✕

Schlein in piazza per l’Iran: “Pieno supporto a lotta di popolo, repressione inaccettabile”

Ascolta l'audio

Alla manifestazione in Campidoglio anche gli altri leader dell’opposizione: Conte, Bonelli e Fratoianni
2 minuti di lettura

I cori e le testimonianze. Bella ciao sussurrata nel buio, l'appello alla comunità internazionale e il campo progressista che torna unito in nome delle donne e dei giovani iraniani massacrati. Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli vicini, in Campidoglio, al sit-in contro la mattanza del regime teocratico, a sentire e sostenere la lotta di Amnesty International e la rete 'Donna vita libertà'. "Almeno 12 mila morti, ma quando tornerà a funzionare Internet abbiamo terrore dei numeri che arriveranno", ricordano al microfono, dove parlano solo le associazioni". Non è accettabile - arriva Elly Schlein, abbracciata da varie attiviste italoiraniane - serve che la comunità internazionale e l'Unione Europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime, per evitare che anche dai paesi vicini possa arrivare alcuna forma di supporto a questa repressione".

Anche Giuseppe Conte resta a lato ad ascoltare la v…

I cori e le testimonianze. Bella ciao sussurrata nel buio, l'appello alla comunità internazionale e il campo progressista che torna unito in nome delle donne e dei giovani iraniani massacrati. Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli vicini, in Campidoglio, al sit-in contro la mattanza del regime teocratico, a sentire e sostenere la lotta di Amnesty International e la rete 'Donna vita libertà'. "Almeno 12 mila morti, ma quando tornerà a funzionare Internet abbiamo terrore dei numeri che arriveranno", ricordano al microfono, dove parlano solo le associazioni". Non è accettabile - arriva Elly Schlein, abbracciata da varie attiviste italoiraniane - serve che la comunità internazionale e l'Unione Europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime, per evitare che anche dai paesi vicini possa arrivare alcuna forma di supporto a questa repressione".

Anche Giuseppe Conte resta a lato ad ascoltare la voce angosciata delle donne. "Abbiamo il dovere di dare un segnale anche concreto per stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e soprattutto gli iraniani, giovani, donne in particolare, studenti universitari, dissidenti", dice. E le divisioni che si sono affacciate in Parlamento per le mozioni bipartisan pro-Iran? "Ma c'è stata una strumentalizzazione venuta un po' da tutti - osserva il leader M5s - Dall'inizio abbiamo detto che eravamo d'accordo con la mozione che era stata presentata. Ma abbiamo chiesto soltanto un impegno in più, cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali, stiamo sfasciando il diritto internazionale, abbiamo bisogno di più diplomazia, politica, sanzioni".

Strappo quasi archiviato. Anche se punge con una battuta Nicola Fratoianni, quando si nota che Conte ha fatto in tempo a stare in casual, senza cravatta: "Ma loro cambiano colore a ogni stagione, noi no", è il fioretto del leader Avs. Anche se il presidente 5S la butta in calcio d'angolo: "Ma guardate che ce l'ha con il Pd , mica con me".

Fratoianni comunque, insieme ad Angelo Bonelli, tiene a chiarire: "Noi abbiamo sottoscritto e votato entrambe le risoluzioni, condividiamo anche l'altra", ovvero la seconda firma dei Cinque Stelle, "quella che chiede di esprimersi contro l'intervento militare straniero in Iran, perché "esportare democrazia con le bombe ha sempre peggiorato le condizioni delle popolazioni oppresse e creato instabilità. E comunque i richiami all'unità teorici sono sempre un po' pelosi: l'unità la si costruisce misurandosi sui contenuti e sul merito". E Bonelli sottolinea: "Mentre il governo Meloni fa affari con i dittatori, e la destra difende i diritti umani magari quando conviene, a corrente alternata, noi siamo qui a ribadire che il regime sanguinario degli ayatollah deve andare via. Siamo qui anche per sostenere un'iniziativa forte dell'Unione Europea in nome dei diritti umani".

La piazza politica c'è, il popolo meno, sono Amnesty e le tante sigle del territorio, è la rete delle iraniane che non si arrendono a portare al colle alcune migliaia di persone .

"Uccidono bambini. Governano assassini", gridano. Cartelloni, bandiere. Anche alcune sgradite, perché issate da alcuni connazionali che inneggiano a Rezha Ciro Palhavi, figlio dello Scià ed erede della monarchia. "Andate via, vogliamo libertà non altri regimi", urlano i manifestanti. Ma la pattuglia filo-destra iraniana di oppone, urla, sí temono incidenti , interviene la Digos. ''È angosciante sapere che le famiglie stanno pagando 3mila o 5mila dollari per avere indietro il cadavere di un figlio. O che se lo stanno nascondendo in casa ", testimonia Shady Alizadeh.

E Parisa Nazzari, anche lei iraniana :"C'è una dittatura sanguinaria. Ma ora dobbiamo essere uniti. Solo uniti si vince. Poi decideremo, come avvenne anche qui in Italia se dovrà essere Repubblica o monarchia. Ma ora dobbiamo fermare il massacro e abbattere il regime".

Il sindaco Gualtieri la abbraccia: "Abbiamo avuto l'onore di ascoltare anche con i nostri giovani le vostre storie di resistenza. Non sarete mai soli e tutta la comunità , nazionale e internazionale, non può abbandonare questa lotta".

Alle 18 è finito. Restano le parole di Riccardo Noury, il portavoce di Amnesty in Italia: “Siamo di fronte alla più grave sanguinosa strage di manifestanti mai avvenuta. Ma non é che se qualcuno pensa che il ‘diritto internazionale vale fino a un certo punto’, poi veramente il diritto é defunto. E sta a noi e a tutta la comunità internazionale mostrarlo, non bisogna fermarsi”. Il dem Beppe Provenzano lascia la piazza riferendosi alla destra meloniana: “Hanno imbastito questa ridicola polemica sul fatto che noi per l’ Iran non eravamo in piazza. Ma dove sono loro? Li avete visti?”.

Leggi i commenti