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Biondi: “Non sono antifascista, respingo le definizioni manichee”

(ansa)

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Il sindaco dell’Aquila: “Io dico semplicemente che non sono fascista. Non sono anti nulla. Non sono neanche anti comunista. Sono un laico, ecco, di destra”
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L’AQUILA – Lei si direbbe anti fascista?»

«Non mi considero anti nulla. Al massimo anti juventino».

Giusto alla vigilia della visita di Sergio Mattarella in città, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, 51 anni, Fratelli d’Italia, meloniano di stretta osservanza, già militante di CasaPound, rilascia una lunga intervista al direttore del Centro, Luca Telese, nella quale ribadisce di non avere nessuna intenzione di dichiararsi antifascista. Al massimo è contro la Juve, visto che tifa Torino.

Inevitabilmente, a cerimonia finita, si trova attorniato da un nugolo di giornalisti.

Un cronista gli chiede conto della frase incriminata.

Biondi se la prende per la domanda.

«Non ha capito che era una battuta ironica, mi dispiace per lei. Un giornalista dovrebbe essere più attento a certe sfumature, altrimenti non capisce la complessità della vita. Magari, la prossima volta gliela spiego con calma, a soli a soli».

Che ironia? Che sfumature?

Torniamo alla carica.

Però sindaco, la sua fr…

L’AQUILA – Lei si direbbe anti fascista?»

«Non mi considero anti nulla. Al massimo anti juventino».

Giusto alla vigilia della visita di Sergio Mattarella in città, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, 51 anni, Fratelli d’Italia, meloniano di stretta osservanza, già militante di CasaPound, rilascia una lunga intervista al direttore del Centro, Luca Telese, nella quale ribadisce di non avere nessuna intenzione di dichiararsi antifascista. Al massimo è contro la Juve, visto che tifa Torino.

Inevitabilmente, a cerimonia finita, si trova attorniato da un nugolo di giornalisti.

Un cronista gli chiede conto della frase incriminata.

Biondi se la prende per la domanda.

«Non ha capito che era una battuta ironica, mi dispiace per lei. Un giornalista dovrebbe essere più attento a certe sfumature, altrimenti non capisce la complessità della vita. Magari, la prossima volta gliela spiego con calma, a soli a soli».

Che ironia? Che sfumature?

Torniamo alla carica.

Però sindaco, la sua frase ha fatto molto scalpore.

«Ma è una cosa ironica! Ho detto che non sono anti niente. Adesso concentrare questa giornata così bella su una battuta ironica mi sembra...Chi mi conosce sa perfettamente come sono fatto, cosa penso dello Costituzione, io ho giurato sulla Costituzione. Tutta la mia attività è conformata ai suoi valori. Quello che qui abbiamo fatto per i profughi afghani, ucraini, in termini di accoglienza... questa è una città che rifiuta il razzismo....».

Però lei da un lato dice di attenersi alla Costituzione, ma dall’altro non vuol dichiararsi antifascista. Perché?

«Io dico semplicemente che non sono fascista. Non sono anti nulla. Non sono neanche anti comunista».

Quindi tiene il punto?

«Penso che sia importante confrontarsi con le ideologie con le serenità di chi non è manicheo. Io sono laico. Nonostante la mia formazione che è nota a tutti, fatta per intero nelle file della destra italiana».

La fiamma dal simbolo di Fratelli d’Italia la toglierebbe?

«No».

Come sarà questa Capitale della cultura?

Che valori promuoverà?

Un giornalista gli ricorda il caso della casa editrice Altaforte, di estrema destra, che ha infiammato Più libri più liberi a dicembre a Roma e che sarà presente all’Aquila, al Festival del libro. E sempre all’Aquila, promosso dal Comune, c’è un premio intitolato a Gioacchino Volpe, lo storico legato al fascismo, poi passato ai monarchici a guerra finita.

Ci può dire di cosa si parlerà in questa Capitale della cultura visto che lei non si dichiara antifascista?

«Volpe è uno dei più importanti storici italiani ed internazionali. Anche questo dovrebbe studiare».

Al Centro il sindaco ha ricordato che Palmiro Togliatti ha fatto l’amnistia nel 1946.

Si candiderà alla Regione? Al Parlamento?

«Del mio futuro decide Nostra Signora Giorgia». Giorgia Meloni, of course.

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