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Scontro in maggioranza sui militari all’estero e su Strade sicure

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti 

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La Lega insiste: no all’invio al fronte ucraino, impiegarli nella sicurezza interna. La Difesa conferma il disimpegno dei soldati nelle città
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Governo diviso sui militari. Con la Lega che li vorrebbe impiegati per la sicurezza interna e ribadisce il no di un loro invio al fronte ucraino, mentre la Difesa ribadisce il progressivo disimpegno dall’operazione Strade Sicure che oggi vede oltre seimila militari nelle città.

È il capogruppo della Lega in Commissione difesa, Eugenio Zoffili, a riaccendere la miccia.

“Vista la situazione sul fronte sicurezza, a livello internazionale e nelle nostre città, ribadiamo l'impegno della Lega per aumentare il numero di militari dell'Esercito italiano per proteggere obiettivi sensibili e cittadini perbene in strade, piazze e stazioni”, le sue parole.

L'operazione Strade sicure va “progressivamente” riaffidata alle forze di polizia, fa filtrare la Dife…

Governo diviso sui militari. Con la Lega che li vorrebbe impiegati per la sicurezza interna e ribadisce il no di un loro invio al fronte ucraino, mentre la Difesa ribadisce il progressivo disimpegno dall’operazione Strade Sicure che oggi vede oltre seimila militari nelle città.

È il capogruppo della Lega in Commissione difesa, Eugenio Zoffili, a riaccendere la miccia.

“Vista la situazione sul fronte sicurezza, a livello internazionale e nelle nostre città, ribadiamo l'impegno della Lega per aumentare il numero di militari dell'Esercito italiano per proteggere obiettivi sensibili e cittadini perbene in strade, piazze e stazioni”, le sue parole.

L'operazione Strade sicure va “progressivamente” riaffidata alle forze di polizia, fa filtrare la Difesa all’agenzia LaPresse. L'impegno era stato preso dal ministro Guido Crosetto in Parlamento sia in risposta a un'informativa della Lega sul tema, sia presentando in audizione il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa.

Ad aprire il secondo fronte nel governo è l’intervento in Senato del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “L’attivazione della clausola per spese di difesa implica una richiesta di scostamento al Parlamento”, le parole del ministro al question time a un’interrogazione del M5S.

Interviene subito a precisare il senatore leghista Claudio Borghi, interpellato dall’Ansa: “Se le spese addizionali sono solo per la difesa, la nostra richiesta è che siano usate per la sicurezza interna e le forze dell’ordine nelle strade, non certo per mandare militari al fronte”. E fonti della Lega ribadiscono “il No a ogni ipotesi di invio di soldati italiani in Ucraina”.

Attacca il Partito democratico con Debora Serracchiani. “Sull'impiego dei militari il Governo e la maggioranza sono sempre più spaccati, perché il vero oggetto del contendere sono i segnali che si vogliono mandare alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina”, la nota della deputata dem.

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