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Acca Larentia, aggrediti giovani FdI. Meloni: “Serve pacificazione”

(ansa)

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Quattro iscritti di Gn colpiti di notte con spranghe Tornano i saluti romani “Viva l’Italia antifascista” il grido da un balcone
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Quattro militanti di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, aggrediti con spranghe e aste nella notte tra martedì e mercoledì da una decina di incappucciati mentre si apprestavano ad attaccare dei manifesti per ricordare la strage di Acca Larentia. Ieri sera, al grido «per tutti i camerati caduti», a cui è seguito «il presente» ripetuto tre volte, accompagnato dal saluto romano, centinaia di aderenti a CasaPound e altri militanti di estrema destra, tra cui Roberto Fiore di Forza Nuova, hanno commemorato i morti del 7 gennaio 1978. Una delle tante tragedie degli anni di piombo. Quel giorno, dinanzi alla sede del Msi di via Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano a Roma, furono uccisi due ragazzi iscritti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e, poco dopo morì un terzo giovane, Stefano Recchioni, a seguito degli scontri con le forze dell’ordine.

Dopo che si è diffusa la notizia dell’aggressione la premier Giorgia Meloni nel pomeriggio…

Quattro militanti di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, aggrediti con spranghe e aste nella notte tra martedì e mercoledì da una decina di incappucciati mentre si apprestavano ad attaccare dei manifesti per ricordare la strage di Acca Larentia. Ieri sera, al grido «per tutti i camerati caduti», a cui è seguito «il presente» ripetuto tre volte, accompagnato dal saluto romano, centinaia di aderenti a CasaPound e altri militanti di estrema destra, tra cui Roberto Fiore di Forza Nuova, hanno commemorato i morti del 7 gennaio 1978. Una delle tante tragedie degli anni di piombo. Quel giorno, dinanzi alla sede del Msi di via Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano a Roma, furono uccisi due ragazzi iscritti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e, poco dopo morì un terzo giovane, Stefano Recchioni, a seguito degli scontri con le forze dell’ordine.

Dopo che si è diffusa la notizia dell’aggressione la premier Giorgia Meloni nel pomeriggio ha diffuso una nota per affermare che «l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale: se il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde». «Una vile aggressione», l’ha definita il presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Non cancelleranno la memoria». «I miei figli e gli amici dei miei figli sono vivi per miracolo. Un gruppo di estremisti di sinistra li ha aggrediti per ammazzarli», ha commentato sui social, Sabrina Fantauzzi, la portavoce del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, e madre di due dei quattro militanti di Gioventù nazionale. «Uno dei figli ha preso una legnata, una cascata, non so cosa, in viso». Il commando è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di un supermercato e il filmato ora è al vaglio della Digos che ha trasmesso una prima informativa in procura. Avrebbero agito a viso coperto. Uno dei quattro aggrediti è stato portato in ospedale in codice giallo, con delle tumefazioni. Sul posto è intervenuta la Scientifica. Rinvenute delle ricetrasmittenti.

Fabio Rampelli ha parlato di un attacco premeditato. «Grazie all’odio seminato in questi tre anni, ben al di là di ogni legittima opposizione al governo, l’aria è diventata irrespirabile, la violenza è tornata a stagioni che ci auguravamo sepolte dal tempo». Per il verde Bonelli «l’appello della presidente Meloni alla pacificazione non può essere credibile se viene pronunciato proprio nel giorno in cui centinaia di neofascisti si radunano per fare apologia del fascismo». Le immagini dei militanti dell’ultradestra col saluto hanno fatto il giro del web, come ogni anno. «Viva l’Italia antifascista», ha gridato una donna dal balcone durante la cerimonia.

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