Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria nei confronti di Giangaetano Bellavia, commercialista e consulente che collabora con le procure e con Report, in relazione alla vicenda della sottrazione di dati sensibili avvenuta all’interno del suo studio professionale. L’Autorità ha inviato al professionista una richiesta formale di informazioni dopo che, nelle scorse settimane, è emerso pubblicamente il caso dell’archivio di Bellavia e della denuncia presentata contro una sua ex collaboratrice.
La storia riguarda Valentina Varisco, già dipendente dello studio, oggi imputata in un procedimento penale con l’accusa di aver estratto e conservato dati riservati su politici, imprenditori e personaggi pubblici, prelevandoli dagli archivi professionali senza autorizzazione. I nomi sono centinaia: da Silvio Berlusconi a John Elkann, da Massimo D’Alema a Matteo Renzi, fino a Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa e Flavio Briatore, sono alcune delle person…
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria nei confronti di Giangaetano Bellavia, commercialista e consulente che collabora con le procure e con Report, in relazione alla vicenda della sottrazione di dati sensibili avvenuta all’interno del suo studio professionale. L’Autorità ha inviato al professionista una richiesta formale di informazioni dopo che, nelle scorse settimane, è emerso pubblicamente il caso dell’archivio di Bellavia e della denuncia presentata contro una sua ex collaboratrice.
La storia riguarda Valentina Varisco, già dipendente dello studio, oggi imputata in un procedimento penale con l’accusa di aver estratto e conservato dati riservati su politici, imprenditori e personaggi pubblici, prelevandoli dagli archivi professionali senza autorizzazione. I nomi sono centinaia: da Silvio Berlusconi a John Elkann, da Massimo D’Alema a Matteo Renzi, fino a Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa e Flavio Briatore, sono alcune delle persone su cui il commercialista aveva lavorato. Bellavia – è bene ricordarlo – è parte lesa nel procedimento: è stato lui a denunciare il presunto furto di informazioni, che secondo l’accusa si sarebbe protratto nel tempo.
È su questo presupposto che il Garante è intervenuto. Nella Pec notificata ieri, l’Autorità richiama gli obblighi previsti dal regolamento generale sulla protezione dei dati, in particolare l’articolo 33, che impone al titolare del trattamento di comunicare tempestivamente le violazioni di dati personali quando possano comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone interessate. In sostanza Bellavia avrebbe dovuto avvisare il Garante del furto. E invece aviene segnalato che non risulta alcuna notifica. Da qui l’avvio della procedura che, viene chiarito, non equivale a una contestazione né all’apertura automatica di un procedimento sanzionatorio.
L’iniziativa del Garante arriva in un contesto già fortemente segnato dallo scontro politico. Da giorni una parte della maggioranza utilizza il caso Bellavia per attaccare Report, la trasmissione di Rai 3 guidata da Sigfrido Ranucci, di cui Bellavia è stato consulente. Nello studio c’erano anche documenti riconducibili al programma, ma si trattava di ricerche su fonti aperte, nessun materiale riservato.