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Discorso di Mattarella, il plauso bipartisan della politica. Schlein: visione di un futuro migliore

La segretaria Pd Elly Schlein

 

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I leader di destra rimarcano il tema pace, la dem e Conte i diritti sociali. Vannacci: non l’ho visto
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ROMA – A risuonare più forte è la parola «pace». Da destra a sinistra, il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella trova eco – con accenti diversi – nei commenti dei leader, dalla premier Giorgia Meloni alla segretaria del Pd Elly Schlein. Tutti concordi sull’urgenza di porre fine ai conflitti in corso: «Il principale impegno della nostra politica estera» per il titolare della Farnesina Antonio Tajani, un monito per «coloro che continuano a parlare di guerra a oltranza», nella versione polemica del collega vicepremier Matteo Salvini. Inascoltato, o quasi, sembra invece passare il riferimento allo spirito di collaborazione che ispirò i costituenti, «capaci di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra contrasti». E in effetti Angelo Bonelli di Avs vi vede «l’opposto di ciò che accade» con il premierato che «si vuole imporre a colpi di maggioranza».

ROMA – A risuonare più forte è la parola «pace». Da destra a sinistra, il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella trova eco – con accenti diversi – nei commenti dei leader, dalla premier Giorgia Meloni alla segretaria del Pd Elly Schlein. Tutti concordi sull’urgenza di porre fine ai conflitti in corso: «Il principale impegno della nostra politica estera» per il titolare della Farnesina Antonio Tajani, un monito per «coloro che continuano a parlare di guerra a oltranza», nella versione polemica del collega vicepremier Matteo Salvini. Inascoltato, o quasi, sembra invece passare il riferimento allo spirito di collaborazione che ispirò i costituenti, «capaci di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra contrasti». E in effetti Angelo Bonelli di Avs vi vede «l’opposto di ciò che accade» con il premierato che «si vuole imporre a colpi di maggioranza».

L’ottantesimo anniversario della Repubblica nelle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa diventa il tributo a «una nazione che si riconosce nella Carta, nella democrazia, nei valori della pace, del confronto costruttivo, della bellezza e della tenacia». L’omologo alla Camera Lorenzo Fontana – che come La Russa e Meloni ha telefonato al Colle – sottolinea invece «l’attenzione ai giovani». Sono «i depositari dei valori della Costituzione», si accoda Riccardo Magi di +Europa.

Nell’«album immaginario» della Repubblica sfogliato da Mattarella, la segretaria Pd Elly Schlein pone poi l’accento sulla «visione di un futuro migliore che l’Italia si aspetta e merita» e sulle «conquiste sociali» da «preservare», in testa «il servizio sanitario universalistico e il sistema previdenziale esteso a tutti, il diritto alla casa e a retribuzioni eque». La critica all’esecutivo in carica ricorre anche nelle parole del leader del M5S Giuseppe Conte, secondo il quale il capo dello Stato parla di «pace, lavoro giustamente retribuito, giustizia sociale e difesa di sanità pubblica» mentre «scelte sbagliate rischiano di ipotecare il futuro di quei valori». Il presidente di Iv Matteo Renzi consegna a un post su X «gratitudine e apprezzamento» al Quirinale, il leader di Azione Carlo Calenda lo loda come punto di equilibrio: «La nettezza con cui posiziona l’Italia valgono più di mesi di dibattiti tra maggioranza e opposizione». Un solo politico, il vicesegretario della Lega Roberto Vannacci, ha fatto sapere di non aver ascoltato il messaggio: «Ero con amici, lo guarderò in differita», ha detto prima del tuffo in mare d’inizio anno a Viareggio.

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