Laura Mattarella: “Il ruolo da first lady un onore e un dovere. Mia madre lo avrebbe svolto meglio”
di Valeria Forgnone“Ho considerato un dovere e anche un onore stare accanto a mio padre, Sergio Mattarella, in occasioni ufficiali della Repubblica, in un ruolo che mia madre avrebbe svolto certamente meglio”, dice Laura Mattarella, figlia del capo dello Stato. Descrive così il suo ruolo da first lady che “in Italia non è previsto – spiega – La presenza di un accompagnatore ufficiale è una mera convenzione perché non c’è nulla, nel nostro ordinamento, che preveda un ruolo pubblico assegnato al coniuge o, come nel mio caso, alla figlia del presidente della Repubblica. L’espressione inglese “first lady” è diventata di uso comune, per comodità pratica, ma nei protocolli del cerimoniale, in Italia e all’estero, vengo indicata semplicemente come ‘la signora Laura Mattarella’. Ed è giusto così”.
Sempre riservata, di poche parole, elegante e sorridente, “la signora Laura Mattarella” racconta la sua vita privata e istituzionale in un’intima inter…
“Ho considerato un dovere e anche un onore stare accanto a mio padre, Sergio Mattarella, in occasioni ufficiali della Repubblica, in un ruolo che mia madre avrebbe svolto certamente meglio”, dice Laura Mattarella, figlia del capo dello Stato. Descrive così il suo ruolo da first lady che “in Italia non è previsto – spiega – La presenza di un accompagnatore ufficiale è una mera convenzione perché non c’è nulla, nel nostro ordinamento, che preveda un ruolo pubblico assegnato al coniuge o, come nel mio caso, alla figlia del presidente della Repubblica. L’espressione inglese “first lady” è diventata di uso comune, per comodità pratica, ma nei protocolli del cerimoniale, in Italia e all’estero, vengo indicata semplicemente come ‘la signora Laura Mattarella’. Ed è giusto così”.
Sempre riservata, di poche parole, elegante e sorridente, “la signora Laura Mattarella” racconta la sua vita privata e istituzionale in un’intima intervista a Vogue Italia con la direttrice Francesca Ragazzi. Spiega che la sua è stata una scelta “libera, responsabile e ponderata”, di averne parlato con suo padre e con suo marito. Ricorda le rinunce fatte, compresa quella di aver lasciato il suo lavoro di avvocato, “qualcuna, ragionevole e di poco conto” perché proviene “da una famiglia dove riservatezza e discrezione non sono considerate una formalità o solo un dovere, ma il modo più intenso di vivere i rapporti tra le persone, i familiari, gli amici. Nel complesso ho cercato di mantenere per me e la mia famiglia una vita assolutamente normale”. Abita con loro e non al Quirinale, non riceve rimborsi per gli abiti da sere o le acconciature. E ammette che “è stato un elemento dirimente” il fatto che i suoi figli, all’epoca della prima elezione, dieci anni fa, “fossero già abbastanza grandi”. Da anni ormai ricopre il ruolo di accompagnatrice del papà Sergio rimasto vedovo di sua moglie, Marisa Chiazzese, nel 2012. Tre anni dopo lui salirà al Colle per la sua prima volta e da quel momento sua figlia Laura spesso è accanto al capo dello Stato in diverse occasioni ufficiali, comprese quelle internazionali. “So solo che devo essergli vicina: a volte accanto, altre un passo dietro”, dice.
Racconta in cosa consiste il suo ruolo di first lady. “In Italia generalmente, accompagno mio padre in occasioni di carattere culturale o con rilevanza sociale, in contesti talvolta informali. In molte occasioni istituzionali – come colloqui diplomatici, riunioni di organismi, cerimonie militari – la mia partecipazione ovviamente non è prevista. Per quanto riguarda l’estero, accompagno mio padre nelle visite in Paesi che prevedono la presenza di figure della famiglia del presidente o del sovrano. Vorrei aggiungere che, in queste visite, direi tanto interessanti quanto impegnative, non svolgo il ruolo di “assistente” di mio padre – spiega Laura Mattarella – Quando si giunge in un Paese straniero, il presidente segue il programma dei suoi incontri istituzionali, io un programma culturale e sociale, accompagnata dal consorte del capo di Stato del Paese che ci ospita”. Quando invece i capi di Stato stranieri vengono in visita in Italia, a lei spetta il compito di accompagnare la first lady o il first gentleman a visitare il Quirinale. “È un onore e motivo di orgoglio per me mostrare a ospiti stranieri il nostro splendido patrimonio artistico e culturale”, osserva la figlia di Sergio Mattarella. Ci tiene anche a ricordare le collaborazioni con alcune associazioni benefiche e di promozione del ruolo delle donne nel mondo, come “l’iniziativa Race for the cure, dedicata alla sensibilizzazione verso la prevenzione di una malattia grave e diffusa come il tumore al seno, e il Wef (Women Economic Forum)”. E alla domanda su come si può promuovere la gentilezza nelle istituzioni e nella società in un momento in cui prevalgono spesso tensione e disillusione? Laura Mattarella risponde: “Gentilezza non è solo una qualità personale, è un cammino, un metodo di mitezza. Significa spiegare e ascoltare, nella consapevolezza che il confronto e l’ascolto sono sempre strumenti di crescita”.