Messaggio di Meloni a Rodríguez: “Grata per la liberazione dei detenuti italiani”
di Tommaso Ciriaco , Giuliano FoschiniGiorgia Meloni prova l’ultima carta per sbloccare la vicenda di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela. E lo fa mettendo sul tavolo ciò che Caracas aveva chiesto fin dall’inizio: una richiesta ufficiale, esplicita, da premier a premier. Un riconoscimento politico. Non al governo di Nicolás Maduro, mai arrivato in questi mesi, ma alla nuova interlocutrice, Delcy Rodríguez, che oggi guida il Paese e a cui evidentemente l’Italia, come gli Stati Uniti, ha deciso di concedere un’apertura di credito.
«Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas», dice Meloni. «In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra cui anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione».
Per poi aggiungere in conferenza stampa: “Saluto con gioia la liberazione…
Giorgia Meloni prova l’ultima carta per sbloccare la vicenda di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela. E lo fa mettendo sul tavolo ciò che Caracas aveva chiesto fin dall’inizio: una richiesta ufficiale, esplicita, da premier a premier. Un riconoscimento politico. Non al governo di Nicolás Maduro, mai arrivato in questi mesi, ma alla nuova interlocutrice, Delcy Rodríguez, che oggi guida il Paese e a cui evidentemente l’Italia, come gli Stati Uniti, ha deciso di concedere un’apertura di credito.
«Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas», dice Meloni. «In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra cui anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione».
Per poi aggiungere in conferenza stampa: “Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela”. E assicurare: “Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. È molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei”.
Meloni: "Per Trentini ci impegneremo fino a quando la signora Armanda non riabbraccerà suo figlio"
Parole pesate quelle usate per il messaggio a Rodríguez, che non sono solo una formula diplomatica. Perché il messaggio è chiaro: l’Italia riconosce nella presidente venezuelana l’interlocutrice politica con cui trattare. È esattamente ciò che il Venezuela aveva fatto capire di volere fin dall’inizio della vicenda Trentini: un atto politico esplicito. Un passaggio che finora Roma aveva evitato. E che ora può fare anche perché va nella direzione indicata dagli Usa di Donald Trump. «Il Venezuela sta rilasciando un gran numero di prigionieri politici nel segno della “ricerca della pace” e questo è un gesto molto importante e intelligente», ha detto infatti in queste ore Trump, a conferma della strada che si sta cercando di seguire.
L’Italia vuole anche risolvere l’incomprensione di questi giorni con Rodríguez. Una telefonata tra Meloni e la presidente venezuelana era in agenda, ma è slittata all’ultimo momento. Un rinvio che, a Caracas, viene letto come il segno di un’irritazione non ancora smaltita. Rodríguez, infatti, aveva fatto sapere di non aver gradito la precedente telefonata della premier italiana con María Corina Machado, leader dell’opposizione e simbolo dell’alternativa politica al chavismo.
Quel colloquio, presentato da Palazzo Chigi come un dialogo sulle prospettive democratiche del Paese, rischiava di lasciare strascichi che ora la dichiarazione di Meloni dovrebbe chiudere. E dare la spinta finale per provare a riportare a casa Trentini. «Il più presto possibile», come chiedono da 13 mesi i suoi genitori, Ezio e Armanda, e tutta l’Italia che si è mobilitata per la sua liberazione.