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Chiude la Porta santa: al Giubileo dei due Papi 33 milioni di pellegrini

(reuters)

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Mattarella alla cerimonia di Leone XIV oggi in San Pietro. Mantovano con Gualtieri: brevettare il metodo. Si guarda al 2033
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Leone XIV chiude oggi alle 9.30 la Porta santa di San Pietro alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rito che conclude ufficialmente il Giubileo della speranza avviato da Francesco la sera della vigilia di Natale del 2024, quando, in carrozzina, il Papa argentino aprì la stessa porta santa della basilica vaticana (presente, allora, la premier Giorgia Meloni) che ha permesso ai pellegrini di ricevere l’indulgenza plenaria. Si conclude così l’anno santo dei due Papi, che, grazie anche agli eventi straordinari della morte di un pontefice regnante, dell’elezione in Conclave del successore e dell’avvio di un nuovo pontificato, ha fatto registrare l’afflusso record di oltre 33 milioni di pellegrini a Roma. Per la precisione, sino a ieri mattina erano 33.475.369 i fedeli accorsi durante l’anno santo da 185 Paesi di tutto il mondo, ai quali vanno aggiunti gli ultimissimi fedeli che, nonostante la pioggia, hanno approfittato delle ultime ore prima della chiusura per so…

Leone XIV chiude oggi alle 9.30 la Porta santa di San Pietro alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rito che conclude ufficialmente il Giubileo della speranza avviato da Francesco la sera della vigilia di Natale del 2024, quando, in carrozzina, il Papa argentino aprì la stessa porta santa della basilica vaticana (presente, allora, la premier Giorgia Meloni) che ha permesso ai pellegrini di ricevere l’indulgenza plenaria. Si conclude così l’anno santo dei due Papi, che, grazie anche agli eventi straordinari della morte di un pontefice regnante, dell’elezione in Conclave del successore e dell’avvio di un nuovo pontificato, ha fatto registrare l’afflusso record di oltre 33 milioni di pellegrini a Roma. Per la precisione, sino a ieri mattina erano 33.475.369 i fedeli accorsi durante l’anno santo da 185 Paesi di tutto il mondo, ai quali vanno aggiunti gli ultimissimi fedeli che, nonostante la pioggia, hanno approfittato delle ultime ore prima della chiusura per solcare la soglia ieri pomeriggio.

Italiani e statunitensi

Nel corso di una conferenza stampa di bilancio che si è svolta nella sala stampa vaticana, monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per la Nuova evangelizzazione, ha reso noto che a guidare la classifica sono stati gli italiani (36,34% dei pellegrini), seguiti dagli statunitensi (12,57%), senz’altro attirati anche dall’elezione del primo Papa della storia nato negli Usa, e poi da spagnoli (6,23%), brasiliani (4,67%) e polacchi (3,69%). Guardando ai continenti, l’Europa è stata prima con il 62,63% delle presenze, l’America del Nord seconda con il 16,54%. I picchi di afflusso si sono registrati in occasione dei funerali di papa Francesco e del Giubileo dei giovani a cavallo tra luglio e agosto con messa finale celebrata da Leone a Tor Vergata.

Il “metodo Giubileo”

Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ha elogiato il «metodo Giubileo» («È da brevettare») che ha permesso una efficace collaborazione tra le istituzioni a prescindere dal colore politico: «Un’amministrazione statale che deve coordinare e non dirigere altre amministrazioni. Riunioni di coordinamento che risolvono problemi e non li creano. Ciascuno dei soggetti coinvolti evita di appropriarsi di risultati che sono frutto del lavoro di tutti. Tutto questo ha permesso un cambio di passo». Monsignor Fisichella e Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e commissario straordinario di Governo per le opere del Giubileo, hanno concordato, scherzando sul fatto che il loro unico motivo di disaccordo è stato sulle fontane della rinnovata piazza Pia.

Verso il 2033

Per il primo cittadino della capitale l’anno santo «è stato un volano per la città, per la sua trasformazione». Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dal prefetto di Roma Lamberto Giannini. Prossimo appuntamento tra soli sette anni, quando, nel 2033, Roma ospiterà - ma il Papa non lo ha ancora indetto - un Giubileo straordinario a duemila anni dalla morte e risurrezione di Gesù Cristo.

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