✕

L’affondo di Schlein: “Hanno tradito il Paese, la maggioranza si è rotta”

La conferenza stampa del Pd con la segretaria Elly Schlein sulla manovra

 

Ascolta l'audio

Opposizione all’attacco: “Sulle pensioni un colpo di mano gravissimo”. Renzi: “Giorgetti ha perso la faccia”. Conte: “Si fermino”
2 minuti di lettura

ROMA – Ore 15, sala conferenze del Senato. Sullo schermo alle spalle di Elly Schlein viene proiettato un video di Giorgia Meloni, ospite di Paolo Del Debbio alla vigilia delle politiche 2018, quattro anni prima di varcare il portone di Palazzo Chigi. Nello studio di Rete4, la presidente di Fratelli d’Italia, allora all’opposizione, illustrava il suo programma, mentre il conduttore annotava solerte su una lavagnetta — stile Emilio Fede con le bandierine (sbagliate) delle regionali — cifre e capisaldi dell’intervento. «Bisogna consentire a chi ha 60 anni di età e 41 anni di contributi di poter andare in pensione», spiegava Meloni nel breve spezzone d’archivio. «Non si può adeguare automaticamente l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Se la vuoi alzare, la politica ci deve mettere la faccia, si deve prendere la responsabilità, non si fa con un automatismo». Esattamente il contrario di quanto scritto nella legge di bilancio, ora all’esame di Palazzo Madama. Su cui lei, adesso che è …

ROMA – Ore 15, sala conferenze del Senato. Sullo schermo alle spalle di Elly Schlein viene proiettato un video di Giorgia Meloni, ospite di Paolo Del Debbio alla vigilia delle politiche 2018, quattro anni prima di varcare il portone di Palazzo Chigi. Nello studio di Rete4, la presidente di Fratelli d’Italia, allora all’opposizione, illustrava il suo programma, mentre il conduttore annotava solerte su una lavagnetta — stile Emilio Fede con le bandierine (sbagliate) delle regionali — cifre e capisaldi dell’intervento. «Bisogna consentire a chi ha 60 anni di età e 41 anni di contributi di poter andare in pensione», spiegava Meloni nel breve spezzone d’archivio. «Non si può adeguare automaticamente l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Se la vuoi alzare, la politica ci deve mettere la faccia, si deve prendere la responsabilità, non si fa con un automatismo». Esattamente il contrario di quanto scritto nella legge di bilancio, ora all’esame di Palazzo Madama. Su cui lei, adesso che è premier, non ha (ancora) proferito verbo.

La segretaria del Pd sorride beffarda ascoltando quella registrazione che apre la conferenza stampa convocata sulla manovra. Prova provata dell’ennesima bugia propinata agli italiani. E infatti: «Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali del governo», attacca subito Schlein. «L’aumento dell’età» non cade infatti «con il ritiro del maxi-emendamento» presentato da un «Giorgetti sfiduciato»: scatterà comunque «per il 96% dei lavoratori, comprese le forze dell’ordine», essendo prevista nel testo della finanziaria che si approverà entro fine anno. «Meloni diceva che non era possibile aumentare l’età pensionabile senza metterci la faccia, ora non dice una parola», affonda. «Un colpo di mano gravissimo perché non si scherza sui sacrifici di una vita di chi ha lavorato», accusa. E siccome però c’è ancora tempo per un’assunzione di responsabilità, quella che l’attuale premier chiedeva alla politica solo qualche anno fa, «la maggioranza voti l’emendamento che abbiamo presentato insieme alle altre opposizioni per bloccare l’allungamento dell’età per andare in pensione».

Il fianco su cui affondare, e neppure l’unico. «È finita Atreju ma il Paese reale è ancora lì con i suoi problemi. È uno spettacolo inaccettabile quanto sta accadendo sulla manovra», insiste la segretaria dem: «Due giorni fa Meloni faceva la spavalda in Aula contro l’opposizione, ieri notte si è rotta la sua maggioranza. Se sono così uniti come ha detto lei, non si capisce perché ci portano a poche ore dall’esercizio provvisorio e stanno ancora litigando». Ragion per cui adesso «Giorgetti venga a riferire in Parlamento», intima il presidente dei senatori pd Francesco Boccia: «Ci siamo ritrovati all’improvviso una riforma delle pensioni che dopo tre giorni è stata completamente rasa al suolo, aumentando comunque l’età pensionabile. Un grande pasticcio che ha anche un risvolto politico, visto che il ministro dell’Economia è stato sfiduciato dal segretario del suo partito».

Sulla stessa lunghezza d’onda il resto delle forze progressiste. «Ci hanno provato fino alla fine. Ma dopo aver peggiorato la Fornero e cancellato Opzione donna, il governo si è dovuto rimangiare alcune delle vergognose norme con cui uccideva di fatto il riscatto della laurea e allungava pure i tempi per ricevere l’assegno», denuncia Giuseppe Conte. «Ennesimo circo di una manovra evanescente, senza un piano industriale, un piano sanitario, un progetto sociale. Niente di niente», insiste il leader del M5s. «E ora sono a pezzi. L’unica cosa che procede spedita è la corsa al riarmo». Tranchant pure Matteo Renzi: «Meloni e Salvini dovrebbero essere “spernacchiati” a vita. Comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia».

Leggi i commenti