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Assunto a Rai Pubblicità il genero di Marano. Lui chiede audit. Pd: azienda non è affare di famiglia

(ansa)

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Aria tesa in azienda per la selezione sospetta: il nuovo dipendente è il fidanzato della figlia del consigliere in quota Lega che presiede il cda. da M5S interrogazione in Vigilanza. Bonelli: “Servizio pubblico preda delle scorribande della destra”
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Roma – Che Antonio Marano — consigliere di amministrazione in quota leghista e presidente ad interim della Rai — sia un professionista indiscusso in fatto di nomine e posti da occupare per i suoi mandanti al governo, è cosa nota. Lo si è visto nell’ultimo valzer di promozioni e incarichi al vertice di testate e generi, dove gli uomini di Matteo Salvini e del sottosegretario Alessandro Morelli, delegato per il Carroccio agli affari televisivi, hanno fatto il pieno.

Quello che però non si sapeva, almeno finché l’indiscrezione non ha cominciato a circolare mandando in fibrillazione i piani alti di Viale Mazzini, è che il prode ex direttore di Rai2 non si è limitato a esaudire le richieste della sua vorace famiglia politica, ma ha pensato molto — e anche bene — alla sua famiglia naturale. Attento, in particolare, alle sorti del fidanzato della figlia, assunto in una delle società controllate dall’emittente di Stato.

Ufficialmente Alessandro Valadé, questo il nome del genero, ha superato u…

Roma – Che Antonio Marano — consigliere di amministrazione in quota leghista e presidente ad interim della Rai — sia un professionista indiscusso in fatto di nomine e posti da occupare per i suoi mandanti al governo, è cosa nota. Lo si è visto nell’ultimo valzer di promozioni e incarichi al vertice di testate e generi, dove gli uomini di Matteo Salvini e del sottosegretario Alessandro Morelli, delegato per il Carroccio agli affari televisivi, hanno fatto il pieno.

Quello che però non si sapeva, almeno finché l’indiscrezione non ha cominciato a circolare mandando in fibrillazione i piani alti di Viale Mazzini, è che il prode ex direttore di Rai2 non si è limitato a esaudire le richieste della sua vorace famiglia politica, ma ha pensato molto — e anche bene — alla sua famiglia naturale. Attento, in particolare, alle sorti del fidanzato della figlia, assunto in una delle società controllate dall’emittente di Stato.

Ufficialmente Alessandro Valadé, questo il nome del genero, ha superato una delle tante selezioni organizzate da Rai Pubblicità per reclutare esperti in marketing, comunicazione, digitale e vendite sulla base dei curricula inviati sulla piattaforma online. Ha presentato domanda insieme ad altri candidati. Ha aspettato qualche settimana. E alla fine è stato magicamente preso.

Nel frattempo, però, Marano non è rimasto con le mani in mano. Ha riempito l’attesa con una richiesta di informazioni sullo stato di avanzamento della “selezione”, senza tuttavia rivelare il legame sentimentale del concorrente con una delle sue due rampolle. Insistente al punto da suscitare interrogativi sulle ragioni di tanto interessamento. Svelato all’ad di Rai Pubblicità, Luca Poggi, solo a cose fatte. Quando Valadè è stato assunto, e dopo che in azienda cominciavano a girare i primi gossip, il (quasi) suocero ha rivelato i rapporti che lo legano al nuovo dipendente. Uno di famiglia.

Subito informato, l’ad della capogruppo, Giampaolo Rossi, è andato su tutte le furie. Per motivi di opportunità, innanzitutto: Marano è il presidente facente funzione, non un funzionario qualsiasi. Senza considerare che da tre anni l’opposizione tuona contro TeleMeloni e l’occupazione militare della Tv di Stato da parte della destra. Una tesi che questa vicenda finisce per confermare.

Le reazioni

Marano replica. “Quanto riportato dall'articolo in oggetto, è da ritenere non attendibile nella ricostruzione e quantomeno diffamatorio nella titolistica del pezzo giornalistico. Per questo sono a richiedere un audit extra piano volto a verificare e asseverare il rispetto delle procedure aziendali e la correttezza delle relative condotte", le parole del consigliere in quota Lega che presiede il cda.

Il caso solleva subito polemiche. Si fa sentire anche il Pd. Per Sandro Ruotolo, responsabile informazione, “ora si arriva a coinvolgere anche i legami familiari. Un fatto che pone un grave problema di opportunità, trasparenza e credibilità dell'azienda. E tutto questo accade mentre la Commissione europea, con una lettera, ha avvisato l'Italia che rischia la procedura di infrazione se non procede in tempi rapidi alla riforma della governance aziendale rendendo la Rai indipendente e autonoma dalla politica. La Rai è un bene pubblico - conclude Sandro Ruotolo - e non può essere gestita come una proprietà privata o familiare".

Sulla “vergognosa Parentopoli di cui scrive oggi Repubblica”, il M5S presenterà una interrogazione in Vigilanza. “L'articolo racconta di un'assunzione in Rai Pubblicità che puzza di favoritismo lontano un miglio – riposta la nota degli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato. – Con questa gestioneabbiamo visto la Rai degradata a ufficio di collocamento per amici del governo, adesso sono saliti di livello e sono passati direttamente ai parenti di chi siede nel cda. Tutto questo mentre la manovra prevede nuovi tagli al servizio pubblico e mentre la maggioranza continua a tenere bloccata in modo indegno la Vigilanza Rai” per i 5S è “arrivato il momento di dire basta: se tutto fosse confermato è chiaro che Antonio Marano non può continuare a sedere nel cda e svolgere le funzioni di presidente", concludono.

Per Italia viva interviene la senatrice Dafne Musolino, componente della Commissione di vigilanza Rai. “Di fronte alle poltrone questa destra non guarda in faccia a nessuno. Questa vicenda è l'ennesimo esempio. D'altronde questa maggioranza e questo governo ci hanno abituati all'occupazione di tutti i posti pubblici disponibili e all'uso dell''amichettismo' come criterio base per l'assunzione del personale”.

“Un fatto gravissimo” per Angelo Bonelli di Avs, “non solo per il merito della vicenda, ma per ciò che racconta dello stato reale del servizio pubblico sotto questo governo: una Rai trasformata in terreno di conquista, dove il potere politico occupa, influenza, indirizza e sistema. Siamo di fronte all'ennesima conferma di TeleMeloni: una Rai piegata agli interessi della destra, attraversata da scorribande predatorie che nulla hanno a che vedere con il merito, la trasparenza e l'autonomia". Sempre per Avs interviene anche il capogruppo Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della Vigilanza Rai: “Continua l'occupazione militare del servizio pubblico. Non solo nomine, ora anche assunzioni in società partecipate per i parenti o pseudo tali. Non solo Fratelli d'Italia, ma anche la Lega fa il pieno in Rai. Il servizio pubblico - continua De Cristofaro - è usato dalle forze della destra per piazzare amici e parenti, un terreno di conquista dove piazzare questo o quello. Dopo aver visto Carlo Conti e Mara Venier, due big dell'offerta Rai, partecipare alla festa di Atreju pensavamo di averle viste tutte. Invece no. Ancora non avevamo visto l'assunzione del fidanzato della figlia del potente del Cda. Avs presenterà una interrogazione in Vigilanza Rai per fare luce su questa vicenda opaca. La Rai, il servizio pubblico radiotelevisivo pubblico - conclude - non merita di essere trattato in questo modo".

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