«Siamo a un tornante decisivo della storia, adesso Meloni deve scegliere: se stare dalla parte di Trump e Putin oppure dell’Europa, che i due opposti imperialismi vogliono disgregare. Il presidente Usa l’ha scritto nel documento sulla sicurezza nazionale, quello russo ha fatto parlare le bombe sull’Ucraina». Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Affari europei, intervenuto l’altro ieri alla Camera sulle comunicazioni della premier, punta il dito contro «l’ambiguità della presidente del Consiglio».
Non è stata chiara quando ha dichiarato che l’Italia non abbandonerà Kiev al suo destino?
«Bisognava ascoltarla tutta la relazione in aula per rendersi conto che ha detto tutto e il suo contrario. Ma di fronte all’aggressività di Mosca e degli Stati Uniti non può più restare a metà del guado: deve dire se intende contribuire a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa o schierarsi con chi la vuole condannare alla subalternità politica ed economica. Il che danneggerebbe il nos…
«Siamo a un tornante decisivo della storia, adesso Meloni deve scegliere: se stare dalla parte di Trump e Putin oppure dell’Europa, che i due opposti imperialismi vogliono disgregare. Il presidente Usa l’ha scritto nel documento sulla sicurezza nazionale, quello russo ha fatto parlare le bombe sull’Ucraina». Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Affari europei, intervenuto l’altro ieri alla Camera sulle comunicazioni della premier, punta il dito contro «l’ambiguità della presidente del Consiglio».
Non è stata chiara quando ha dichiarato che l’Italia non abbandonerà Kiev al suo destino?
«Bisognava ascoltarla tutta la relazione in aula per rendersi conto che ha detto tutto e il suo contrario. Ma di fronte all’aggressività di Mosca e degli Stati Uniti non può più restare a metà del guado: deve dire se intende contribuire a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa o schierarsi con chi la vuole condannare alla subalternità politica ed economica. Il che danneggerebbe il nostro interesse nazionale perché solo restando agganciata all’Unione l’Italia potrà affrontare le sfide globali che abbiamo di fronte».
Perché non sceglie, secondo lei?
«Perché ha una maggioranza spaccata in tre fra le posizioni blandamente pro-Ue di Tajani, quelle filoputiniane di Salvini e la sua sudditanza a Trump. In questo quadro l’Italia galleggia, tradendo la tradizione europeista del nostro Paese. Basta leggere la loro risoluzione: un vuoto e inutile esercizio di retorica».
Su cosa basa le sue accuse?
«In quel documento non c’è scritto nulla sul sostegno militare all’Ucraina, nulla sull’utilizzo degli asset russi, nulla sulla volontà di arrivare a una pace giusta che non può essere la resa di Kiev. Un passo indietro pericoloso rispetto agli sforzi dell’Unione e dei leader volenterosi perché rischia indebolire la difesa di Zelensky e le garanzie di sicurezza dell’Europa».
Anche nella risoluzione Pd non si fa mai cenno agli aiuti militari. Forse per non irritare M5S e Avs?
«Noi abbiamo sempre utilizzato la stessa formula, chiedendo al governo di prestare “tutte le forme di assistenza necessarie”. Il che vuol dire anche sostegno militare all’Ucraina».
Dopodiché Conte è contro l’invio di armi e il congelamento degli asset russi. Come la mettiamo?
«Su questo punto la linea del M5S è differente dalla nostra, ma ciò che conta oggi sono le divisioni drammatiche della destra che guida l’Italia. Noi sapremo trovare una sintesi. Ricordo che quando abbiamo governato noi abbiamo portato il Pnrr, loro i dazi».
Intanto il governo sta pensando di inviare aiuti civili più che armi. Il Pd è d’accordo?
«Ma possiamo commentare le indiscrezioni? Questo è un governo che cambia idea ogni minuto. Malato di ambiguità. Non ci si può esprimere finché non ci sarà un testo ufficiale. È sotto gli occhi di tutti che sui temi internazionali è in atto una prova di forza fra i leader della maggioranza e fra ministri. Così come pure sui temi interni».
A cosa si riferisce?
«Guardi cosa sta succedendo sulla manovra. Si è impantanata. Dovevano abolire la Fornero e hanno aumentato l’età pensionabile, abbassare le tasse e le hanno alzate. Non hanno fatto niente sui salari, né sulle liste d’attesa. Incapaci di mantenere le promesse, fra ricatti reciproci e veti incrociati. Stanno facendo solo danni sulla pelle degli italiani».