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FdI, figuraccia condomini. Arianna Meloni ai deputati: “Basta iniziative solitarie”

Galeazzo Bignami

 (ansa)

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Su input della coordinatrice del partito, Bignami scrive una lettera dura ai colleghi. Allo studio una modifica del regolamento del gruppo
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Una lettera di Galeazzo Bignami, per adesso, con il placet di Arianna Meloni. E una modifica allo studio del regolamento del gruppo di FdI alla Camera. Ordine dall’alto: basta iniziative solitarie sulle proposte di legge da parte dei parlamentari della fiamma, non si può mettere in imbarazzo il partito, dunque Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia di norma è una caserma, deputati e senatori una falange, la libertà di coscienza degli eletti tenuta a bada. Stavolta però il vaso era colmo, se il presidente dei deputati, Bignami appunto, ha deciso di spedire una letterina di Natale niente male alle truppe. La missiva arriva dopo il trambusto per il ddl presentato da Elisabetta Gardini, che chiedeva di cambiare i regolamenti dei condomini, affibbiando agli inquilini in regola le spese dei morosi. Patatrac, persino la stampa di destra (vedi La Verità) ha protestato. Il partito non ne sapeva niente, anzi in passato aveva ipotizzato norme all’opposto sulla casa. La proposta come noto è finita inc…

Una lettera di Galeazzo Bignami, per adesso, con il placet di Arianna Meloni. E una modifica allo studio del regolamento del gruppo di FdI alla Camera. Ordine dall’alto: basta iniziative solitarie sulle proposte di legge da parte dei parlamentari della fiamma, non si può mettere in imbarazzo il partito, dunque Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia di norma è una caserma, deputati e senatori una falange, la libertà di coscienza degli eletti tenuta a bada. Stavolta però il vaso era colmo, se il presidente dei deputati, Bignami appunto, ha deciso di spedire una letterina di Natale niente male alle truppe. La missiva arriva dopo il trambusto per il ddl presentato da Elisabetta Gardini, che chiedeva di cambiare i regolamenti dei condomini, affibbiando agli inquilini in regola le spese dei morosi. Patatrac, persino la stampa di destra (vedi La Verità) ha protestato. Il partito non ne sapeva niente, anzi in passato aveva ipotizzato norme all’opposto sulla casa. La proposta come noto è finita incenerita su ordine della premier. Non se ne parla.

Non è un caso isolato, però. Di tanto in tanto, nel corso della legislatura a trazione destra-centro, qualcuno dei Fratelli ha deragliato dai precetti. Toccò un paio di anni fa all’ex sottosegretario Roberto Menia finire impallinato dai suoi, quando fece protocollare una proposta di legge sull’aborto. Anche in quel caso da via della Scrofa corsero ai ripari, con la solita formula: «È un’iniziativa personale». Ecco, per Bignami non possono essercene più di sortite così. Dunque la lettera: è «tassativo» il vaglio preventivo del capogruppo, cioè suo. Di più: ogni proposta dovrà essere scandagliata «dai dipartimenti competenti» del partito e «dagli uffici legislativi del gruppo». Ogni testo deve rispettare «la linea politica e programmatica del partito». Solo dopo questa cernita, in caso di «valutazione positiva», si può procedere al deposito. Bignami non ha agito d’impulso: la mossa, spiegano più fonti del partito, è stata concertata con Arianna Meloni, Giovanni Donzelli e Francesco Filini, la triade che governa a via della Scrofa da quando la leader si è trasferita a Palazzo Chigi.

C’è un altro passaggio che potrebbe arrivare a breve. Una modifica del regolamento di FdI alla Camera, per istituzionalizzare questo controllo preventivo. Al Senato già c’è: all’articolo 7 è previsto che al presidente «compete la preventiva analisi degli ordini del giorno, mozioni, interrogazioni, proposte di legge e emendamenti di particolare rilievo». Nel regolamento di Montecitorio non c’è. Un bug. Ecco perché queste tre righe potrebbero essere copiate e incollate. Ma c’è anche chi assicura che non sia necessario, non tanto perché manca un anno e mezzo alla fine della legislatura, ma perché «l’ira funesta di Galeazzo» ha già sortito i suoi effetti. I più giurano: non accadrà più.

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