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Laura Mattarella su Vogue,first lady di papà Sergio: “Un onore stare accanto a lui”

La copertin di Vogue Italia con Laura Mattarella 

 

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L’intervista di copertina rompe il riserbo della figlia del presidente: “Coltivo la gentilezza. Mia madre avrebbe svolto il ruolo meglio di me”
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Per una donna che afferma di provenire da una famiglia «dove riservatezza e discrezione non sono considerate una formalità o solo un dovere, ma il modo più intenso di vivere i rapporti tra le persone», accettare la proposta di finire sulla copertina di Vogue deve essere stata una fonte di tormenti e ripensamenti. O forse no. Dopotutto Laura è pur sempre la figlia di Sergio Mattarella e qualcosa della nettezza del padre deve esserle passato nell’elica del Dna. Per cui la si può immaginare tranquilla, una volta presa la decisione di aprirsi alle domande della direttrice di Vogue Italia, Francesca Ragazzi.

Bel colpo, mai prima d’ora una donna del Presidente - moglie o figlia - era finita sotto i riflettori, con un’intervista a tutto ca…

Per una donna che afferma di provenire da una famiglia «dove riservatezza e discrezione non sono considerate una formalità o solo un dovere, ma il modo più intenso di vivere i rapporti tra le persone», accettare la proposta di finire sulla copertina di Vogue deve essere stata una fonte di tormenti e ripensamenti. O forse no. Dopotutto Laura è pur sempre la figlia di Sergio Mattarella e qualcosa della nettezza del padre deve esserle passato nell’elica del Dna. Per cui la si può immaginare tranquilla, una volta presa la decisione di aprirsi alle domande della direttrice di Vogue Italia, Francesca Ragazzi.

Bel colpo, mai prima d’ora una donna del Presidente - moglie o figlia - era finita sotto i riflettori, con un’intervista a tutto campo. In Italia un inedito, mentre all’estero, da Carla Bruni a Michelle Obama, le first lady da copertina sono quasi un classico. E comunque la nostra, che ha scelto fin dal primo mandato di dare una mano al padre (rimasto vedovo prima di essere eletto nel 2015), si espone al pubblico con un piglio tutto suo, in linea con le donne di una famiglia dove gli uomini erano tutti impegnati in politica: «Penso di poter dire che tutte le donne della mia famiglia, anche le mie nonne, sono state da sempre educate a pensare con la propria testa, a coltivare pensieri propri. Non c’è dunque mai stato da parte loro un atteggiamento passivo nei confronti degli uomini impegnati in politica».

Ma che vita fa Laura Mattarella? Di lei si sa pochissimo, la si intravede accanto al padre nelle visite di Stato. «Nel complesso - conferma - ho cercato di mantenere per me e la mia famiglia una vita assolutamente normale». Non risiede nel palazzo dei papi, ma abita «felicemente» a casa sua, «con mio marito e con i miei figli». E lo Stato la paga per quel ruolo? In tempi di accesa anti-politica sui social non è una domanda banale. «Non è previsto nulla», ci fa sapere lei, neanche un rimborso per gli abiti da sera che deve indossare alla presenza di sovrani, capi di Stato o cerimonie ufficiali. Anche perché il cerimoniale italiano proprio non la conosce, nel senso che il ruolo di first lady non è previsto. «La presenza di un accompagnatore ufficiale - osserva - è una mera convenzione perché non c’è nulla, nel nostro ordinamento, che preveda un ruolo pubblico assegnato al coniuge o, come nel mio caso, alla figlia del presidente della Repubblica. L’espressione inglese first lady è diventata di uso comune, per comodità pratica, ma nei protocolli del cerimoniale, in Italia e all’estero, vengo indicata semplicemente come “signora Laura Mattarella”. Ed è giusto così».

Lei comunque ha il suo stile, anche nella scelta degli abiti, diverso da quella di altre figlie come Ernestina Saragat o Marianna Scalfaro. «Ogni donna – figlia o coniuge – che, nella storia italiana, si è trovata accanto al capo dello Stato, si è comportata come meglio ha creduto, a volte anche scegliendo di non comparire. Ogni scelta merita rispetto. In ogni caso, ciascuna di coloro che hanno scelto di accompagnare e sostenere il Presidente, lo ha fatto seguendo il proprio stile, le proprie inclinazioni, la propria personalità».

Si potrebbe quasi fare una galleria di queste donne, accomunate tutte da una grande discrezione. Interessante è la parte sul perché di una svolta personale, l’idea di andare al Quirinale con il padre, che l’ha obbligata a rinunciare alla sua carriera da avvocata. «La mia è stata una scelta libera, responsabile e ponderata. Ne ho parlato subito con mio padre e, ovviamente, con mio marito. Abbiamo valutato ogni possibile aspetto della questione. Devo dire che il fatto che i miei figli, all’epoca della prima elezione, dieci anni fa, fossero già abbastanza grandi, è stato un elemento dirimente. Ho considerato un dovere e anche un onore stare accanto a mio padre in occasioni ufficiali della Repubblica, in un ruolo che mia madre avrebbe svolto certamente meglio».

Di politica non si parla nell’intervista. Ma una delle risposte è, in fondo, politicissima, quando Laura Mattarella fa l’elogio di una qualità così desueta in questo mondo di dittatori e aspiranti tali: «La gentilezza non è solo una qualità personale, è un cammino, un metodo di mitezza. Non parliamo qui della cortesia, delle formalità, del bon ton, che spesso sono soltanto apparenti, ma di un modo di rapportarsi a quel che avviene e agli altri. Significa spiegare e ascoltare, sviluppare confronto e rispetto, non assumere il proprio punto di vista come l’unico approdo possibile», Sarebbe bello che qualcuno l’ascoltasse.

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