuperando per la manovra, è la dimostrazione del fatto che quando l'hanno presentata abbiamo contestato che fosse di austerità che taglia servizi pubblici essenziali, da sanità a trasporto pubblico locale". E' la dimostrazione, aggiunge, che "sale unicamente la spesa militare perché hanno accettato a testa bassa una richiesta di Trump irrealistica e sbagliata, avrebbero dovuto fare come la Spagna di Sanchez e dire no"

E Giuseppe Conte leader dei 5 stelle rincara la dose: “In merito alla sanità "è uscito un report di 'Cittadinanza attiva' che certifica che l'Italia si aspetta sino a un anno per le Tac, altro che riduzione delle liste d'attesa come promesso al governo. Dobbiamo investire sulla sanità, ridurre davvero queste liste, dobbiamo prendere i soldi dove li stiamo buttando: in decreti addirittura urgenti dove investiamo miliardi per il riarmo, prendiamo dai giganti web. Servono sulla sanità e servono anche per restituire il potere d'acquisto ai cittadini italiani". Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle,

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