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Ddl stupro, Bongiorno lavora a un nuovo testo: il consenso deve essere riconoscibile

La leghista Giulia Bongiorno, relatrice del ddl stupro
La leghista Giulia Bongiorno, relatrice del ddl stupro 

La relatrice del disegno di legge frutto di un accordo bipartisan su input di Meloni e della leader Pd Schlein. Andrà in aula al Senato il 10 febbraio per l'ok definitivo

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Modifiche al Senato al disegno di legge sulla violenza sessuale, che ha introdotto il principio del consenso delle donne senza il quale si configura il reato. Il ddl, già approvato all'unanimità alla Camera e frutto di un accordo bipartisan su input della premier Giorgia Meloni e della leader dem Elly Schlein, è stato stoppato a novembre a Palazzo Madama, su pressioni del centrodestra, dopo una accesa polemica politica.

Ora la relatrice del ddl, la leghista Giulia Bongiorno, fa sapere che proporrà un testo che preveda il consenso riconoscibile, cioè che venga esplicitata la disponibilità ad avere un rapporto e che sia riconoscibile in qualche modo e in base al contesto. In mancanza scatta il reato. A spiegarlo all'Ansa è proprio Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato che sta esaminando il ddl. “Il testo andrà in aula il 10 febbraio e spero di trovare la condivisione degli altri gruppi”, aggiunge.

La novità principale che sarà introdotta nel testo, partendo da quello ora all'esame della commissione del Senato e già approvato dalla Camera, conterrà oltre al concetto del consenso anche la sua riconoscibilità. "Io credo sia necessario trovare un punto di equilibrio. Non si vuole assolutamente tornare indietro rispetto al consenso, ma questo deve essere riconoscibile", sottolinea ancora la senatrice leghista. Dunque, nel nuovo testo sarà introdotta la "riconoscibilità del consenso che viene tratta dal contesto", ovvero la presenza o meno del consenso all'atto sessuale deve essere "ricavabile dal contesto".

Il testo, frutto di un'intesa tra Meloni e Schlein, doveva essere approvato in via definitiva dal Senato lo scorso 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ma i senatori di maggioranza della Commissione giustizia hanno chiesto ulteriore tempo per approfondire. “Penso sia importante sottolineare che oggi il disegno di legge sulla violenza sessuale è stato oggetto di approfondimento, i vari gruppi hanno dato delle indicazioni. Io come relatore ho fatto una mia prima proposta, forse questo è l'elemento di maggior novità. Intanto al primo quesito, se fare una marcia indietro rispetto a quanto fatto alla Camera, cioè eliminare del tutto l'inserimento del consenso nella fattispecie, la mia risposta è 'no' – spiega ancora Bongiorno – La mia risposta è che il consenso deve essere un elemento della fattispecie, l'elemento più importante. Tuttavia credo che sia importante, per evitare quelle che sono state considerate possibili strumentalizzazioni, cioè evitare che questo consenso sia un concetto che non sia ancorato a nulla, introdurre la riconoscibilità del consenso, questa è la novità che è stata oggi da me illustrata. Io credo che il reato sussiste qualora non ci sia un consenso riconoscibile in base al contesto”, conclude la presidente della Commissione Giustizia del Senato.

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