✕

Decreto per l’Ucraina, Romeo (Lega): “Noi strumentalizzati, lo scenario adesso è cambiato”

(fotogramma)

Ascolta l'audio

Il capogruppo del Carroccio parla della clausola che il partito proporrà al governo prima del provvedimento di fine anno
1 minuti di lettura

Il decreto armi «va riadattato, serve una clausola». Il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, dà battaglia dentro la maggioranza e respinge le accuse di filo-putinismo che sono state rivolte al partito di Matteo Salvini durante il dibattito in Aula sulle risoluzioni in vista del consiglio europeo.

Nella risoluzione che avete approvato si parla di un generico «supporto multidimensionale all’Ucraina», ma nel decreto armi cosa scriverete?

«Noi della Lega vogliamo inserire una clausola che dice che le condizioni sono cambiate dal momento che c’è un piano pace e si sta lavorando per realizzarlo».

Sta dicendo che in questa fase bisogna contribuire con meno armi?

«Ho detto che dobbiamo fare il giusto».

Questo disimpegno viene letto dai partiti di opposizione come un voler stare più dalla parte della Russia che con il popolo ucraino. È così?

«Accanto al legittimo sostegno all’Ucraina abbiamo sempre chiesto che si sviluppasse un piano per la pace. Ora il compito del governo i…

Il decreto armi «va riadattato, serve una clausola». Il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, dà battaglia dentro la maggioranza e respinge le accuse di filo-putinismo che sono state rivolte al partito di Matteo Salvini durante il dibattito in Aula sulle risoluzioni in vista del consiglio europeo.

Nella risoluzione che avete approvato si parla di un generico «supporto multidimensionale all’Ucraina», ma nel decreto armi cosa scriverete?

«Noi della Lega vogliamo inserire una clausola che dice che le condizioni sono cambiate dal momento che c’è un piano pace e si sta lavorando per realizzarlo».

Sta dicendo che in questa fase bisogna contribuire con meno armi?

«Ho detto che dobbiamo fare il giusto».

Questo disimpegno viene letto dai partiti di opposizione come un voler stare più dalla parte della Russia che con il popolo ucraino. È così?

«Accanto al legittimo sostegno all’Ucraina abbiamo sempre chiesto che si sviluppasse un piano per la pace. Ora il compito del governo italiano è sostenere e accompagnare questo piano».

La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto se Matteo Salvini sia «il portavoce della Russia». Il plauso di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, alle parole del vicepremier potrebbe lasciarlo pensare?

«Lasciamo stare la strumentalizzazione che la Russia fa delle parole di Salvini».

Perché le dovrebbe strumentalizzare?

«Per creare problemi in Italia, è evidente che sia così, ma Salvini ha detto una cosa sacrosanta. Pensare di sconfiggere la Russia era una follia, basta conoscere la storia, non ci sono riusciti né Hitler né Napoleone. E adesso lo stesso Zelensky ha detto che in nome di un compromesso bisogna accettare di fare alcune concessioni».

Dite che l’Europa sia ininfluente ma alcuni passaggi del piano di pace degli Usa sono stati corretti su proposta dell’Ue. È l’Italia che non ha potere, come vi è stato detto in Aula?

«L’Italia deve tornare a essere un Paese mediatore, la Lega questo lo dice da più di due anni, nel solco dell’Alleanza atlantica ma accettando quel ruolo di responsabilità a cui è stata chiamata ultimamente anche da papa Leone XIV. E se lo dice il Papa non può che essere così. Grazie agli Stati Uniti si comincia a parlare di una pace possibile, duratura».

Come immagina questo ruolo dell’Italia?

«L’Italia deve tenere unita l’Unione europea e gli Stati Uniti perché altrimenti spezziamo l’asse, come vorrebbero i Volenterosi. In questo momento bisogna accompagnare i negoziati, non ostacolarli, perché non c’è più Biden ma c’è Trump. E nel decreto aiuti all’Ucraina abbiamo chiesto che si tenga conto, per coerenza, delle trattative e dei negoziati che ci sono»

Leggi i commenti