È stato il vicesegretario Roberto Vannacci a dirvi di votare contro la risoluzione sulla proroga dell’invio delle armi in Ucraina?
«È innegabile che abbiamo una sensibilità comune».
Il deputato leghista Rossano Sasso ha appena lasciato l’Aula di Montecitorio dopo aver votato in difformità rispetto al gruppo. Per tutta a mattinata è stato al centro dell’attenzione dei colleghi. Anche quando ha lasciato l’emiciclo per avvicinarsi al presidio del Team Vannacci Roma caput mundi fuori dalla Camera.
Alla fine ha votato contro. Nasce il partito di Vannacci e lascerà la Lega dopo questo strappo?
«E perché? Per essere stati coerenti? Ho votato secondo coscienza, stiamo parlando di un tema di politica internazionale».
Il decreto Ucraina che prevede l’invio di armi e aiuti a Kiev, oltreché gli aiuti è in discussione in commissione Difesa della Camera. Darete battaglia presentando emendamenti?
«Ci stiamo pensando, stiamo valutando. Poi ci sarà l’Aula».
Quindi presenterete proposte di modifica in …
È stato il vicesegretario Roberto Vannacci a dirvi di votare contro la risoluzione sulla proroga dell’invio delle armi in Ucraina?
«È innegabile che abbiamo una sensibilità comune».
Il deputato leghista Rossano Sasso ha appena lasciato l’Aula di Montecitorio dopo aver votato in difformità rispetto al gruppo. Per tutta a mattinata è stato al centro dell’attenzione dei colleghi. Anche quando ha lasciato l’emiciclo per avvicinarsi al presidio del Team Vannacci Roma caput mundi fuori dalla Camera.
Alla fine ha votato contro. Nasce il partito di Vannacci e lascerà la Lega dopo questo strappo?
«E perché? Per essere stati coerenti? Ho votato secondo coscienza, stiamo parlando di un tema di politica internazionale».
Il decreto Ucraina che prevede l’invio di armi e aiuti a Kiev, oltreché gli aiuti è in discussione in commissione Difesa della Camera. Darete battaglia presentando emendamenti?
«Ci stiamo pensando, stiamo valutando. Poi ci sarà l’Aula».
Quindi presenterete proposte di modifica in Aula su cui potrebbe convergere anche M5S per esempio?
«Probabilmente presenteremo nostre proposte. È una questione di coerenza, noi lo siamo, gli altri no».
La Lega però ha sempre votato, dal governo Draghi in poi, per l’invio delle arme in Ucraina?
«Ora il contesto è cambiato. E l’invio delle armi non ha portato i risultati che si immaginavo».
Quindi perché ha votato contro e cosa va modificato?
«Servirebbe un decreto Italia, altro che decreto Ucraina. Inviare ulteriori armi e soldi a Zelensky non rappresenta l’interesse nazionale e per questo motivo ho votato in dissenso dal gruppo della Lega. Io dico no ai soldi degli italiani per Zelensky. Ci vuole coerenza. Lo ha ribadito anche il presidente Trump: Zelensky ostacola la pace».
Sta dicendo che continuando a inviare armi si allontana la pace?
«Continuare a inviare armi e soldi non aiuta di certo il processo di pace e la pace ottenuta oggi sarà sempre meglio di quella di domani, perché più passano i giorni più le condizioni per raggiungerla saranno peggiori per gli ucraini. Io la penso come la maggioranza degli italiani. La politica dell’Ue è stata fallimentare e gli ultimi 90 miliardi di euro stanziati per Zelensky non ci faranno certo raggiungere la pace».
Però le indicazioni del partito erano di votare a favore, si era raggiunto anche il compromesso di scrivere nel decreto che saranno inviati più aiuti civili. Cosa non va?
«È un gioco lessicale, un’acrobazia che non ci sta bene. La sostanza non cambia. Qualche mese fa abbiamo appreso che i nostri soldi inviati in precedenza hanno arricchito alcuni uomini molto vicini a Zelensky, che si sono concessi persino i gabinetti d’oro nelle proprie lussuose abitazioni. L’interesse nazionale è quello di aiutare gli agricoltori italiani o di arricchire gli amici di Zelensky e foraggiare una guerra che non è la nostra? Di miliardi di euro noi Italiani ne abbiamo già inviati quasi 4».