Referendum, basta rinvii: il governo punta al 22 marzo. I comitati per il no: “Pronti al ricorso”
di Gabriella CeramiIl governo non vuole più rinviare. Dopo il blitz sfumato del 29 dicembre, adesso è in particolare il ministro della Giustizia Carlo Nordio a voler accelerare per annunciare quanto prima la data del referendum, a suo dire per cavalcare la spinta dell’approvazione della riforma della giustizia e non politicizzare il voto. Lunedì quindi il Consiglio dei ministri convocherà le urne, con ogni probabilità, per il 22 e 23 marzo. Una data che per l’esecutivo segnerebbe un compromesso tra il primo marzo, caldeggiata dalla maggioranza, e il mese di aprile auspicato dall’opposizione. Ma è una data che comunque scontenta i comitati per il No.
Soprattutto chi sta raccogliendo le firme per depositare una nuova richiesta di referendum. I 15 giuristi, guidati da Carlo Guglielmi, a 16 giorni dall'inizio della raccolta e con ancora 23 giorni a disposizione, hanno oltrepassato le 250 mila sottoscrizioni, quindi l…
Il governo non vuole più rinviare. Dopo il blitz sfumato del 29 dicembre, adesso è in particolare il ministro della Giustizia Carlo Nordio a voler accelerare per annunciare quanto prima la data del referendum, a suo dire per cavalcare la spinta dell’approvazione della riforma della giustizia e non politicizzare il voto. Lunedì quindi il Consiglio dei ministri convocherà le urne, con ogni probabilità, per il 22 e 23 marzo. Una data che per l’esecutivo segnerebbe un compromesso tra il primo marzo, caldeggiata dalla maggioranza, e il mese di aprile auspicato dall’opposizione. Ma è una data che comunque scontenta i comitati per il No.
Soprattutto chi sta raccogliendo le firme per depositare una nuova richiesta di referendum. I 15 giuristi, guidati da Carlo Guglielmi, a 16 giorni dall'inizio della raccolta e con ancora 23 giorni a disposizione, hanno oltrepassato le 250 mila sottoscrizioni, quindi la metà delle firme necessarie per presentare il quesito in Cassazione. Quindi, dice Guglielmi, “chiediamo al governo il rispetto dell'articolo 138 della Costituzione, per i 250mila cittadini che hanno firmato e per quelli che si stanno aggiungendo, a centinaia, ogni ora. Abbiamo il diritto di proseguire la raccolta firme fino al 30 gennaio, come previsto dalla legge". Anche se la data del 22 marzo rispetterebbe i tre mesi trascorsi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, che scadono il 30 gennaio, e a questi si aggiungerebbero i 50-70 giorni necessari dal decreto del Cdm all’apertura delle urne, i promotori la considerano una forzatura e sono pronti a fare ricorso. “Noi chiediamo che il decreto venga emanato dopo che noi abbiamo finito di raccogliere le firme”, spiega Guglielmi: “Al contrario il governo toglierebbe ai cittadini la possibilità di essere promotori di un nuovo quesito perché, con le urne già convocate, si perderebbe il senso della raccolta”. Inoltre sarebbe necessario aspettare l’esame del quesito e delle firme da parte della Cassazione, dunque “il referendum dovrebbe essere convocato non prima di maggio”. I partiti di opposizione, soprattutto il Pd anche via mail, stanno sostenendo il più possibile la raccolta firme.
I comitati continuano comunque a organizzare la campagna. Sabato 10 il Comitato "Società civile per il No al referendum costituzionale" lancerà ufficialmente la campagna referendaria. L'iniziativa in un centro congressi a Roma vedrà la partecipazione della segretaria del Pd, Elly Schlein, del presidente M5S Giuseppe Conte e dei leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Per la Cgil interverrà il segretario generale Maurizio Landini.
Ieri il coordinatore del comitato di Forza Italia Giorgio Mulè ha riunito i rappresentanti territoriali per organizzare una campagna per il Sì che sia capillare. L'obiettivo è coprire l'intero territorio nazionale per poi concentrare tutta la "potenza di fuoco" negli ultimi venti giorni. A fine gennaio però ci saranno tre grandi eventi, a Napoli, a Roma e a Milano, per ricordare la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Mai stata in discussa, però, la presenza del presidente di Fininvest e dell'amministratore delegato di MediaForEurope, Marina e Pier Silvio Berlusconi che però invieranno un messaggio a sostengo del Sì al referendum. Non è ancora in agenda la data del primo evento del comitato per il Sì che raggrupperebbe tutti i partiti di centrodestra. Ieri ci sarebbe stata una call tra il presidente Nicolò Zanon, Isabella Bertolini, responsabile della segreteria organizzativa, ed il portavoce Alessandro Sallusti per mettere a punto la strategia referendaria in vista dell’inaugurazione della sede a Roma.