ROMA – Basta accuse ai magistrati, basta insulti, «perfino denunce». E «solo per aver espresso il nostro punto di vista». Lo chiede, pur nei suoi toni tenacemente pacati, il presidente dell’Anm. «Non pensavo di dover fare il presidente dell’Associazione nazionale magistrati per difendere la libertà d’opinione», commenta Cesare Parodi, che pure viene dalle fila di MI, corrente di centrodestra, ma non tenera contro «una riforma inefficace, ipocrita, sgangherata» (parole del segretario Galloppi).
Il riferimento è al recente atto d’accusa presentato alla procura di Roma dal comitato del sì “Pannella-Sciascia-Tortora”, presidente Giorgio Spangher a nome dei radicali. E a ribadirlo, più aspramente, c’è anche il segretario Anm, Rocco Maruotti, dei progressisti di Area: «Ma Pannella si starà rivoltando nella tomba. I radicali ammettono pure che quel ricorso è una provocazione. Ora lasciamo che a piazzale Clodio lavorino in pace visto che sentiamo dire “vediamo chi potrà davvero pronunciarsi…
ROMA – Basta accuse ai magistrati, basta insulti, «perfino denunce». E «solo per aver espresso il nostro punto di vista». Lo chiede, pur nei suoi toni tenacemente pacati, il presidente dell’Anm. «Non pensavo di dover fare il presidente dell’Associazione nazionale magistrati per difendere la libertà d’opinione», commenta Cesare Parodi, che pure viene dalle fila di MI, corrente di centrodestra, ma non tenera contro «una riforma inefficace, ipocrita, sgangherata» (parole del segretario Galloppi).
Il riferimento è al recente atto d’accusa presentato alla procura di Roma dal comitato del sì “Pannella-Sciascia-Tortora”, presidente Giorgio Spangher a nome dei radicali. E a ribadirlo, più aspramente, c’è anche il segretario Anm, Rocco Maruotti, dei progressisti di Area: «Ma Pannella si starà rivoltando nella tomba. I radicali ammettono pure che quel ricorso è una provocazione. Ora lasciamo che a piazzale Clodio lavorino in pace visto che sentiamo dire “vediamo chi potrà davvero pronunciarsi, chi non potrà”. Va detto che noi abbiamo davvero fiducia nella magistratura. Almeno quanto ne ha la presidente Meloni quando le chiedono dello scandalo sul Garante».
Un sabato vivace, al comitato direttivo dell’Associazione in Cassazione. Dove l’ultima parte dei lavori, secretata, stabilisce anche una nuova iniezione di fondi, circa 300mila euro, sulla campagna anti-riforma. Mentre il fronte del no si arricchisce delle adesioni dei big della cultura e dello spettacolo, dopo che si erano esposti negli scorsi giorni Lino Guanciale, Maurizio de Giovanni, Marisa Laurito, anche con interventi e video. Arriva ora l’opposizione alla riforma Nordio di Dacia Maraini, che già era a favore dei referendum, la scorsa primavera, per attenuare i tempi della cittadinanza. Ecco il messaggio di Fiorella Mannoia: «Ognuno voterà secondo coscienza. Io voterò no». E con un lungo e ragionato post, da ieri a pesare c’è anche l’analisi di Alessandro Gassman. È severo l’attore e regista sul suo profilo: «Dopo il disastro del fascismo, il paese distrutto (...) i politici di vari partiti che avevano lottato per la democrazia si unirono per scrivere la nostra Costituzione. Tra di loro, menti illuminate, gente straordinaria (...). Oggi c’è chi intende cambiarla, ma chi vuole farlo non ha assolutamente nessuna delle qualità delle grandi donne e uomini che la scrissero. Difendiamo la Costituzione, e votiamo #no al referendum che vuole cambiare gli equilibri tra governo e magistrati». Parole che rimbalzano sui cellulari, ieri, al comitato Anm: «Ma ora denunceranno anche un attore amato dal pubblico? ».
Si discute, tra le due anime dell’associazione, anche del dopo 23 marzo. E visto che al Ministero, in filo diretto con Mantovano a Palazzo Chigi, si stanno tracciando già i decreti attuativi per la riforma, l’Anm se la sentirebbe di dare una mano? «Perché no. Siamo sempre stati per il dialogo, lo abbiamo mostrato e continueremo ad offrire un contributo, se intendono davvero tenerne conto», assicura Parodi. «Ma non se ne parla proprio. Perché tanto vincerà il No e non ci sarà bisogno dei decreti attuativi», ribatte Maruotti.
A metterli d’accordo c’è un documento a favore dei precari della giustizia. E la scelta di sobrietà per l’imminente inaugurazione dell’Anno giudiziario: no a iniziative eclatanti, dicono, a fronte dei tricolori e delle Costituzioni con cui lasciarono le aule, a gennaio ‘25.
Sottolinea Maruotti: «Chi ci vuole silenziare ha due timori. Il primo: nessun Paese in Europa ha una Anm che riunisce il 97 per cento delle toghe, vogliono frammentarci. Il secondo: fa paura la rimonta del no. Tutti i sondaggi dicono che la partita è aperta».