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Viaggio di istruzione nell’Italia “irredenta”. Le proteste dei genitori: “Nostalgismo”

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Diventa un caso la gita scolastica del Virgilio di Roma tra Trieste, Fiume, Basovizza e il sacrario di Redipuglia. La replica del preside: “Polemica inutile. Non si può dire foiba in questo Paese?”
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ROMA – L’iniziativa è di quelle destinate a far discutere, e infatti una cosa è successa: il “viaggio di istruzione” – nella circolare è chiamato così – nonostante sia già stato approvato dalla scuola ha sollevato critiche e proteste da parte di alcuni genitori. Che hanno scritto all’istituto esprimendo perplessità, riserve e preoccupazioni, sollevando accuse di nostalgismo e temendo il rischio di una “ideologizzazione” e “politicizzazione” del programma della gita. Che è diventata un caso.

Succede all’Istituto comprensivo statale Virgilio di Roma. Il 13 gennaio il dirigente scolastico Alessio Santagati ha firmato e inviato una circolare (la n°102) ai genitori delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. Circolare con la quale ha comunicato l’organizzaz…

ROMA – L’iniziativa è di quelle destinate a far discutere, e infatti una cosa è successa: il “viaggio di istruzione” – nella circolare è chiamato così – nonostante sia già stato approvato dalla scuola ha sollevato critiche e proteste da parte di alcuni genitori. Che hanno scritto all’istituto esprimendo perplessità, riserve e preoccupazioni, sollevando accuse di nostalgismo e temendo il rischio di una “ideologizzazione” e “politicizzazione” del programma della gita. Che è diventata un caso.

Succede all’Istituto comprensivo statale Virgilio di Roma. Il 13 gennaio il dirigente scolastico Alessio Santagati ha firmato e inviato una circolare (la n°102) ai genitori delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. Circolare con la quale ha comunicato l’organizzazione di un “campo scuola” (viaggio di istruzione) per, appunto, gli alunni delle classi terze. Di cosa si tratta è spiegato nella missiva. Leggiamo. “Il campo scuola prevede di trascorrere 5 giorni e 4 notti nei luoghi dell’Italia “irredenta”, territori appartenuti all’Italia, ma ora non più.

I ragazzi delle quattro classi terze, nel mese di marzo (al sicuro da prove Invalsi e dall’ultimo mese di preparazione agli esami di stato) visiteranno Trieste, Fiume, Pola, Rovigno, la foiba di Basovizza, Gorizia e Nova Gorica (capitale della cultura 2025), e il sacrario di Redipuglia”. Un programma fitto, denso. Che abbraccia luoghi e terre teatro di eventi storici – anche drammatici - sui quali da anni batte la narrazione (anche propagandistica) delle destre nazionaliste e sovraniste, in alcuni casi anche post e neo-fasciste.

La circolare continua spiegando ai genitori gli aspetti tecnici del campo scuola nel profondo nord-est. “Il mezzo di trasporto previsto è il treno Alta Velocità fino a Padova, il resto del viaggio sarà in pullman gran turismo”. E ancora. “I vari luoghi saranno visitati con una guida che seguirà il gruppo per tutto l’itinerario”. Il costo dell’intero viaggio? “Oscillerà tra i 460 e i 500 euro ad alunno”. Come funziona ritualmente per l’organizzazione delle gite scolastiche, viene fatto presente che “l’importo preciso dipenderà dal numero effettivo dei partecipanti”. Seguono indicazioni sul calendario scolastico. “Il periodo previsto per il viaggio è da metà marzo alla fine, quasi sicuramente dal 16 al 20 marzo”.

Punto importante che probabilmente non darà fare i salti di gioia agli studenti: “Si rammenta che, durante il campo scuola, i ragazzi non portano il cellulare”. Per esigenze tecnico-organizzative il dirigente scolastico chiede ai genitori di “dare la propria adesione alla suddetta proposta entro giovedì 15 gennaio (ieri, ndr), al fine di poter conoscere il numero effettivo dei partecipanti e poter inviare il programma dettagliato di viaggio”. Infine si precisa che “l’adesione costituisce il primo impegno formale alla partecipazione al viaggio, cui seguirà ulteriore formalizzazione con il pagamento della quota di partecipazione tramite piattaforma pagoPA”.

Non è ancora dato conoscere se e quanti alunni parteciperanno al campo scuola nei luoghi dell’Italia “irredenta”. Ma la proposta dell’istituto ha sollevato un polverone, sia all’interno sia all’esterno dell’istituto Virgilio. Letta la circolare diversi genitori hanno inviato mail risentite (alcune indignate) al dirigente scolastico Santagati. Chiedendo spiegazioni sulla scelta del programma. Sullo sfondo c’è il riferimento a quella che, da anni, è l’attenzione (in alcuni casi strumentale) della destra sulle questioni che riguardano le vicende istriane, il dramma delle foibe e le battaglie nazionaliste irredentiste per l’annessione di territori abitati da popolazioni italiane ma sotto il controllo dei altre potenze – come Trieste, Fiume, Istria e Dalmazia;, territori considerati appunto “terre irredente” (del movimento irredentista Trieste fu centro nevralgico, e Fiume un simbolo culminato nell’impresa dannunziana, tra miti risorgimentali e nazionalismo).

Alle accuse di nostalgismo, di anacronismo e di una gita “costruita” cogliendo l’aria politica che ‘tira’ il dirigente scolastico del Virgilio ha replicato con una nuova circolare. Nella quale chiarisce e respinge le accuse rivolte da alcuni genitori. A Repubblica il preside dice: ”Sono dispiaciuto, è una polemica inutile e sterile che non voglio alimentare. I viaggi di istruzione sono passati da tutti i consigli di classe, dove ci sono i rappresentanti dei genitori. Ci sono state ben tre delibere di approvazione del programma, una per ciascuna classe, una plenaria del consiglio docente e una plenaria del consiglio di istituto, presenti i genitori. Non siamo nostalgici né anacronistici: il campo scolastico in oggetto è un viaggio nell’Italia del nord-est per visitare tutti i luoghi della prima guerra mondiale. E in una foiba. Non si può dire foiba nel nostro Paese? La scuola è un luogo libero. Chi ci conosce da che non facciamo indottrinamento ideologico agli studenti, anzi. Lasciamo che gli studenti si facciano un’idea. Mi ha scioccato la reazione dei genitori che ci hanno scritto".

Ecco, per completezza, il testo della circolare del dirigente scolastico sulla questione.

“Ricevo in questi giorni alcune preoccupanti comunicazioni circa il campo scuola proposto per le classi terze del Virgilio nel nord est dell’Italia, tra il nostro Paese, la Croazia e la Slovenia. Il tono ed i contenuti di queste comunicazioni oltre ad essere gravemente offensivi e diffamatori e privi di qualsiasi fondamento, vanno a minare le prerogative didattiche e di indirizzo della Scuola stessa, posto che tutti gli Organi Collegiali, dai Consigli delle singole classi, al Collegio dei Docenti e non da ultimo il Consiglio di Istituto hanno esaminato ed approvato la proposta del viaggio, che quindi è stata condivisa ed approvata in modo partecipato, come è nostra prassi, tra la componente docenti e quella rappresentativa e democraticamente eletta dei genitori. La Scuola, nei giorni scorsi, ha inviato un’informativa di tipo pratico ed organizzativo ma alcuni genitori che la hanno ricevuta hanno pensato di vedere una connotazione ideologica nella scelta delle mete, permettendosi, in modo totalmente irrispettoso, di scrivere che ‘se il campo scuola deve avere un profilo didattico allora sarebbe auspicabile un approccio scientifico’ ed ancora che si tratta di ‘un’operazione nostalgica ed anacronistica’, il tutto senza aver visionato il programma. Nella medesima informativa vi era anche un riferimento virgolettato alle cosiddette terre irredente, rispetto al quale un solerte genitore si è sentito in diritto/dovere di fornire una lectio brevis sull’opportunità di usare ancora questa espressione. Sorvolo sulle offese riguardanti la nostra presunta mancanza di scientificità didattica, perché i risultati dei nostri studenti in termini didattici e di crescita umana e personale e la nostra reputazione ci difendono già nei fatti, ma mi concedo una riflessione sul revisionismo lessicale tendente al politicamente corretto, perché penso che questa pratica allora dovrebbe travolgere termini quali ‘Medioevo’ e di conseguenza ‘Rinascimento’ o ancora penso che si dovrebbe far sparire la parola ‘barbaro’ rispetto alle invasioni dei popoli nordici o ancora togliere il termine imperatore davanti al nome di molti principes romani, che mai usarono questo termine, in un processo lungo ed infruttuoso, di cui oggi vediamo i poderosi risultati assistendo all’abbattimento delle statue di Cristoforo Colombo in America o all’eliminazione di alcune favole per bambini in quanto maschiliste (Biancaneve) o contro gli animali (Cappuccetto rosso).

Ritornando sulle comunicazioni ricevute, debbo dire che mi preoccupa molto che dei genitori adulti con leggerezza stiano minando il rapporto di fiducia che lega i ragazzi alla propria scuola, perché insegnare ai propri figli che si può giudicare in modo sommario, senza dati alla mano e senza conoscere i fatti, significa creare nei ragazzi una sfiducia verso le Istituzioni che difficilmente potrà essere sanata. Noi non siamo una Scuola nostalgica né tantomeno ideologizzata o anacronistica, siamo una Scuola che ha cercato nei propri archivi gli studenti ebrei espulsi per le leggi razziali e li ha celebrati più volte ritrovando anche un’alunna superstite e oggi siamo una Scuola che non avrà paura di entrare in una foiba, per capire che i confini geografici o mentali sono un nemico da abbattere, che l’uomo dovrebbe costruire ponti e non alzare muri e siamo certi che, farlo nella temperie storico-politica che stiamo vivendo a livello mondiale, possa essere una utile lezione per i nostri ragazzi, una lezione svolta viaggiando in una terra da sempre crocevia di culture, popoli e religioni differenti, la terra di Italo Svevo, di Umberto Saba, la terra che ha saputo accogliere ed ispirare James Joyce, circondata da quei bellissimi monti tristemente noti per la Grande Guerra, sui quali Giuseppe Ungaretti ha aperto al mondo gli anditi più segreti del suo cuore. Non ci vedo ideologia in tutto questo ma solo desiderio di conoscere la storia, poiché di questo ormai si tratta, ed imparare la tolleranza, la convivenza civile, il rispetto, poiché sentimenti come l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo, l’omofobia, il sovranismo non hanno colore politico eppure ogni tanto riaffiorano come fanno i fiumi carsici, presenti nelle meravigliose terre del nostro viaggio, che sembrano inghiottiti dalla terra ma poi rispuntano impetuosi, travolgendo la civiltà. Infine scusandomi per l’essermi dilungato, vi dico che la mia prima tentazione leggendo le mail suddette è stata quella di annullare il viaggio ma poi non l’ho fatto perché questo avrebbe penalizzato i molti ragazzi e le molte famiglie favorevoli al viaggio e avrebbe avuto il sapore di un provvedimento da ‘regime’: di destra? di sinistra?. Non lo so, fate voi, a noi non interessa, Vergilius altius alis propriis volat”.

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