Bistecche di lombo per seimila e settecento euro. «Il dottor Stanzione prende sempre quelle», giura il macellaio. Parrucchieri. Alberghi a cinque stelle. Fitness center. Fiori. «Caro», scrive la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni agli uffici, «è arrivato un biglietto in economy e non in business, come sempre. Tra l’altro, avendo uno scalo a Istanbul, non avremmo neppure una lounge dove passare del tempo».
Risultato: ottantamila euro di spese in Giappone, di cui quarantamila soltanto per i voli, con una puntata, a fine missione, negli Stati Uniti.
Sono queste le «condotte disinvolte» che «offendono il decoro dell’ente», per usare le parole della procura di Roma nel decreto di perquisizione firmato dalla pm Chiara Capoluongo e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che travolgono oggi il Garante della privacy e mettono davanti al Paese quello che i magistrati inquadrano come possibile peculato e corruzione.
Secondo i calcoli del nucleo Pef della Guardia di finanza di Roma guidat…
Bistecche di lombo per seimila e settecento euro. «Il dottor Stanzione prende sempre quelle», giura il macellaio. Parrucchieri. Alberghi a cinque stelle. Fitness center. Fiori. «Caro», scrive la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni agli uffici, «è arrivato un biglietto in economy e non in business, come sempre. Tra l’altro, avendo uno scalo a Istanbul, non avremmo neppure una lounge dove passare del tempo».
Risultato: ottantamila euro di spese in Giappone, di cui quarantamila soltanto per i voli, con una puntata, a fine missione, negli Stati Uniti.
Sono queste le «condotte disinvolte» che «offendono il decoro dell’ente», per usare le parole della procura di Roma nel decreto di perquisizione firmato dalla pm Chiara Capoluongo e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che travolgono oggi il Garante della privacy e mettono davanti al Paese quello che i magistrati inquadrano come possibile peculato e corruzione.
Secondo i calcoli del nucleo Pef della Guardia di finanza di Roma guidato da Maurizio Querqui, dal 2021 al 2024 le spese per il Collegio sono aumentate del 46 per cento, con un incremento di circa 776 mila euro annui, «in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria “cinque stelle”, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona», si legge nel decreto. Qualche esempio.
Ciascun componente del collegio aveva a disposizione una carta di credito, con un plafond di fatto illimitato, per spese da giustificare. È con quella, per esempio, che il presidente Stanzione acquista seimila e settecento euro in tre anni nella macelleria Angelo Feroci. «Non so come siano state fatte», spiega ai pm romani l’ex segretario generale Angelo Fanizza, magistrato del Tar dimessosi dopo la polemica sugli accessi informatici e oggi uno dei principali testimoni dell’accusa. «Ho cercato, ma non c’erano né fatture né scontrini, bensì documenti in cui erano annotati questi “pasti pronti”».
Fanizza non è l’unico ad aver parlato con i magistrati. Agli atti ci sono diverse dichiarazioni di dipendenti dell’Autorità, coperti per ragioni investigative, che parlano di «spese eccessive». Per esempio: l’Autorità pagava l’alloggio ai membri del collegio che vivevano fuori Roma. Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia alloggiavano stabilmente in alberghi a cinque stelle, il Bristol e il Parco dei Principi. In una fattura compare anche una spesa per il parrucchiere della vicepresidente («Ma i soldi sono stati restituiti»), mentre «in una fattura d’albergo di Agostino Ghiglia era contenuta la voce bevande e fiori», racconta un testimone.
Stanzione, invece, aveva preso casa in piazza della Pigna: prima a 2.900 euro al mese, poi a 3.700. «Un aumento considerevole», ha detto Fanizza, «e anomalo». Tanto che lui aveva bloccato il pagamento. Ma c’è un altro elemento che gli investigatori definiscono «meritevole di interesse investigativo»: «La contiguità spaziale […] con altro immobile nel quale risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del presidente». In sostanza: accanto alla casa affittata da Stanzione con i soldi del Garante ce n’è un’altra gestita come struttura ricettiva dalle figlie. A rafforzare i dubbi c’è anche un ulteriore dettaglio: «Non sono in grado di riferire se il presidente viva da solo – dice un testimone – ma so per certo, per averlo personalmente visto, che sul contratto vi è anche l’indicazione di due familiari oltre lui».
Oltre all’alloggio c’è il vitto. Sempre Fanizza riferisce che «in più di un’occasione erano state pagate spese, come quelle relative al parrucchiere da parte della vicepresidente ovvero di una cena per sette-otto persone, con la carta di credito del Garante», che gli uffici avevano segnalato come estranee all’attività lavorativa.
C’è poi il capitolo dell’auto di servizio usata per ragioni personali. «Per esempio per recarsi presso la sede di un partito politico», scrivono i magistrati. Il riferimento è alla visita di Ghiglia nella sede di Fratelli d’Italia per incontrare Arianna Meloni, ventiquattro ore prima della sanzione da comminare a Report.
Ma le auto sono solo un pezzo del problema. Per il G7 di Tokyo del 2023 il costo previsto era di 34 mila euro. Ne sono stati spesi 80 mila, anche a causa del volo in business e di «un cospicuo numero di persone che generalmente vanno in missione all’estero per accompagnare i membri del collegio». Con tanto di traduttore assunto ad hoc: «Per la missione in Giappone è stato assunto per tre mesi Filiberto Emanuele Brozzetti, conoscitore della lingua inglese. La Cerrina avrebbe richiesto la sua assunzione per lo specifico viaggio sebbene all’interno del Garante sia presente una figura che funge da interprete ufficiale». Non risultano agli atti cene in Giappone, per fortuna: il kobe costa molto di più del lombo.