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Fontana contro la Russia: “Un boomerang per loro la guerra in Ucraina”

(ansa)

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Il presidente (leghista) della Camera è intervenuto nel corso dello scambio di auguri con la stampa parlamentare
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Nessuna critica frontale ma senza dubbio Lorenzo Fontana prende le distanze da alcune recenti affermazioni di Matteo Salvini. Come quelle sulla Russia che secondo il leader della Lega non può essere messa in ginocchio da Kaya Kallas, Macron, Starmer e Merz perché non ci sono riusciti neanche Hitler e Napoleone. Il presidente della Camera invece vede “la Russia come un paese che ha fallito completamente questa guerra con l’Ucraina", per il paese di Putin è stato "un boomerang. Pensavamo ci fosse una grande potenza che in realtà non c'è. Loro dicono che Hitler e Napoleone non riuscirono ad invadere la Russia ed è vero. Altrettanto vero è che neanche la Russia ha dimostrato grandissime capacità, anzi". Prima del 2022 "tutti pensavano che si sarebbe fatta un sol boccone dell'Ucraina", invece "l'avanzata è limitata" per questo la pace potrebbe essere più vicina.

Tuttavia sull’utilizzo degli asset russi congelati, anche in vista della decisione che dovrà prendere il Consiglio europeo, la te…

Nessuna critica frontale ma senza dubbio Lorenzo Fontana prende le distanze da alcune recenti affermazioni di Matteo Salvini. Come quelle sulla Russia che secondo il leader della Lega non può essere messa in ginocchio da Kaya Kallas, Macron, Starmer e Merz perché non ci sono riusciti neanche Hitler e Napoleone. Il presidente della Camera invece vede “la Russia come un paese che ha fallito completamente questa guerra con l’Ucraina", per il paese di Putin è stato "un boomerang. Pensavamo ci fosse una grande potenza che in realtà non c'è. Loro dicono che Hitler e Napoleone non riuscirono ad invadere la Russia ed è vero. Altrettanto vero è che neanche la Russia ha dimostrato grandissime capacità, anzi". Prima del 2022 "tutti pensavano che si sarebbe fatta un sol boccone dell'Ucraina", invece "l'avanzata è limitata" per questo la pace potrebbe essere più vicina.

Tuttavia sull’utilizzo degli asset russi congelati, anche in vista della decisione che dovrà prendere il Consiglio europeo, la terza carica dello Stato, nel corso dello scambio di auguri con la stampa parlamentare, chiede “più prudenza visto che siamo nel mezzo di una trattativa serrata. Quindi è necessario andare con i piedi di piombo, siamo in un momento positivo ma delicato. Inoltre, c'è anche una questione legale”.

Quanto alle critiche di Salvini all’Ue e riguardo anche l’invio di aiuti militari a Kiev, Fontana premette: “Non mi permetto di parlare del leader della Lega. Però – aggiunge - quello che posso vedere nelle aule parlamentari è che l'unità della maggioranza c'è sempre stata fino a questo momento. E quindi anche in questa questione ci sono ovviamente dei distinguo” ma “sono poi gli atti che vengono votati e che sono vincolanti che fanno la differenza”.

Cauto sul fatto che l'Ue possa diventare un soggetto politico, “mi sembra difficile”, dice Fontana, che “possa avere una politica estera e di difesa comune. È un processo complicato se non impossibile. È complicato parlare di un esercito europeo comune, perché ci sono interessi strategici e politici di alcuni Paesi molto differenti. Una bella idea che bisogna vedere se può essere realizzata". Un passaggio poi sul conflitto a Gaza: “Sono favorevole al riconosciuto lo stato di Palestina”.

Passando poi alla politica interna, la terza carica dello Stato non vede di buon occhio la riforma della legge elettorale che la maggioranza vorrebbe portare in Aula a febbraio: “Per scaramanzia eviterei perché a chi l'ha cambiata non mi sembra che gli sia andata particolarmente bene”. Alludendo al fatto che storicamente le maggioranze che hanno cambiato il sistema di voto hanno poi perso la tornata successiva. Mentre sulla riforma del Premierato “l'anno prossimo entreremo nel merito anche alla Camera, spero ci sia un consenso ampio perché vuol dire che una riforma condivisa è entrata nel sentimento dell'opinione pubblica”.

Infine a proposito della trattativa in corso per la vendita del gruppo Gedi al gruppo greco Antenna, Fontana auspica che Repubblica e Stampa “restino italiani e che sia garantita la continuità”. L’attuale editore rappresenta “un gruppo importante, di cui non condivido spesso la linea – aggiunge - ma ha una tradizione e una storia importante in un contesto molto complicato" per l'editoria. E i giornali hanno una "funzione fondamentale per la democrazia".

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