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Il no di Crosetto all’Artico: “Pochi soldati, una barzelletta”

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Il ministro della Difesa sulla decisione di alcuni paesi europei di mandare militari a Nuuk: “Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato”
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ROMA – Giorgia Meloni non ha proprio voglia di strappare con gli Usa sulla Groenlandia. E così mentre i principali governi europei spediscono soldati nella terra dei ghiacci - pochi militari, come segnale di deterrenza e solidarietà alla Danimarca davanti alle bizze di Trump - l’Italia prima spernacchia quell’operazione, che sarebbe poco più di «una gita, una barzelletta» per il ministro Guido Crosetto, e poi tiene vivo il canale con Washington. Per dire che sui dossier caldi di politica estera c’è una «visione comune». L’ultima pratica è affidata dalla premier, indaffarata in Giappone, al ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Che di pomeriggio viene chiamato dal segretario di stato americano, Marco Rubio, per discutere appunto della «visione comune» sulla politica internazionale. «Colloquio positivo», dice Tajani.

ROMA – Giorgia Meloni non ha proprio voglia di strappare con gli Usa sulla Groenlandia. E così mentre i principali governi europei spediscono soldati nella terra dei ghiacci - pochi militari, come segnale di deterrenza e solidarietà alla Danimarca davanti alle bizze di Trump - l’Italia prima spernacchia quell’operazione, che sarebbe poco più di «una gita, una barzelletta» per il ministro Guido Crosetto, e poi tiene vivo il canale con Washington. Per dire che sui dossier caldi di politica estera c’è una «visione comune». L’ultima pratica è affidata dalla premier, indaffarata in Giappone, al ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Che di pomeriggio viene chiamato dal segretario di stato americano, Marco Rubio, per discutere appunto della «visione comune» sulla politica internazionale. «Colloquio positivo», dice Tajani.

Nel corso della telefonata, si toccano diversi aspetti. L’Iran, il Venezuela, con le rassicurazioni su altre scarcerazioni di italiani. La fase 2 di Gaza, con il board of peace che includerà Meloni e che si riunirà a Davos la prossima settimana, presente The Donald. L’Ucraina, altro tema da affrontare sulle alpi svizzere. Ma il punto di maggiore frizione tra le due sponde dell’Atlantico resta la querelle groenlandese. Rubio a Tajani conferma che le decisioni saranno prese da Trump, convinto che la prevenzione della minaccia cinese sia la priorità delle priorità. Il vicepremier lo rassicura: l’Italia non manderà soldati con gli europei, non crede a operazioni militari Usa, tocca agire in ambito Nato, insieme. Altro segnale: Tajani volerà a Washington il 4 febbraio a discutere di materie prime.

Tutto il governo si schiera contro le truppe Ue a Nord. Le mosse di Francia, Germania, Svezia e altri sono l’elefante nella stanza a Villa Madama, dove ieri è stata illustrata la strategia italiana per l’Artico. Meloni da Tokyo manda un messaggio: sì, è «per il rispetto del diritto internazionale», vuole «l’ Artico come area di pace». Ma senza sganciarsi o muoversi contro Washington. «L’Italia è convinta che l’Artico debba essere sempre una priorità dell’Ue e della Nato». L’alleanza atlantica deve «sviluppare nella regione una presenza coordinata», dunque con dentro gli Usa, per «prevenire tensioni e rispondere alle ingerenze».

Mentre Tajani annuncia una missione imprenditoriale per la regione (coinvolte aziende come Leonardo e Fincantieri), Crosetto chiede di aumentare il budget per la difesa. E appunto schernisce l’esercitazione Ue. «Sembra una gita! È invece va tenuto insieme l’Occidente in ottica Nato, non servono i frazionamenti». Per il ministro della Difesa, l’Italia dovrà comunque «mantenere un presidio, anche militare». Perché la Russia, terminata la guerra in Ucraina, sposterà «gran parte delle risorse» a Nord. Che ne pensano le altre cancellerie della posizione italiana? Per ora si evitano fratture pubbliche. Da Berlino parlano di sintonia, anche se la Germania manderà militari. Il desiderio, viene spiegato, è «che siano i partner Nato a condurre insieme l’esplorazione».

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