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Al debutto la corrente di Occhiuto: “FI non può galleggiare all’8 per cento”

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A Palazzo Grazioli la prima sfida a Tajani, in sala troupe Mediaset e una nipote di Berlusconi. Il segretario: “Sento sempre la famiglia”
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«Non serve una corrente, ma qualcosa di ancora più incisivo come un «elettroshock salutare» perché «non si può navigare galleggiando all’8%». Ecco la «scossa liberale» che Roberto Occhiuto vuole dare a Forza Italia: «Mettiamoci più cuore e meno testa». Suona come un motto, ma anche come un’implorazione, nella sala della stampa estera di palazzo Grazioli. Luogo evocativo, scelto di proposito, perché storica residenza romana di Silvio Berlusconi, che era «tutt’altro che un moderato». Nel suo nome Occhiuto invoca un cambio di passo.

Il presidente della Calabria non nomina mai il segretario Antonio Tajani, ma è chiaro che è lui il convitato di pietra. Occhiuto prova a spazzare via le voci che battezzano la sua come nuova corrente: «Nessuno aveva intenzione di svolgere un evento per costruire cose polverose che appartengono al passato e a un partito masochista come il Pd». Ma è chiaro che qualcosa di nuovo tra gli azzurri sta nascendo. E lo dice anche l’attenzione che viene dedicata all’ev…

«Non serve una corrente, ma qualcosa di ancora più incisivo come un «elettroshock salutare» perché «non si può navigare galleggiando all’8%». Ecco la «scossa liberale» che Roberto Occhiuto vuole dare a Forza Italia: «Mettiamoci più cuore e meno testa». Suona come un motto, ma anche come un’implorazione, nella sala della stampa estera di palazzo Grazioli. Luogo evocativo, scelto di proposito, perché storica residenza romana di Silvio Berlusconi, che era «tutt’altro che un moderato». Nel suo nome Occhiuto invoca un cambio di passo.

Il presidente della Calabria non nomina mai il segretario Antonio Tajani, ma è chiaro che è lui il convitato di pietra. Occhiuto prova a spazzare via le voci che battezzano la sua come nuova corrente: «Nessuno aveva intenzione di svolgere un evento per costruire cose polverose che appartengono al passato e a un partito masochista come il Pd». Ma è chiaro che qualcosa di nuovo tra gli azzurri sta nascendo. E lo dice anche l’attenzione che viene dedicata all’evento in ambienti forzisti: tre troupe Mediaset accreditate e una diretta su Tgcom24. Non solo. In platea, seduta nelle prime file tra gli oltre venti parlamentari di FI, c’è anche una Berlusconi: Matilde Bruzzone, nipote di Silvio Berlusconi per parte del fratello Paolo, di cui ha sposato il figlio. «Sono in rappresentanza della famiglia, ma anche come amica», dice. E quanti ricordi: «Le tavolate, i quadri acquistati all’asta, era il 2008 quando ho messo piede qui a palazzo Grazioli». E il suocero Paolo? «Penso che oggi sarebbe venuto volentieri, ma non poteva».

Insomma, la benedizione della famiglia Berlusconi, che negli ultimi tempi non ha evitato grattacapi a Tajani con l’invocazione (l’ha fatta Pier Silvio) di «volti nuovi», ci sarebbe nei fatti. E se il governatore per tre volte dice che «questa non è una corrente, ma una scossa liberale», Andrea Ruggieri, l’animatore dell’evento, e il giornalista Nicola Porro usano un altro vocabolario. «Questa idea era nata come un sasso gettato nello stagno e ora è percepita come una corrente...», osserva l’ex deputato, che immagina il prossimo evento ad Arcore. Mentre il giornalista dice che «qui c’è la corrente dei liberali. Io non voglio più sentire un moderato, Berlusconi e Martino erano liberali estremisti».

Il moderato Tajani, da Milano, a domanda precisa sull’evento, taglia corto: «Io non ho frizioni con nessuno», dice, poi garantisce di sentire la famiglia Berlusconi «tutti i giorni». E il suo fedelissimo Paolo Barelli, sminuisce: «Cosa c’è oggi a palazzo Grazioli?». Per non parlare di Raffaele Nevi: «Mi occupo di altro». Gelo. Ma Alessandro Cattaneo, tra i presenti insieme a Francesco Paolo Sisto, Matilde Siracusano, Licia Ronzulli, Claudio Lotito, è netto: «Bisogna incalzare il partito affinché sia più coraggioso su alcuni temi». Come i diritti civili, di cui parla Occhiuto e su cui da sempre battono i figli di Berlusconi. C’è anche Fabio Roscioli, «non uno qualunque», fanno notare gli organizzatori. Il tesoriere di FI. E non è un dettaglio banale.

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